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Bertolaso arriva in volo a Ferrara, e rassicura tutti sull’emergenza Po

È arrivato in prefettura a Ferrara alle 13.30 accompagnato dal prefetto Raimondo Provvidenza. Il capo della protezione civile Guido Bertolaso oggi era a Ferrara per il vertice sull’emergenza Po. All’incontro tecnico, per fare il punto sugli interventi già attuati e su quelli necessari per salvaguardare il funzionamento dell’acquedotto di Pontelagoscuro e per scongiurare danni ambientali al delicato ecosistema del Delta de Po, hanno preso parte tutte le autorità cittadine e il presidente della regione Vasco Errani.

Guido Bertolaso ha rassicurato la cittadinanza sulle condizioni dell’acqua che dal Po viene prelevata attraverso l’impianto di Pontelascuro affermando che i livelli di idrocarburi sono abbondantemente sotto il livello massimo consentito. Nessuno rischio dunque per l’acqua potabile così come la situazione dovrebbe rimanere sotto controllo anche andando verso il delta del Po e, in particolare la sacca di Goro, dove si teme per la miticoltura.

La macchia nera che si attendeva a Pontelagoscuro nella tarda mattinata di oggi non è arrivata. Almeno non nella forma e nella dimensione che in molti temevano. I lavoro di arginamento e di recupero degli idrocarburi, sfuggiti ai blocchi fatti a Piacenza e nel Veneto, è stato volto soprattutto alla protezione delle pompe dell’impianto di potabilizzazione di Hera a Pontelagoscuro.

Anche se le notizie di oggi sono rassicuranti, la macchia avanza e arriverà all’Adriatico. Lo farà però molto in maniera meno pericolosa perché ormai, ha detto Demetrio Egidi, capo della protezione civile dell’Emilia Romagna, la macchia è molto diluita.

Intanto la regione Emilia Romagna, ha fatto sapere il presidente Errani, oltre alla richiesta dello stato di emergenza, sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile per i danni. Per gli interventi di questi giorni la regione ha già speso 900mila euro, ma dopo la fase di emergenza, ha concluso Errani, bisognerà fare subito interventi di bonifica sul Po.

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INTANTO, PERO’; LE AUTORITA’ LOCALI PRENDONO PROVVEDIMENTI

Ore importanti per il fiume Po che sta affrontando l’ondata di acqua contaminata da idrocarburi conseguente allo sversamento avvenuto a monte, nel fiume Lambro. L’”onda nera” è in queste ore sta passando da Ferrara e gli organismi preposti stanno prendendo tutte le contromisure per arginare l’emergenza. Nel corso della tavolo operativo di ieri pomeriggio in Prefettura, formato da amministratori e tecnici (presente anche l’assessore regionale Lino Zanichelli), si è fatto nuovamente il punto della situazione ed è stata confermata l’operazione della Protezione Civile di predisposizione, nelle prossime ore, di una paratia di protezione davanti ai punti di prelievo di Hera a Pontelagoscuro.

Nella tarda mattina il capo della protezione civile Guido Bertolaso è arrivato a Ferrara per un nuovo vertice in prefettura. Nessuna novità al momento da parte delle aziende che gestiscono il prelievo dal Po e la potabilizzazione dell’acqua. Hera conferma i suoi piani di prelievo già diffusi, assicurando che l’erogazione è attualmente assicurata e non presenta pericoli per la salute. Intanto il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, ha emesso ieri un’ordinanza a tutela della salute dei cittadini contenente diversi obblighi da rispettare da parte di alcuni enti e degli stessi ferraresi.

Il Consorzio di Bonifica dovrà infatti interrompere i prelievi d’acqua dal fiume Po per uso irriguo fino alla comunicazione del termine dell’emergenza, mentre a tutti i cittadini è fatto divieto di praticare tutte le attività ludico-sportive in corso di svolgimento o programmate sull’asta del fiume Po, di navigazione per diporto lungo l’asta del fiume Po e di qualsiasi attività di pesca.

Tagliani ha comunicato a Hera, con tale ordinanza, che il prelievo idropotabile sarà consentito solo fino al raggiungimento della soglia di 1 mg/l di concentrazione di idrocarburi, facendo riferimento al decreto legislativo 152/2006 sulle “Caratteristiche di qualità per acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile”. Resta salva la facoltà di Hera di interrompere il servizio qualora si verificassero impedimenti di natura tecnico impiantistica al momento non prevedibili.

Stesse condizioni sono state imposte alla società Ifm di piazzale Donegani per il prelievo di acqua ad uso industriale: “In caso di superamento di tale limite – recita l’ordinanza del sindaco – le attività del Polo Chimico, tranne Yara e la Centrale Elettrica, dovranno immediatamente ridurre la produzione fino alla sospensione della stessa mantenendo gli impianti funzionanti al minimo fino, se necessario, alla sospensione di ogni attività nel rispetto delle condizioni di sicurezza”. Anche il comune di Bondeno ha adottato un’ordinanza che, fino al termine dell’emergenza prodotta dal transito dell’onda nera proveniente dal fiume Lambro, impone il divieto di prelievo di acque per usi idropotabili e irrigui, nonché lo svolgimento di attività ludico sportive, compresa la pesca, lungo la sponda bondenese del Po. Inoltre è stata individuata l’area della discarica esaurita di via Cavo Napoleonico per il deposito provvisorio delle carcasse di animali eventualmente rinvenute lungo la sponda del fiume. Si registrano poi le prime reazioni politiche.

La presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, giudica “inaccettabile che ci siano territori come quello di Ferrara o di Rovigo, che hanno una parte della loro economia legata al grande fiume, che paghino un prezzo così elevato per l’incuria di altri a monte”. Per la Zappaterra è il momento di affrontare la questione alla radice e smetterla di rispondere solo alle emergenze. “ Ferrara – sostiene – deve alzare la voce, e lo devono fare tutti; qui l’acqua si usa per fini alimentari, agricoli, nella Sacca di Goro c’è un’intera economia basata sulla pesca. L’agricoltura ha bisogno dell’acqua per impedire la risalita del cuneo salino e di acqua pulita per garantire produzioni salubri e di qualità. Nel vocabolario della politica delle istituzioni devono entrare le parole: prevenzione e difesa del territorio”

Dalla redazione di Ferrara – Telestense

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VERTICE CON BERTOLASO ANCHE SULLA SPONDA VENETA DEL POIl capo della Protezione civile Guido Bertolaso è arrivato alla Prefettura di Rovigo per un vertice sulla situazione del Po, dopo lo sversamento nel Lambro della marea di idrocarburi che sta inquinando anche il grande fiume. La principale preoccupazione dei tecnici riguarda al momento l’ecosistema del Delta, dove la chiazza dovrebbe arrivare già in serata. La Protezione civile cercherà di arginare gli idrocarburi a Polesella, con barriere che saranno posizionate nel fiume. Il problema principale sin qui incontrato è però quello della forte corrente, circa tre chilometri l’ora, che ha praticamente fatto saltare le barriere che erano state posizionate a Calto e a Guarda Veneta. In questi punti erano state posizionate delle barriere, le cosiddette panne, che generalmente vengono impiegate per casi analoghi in mare: il loro utilizzo in un fiume è stato pressoché un esperimento, parzialmente vanificato però dalla forte corrente. Oltre alla macchia nera il problema principale è rappresentato dalla presenza di gasolio che, mescolandosi con l’ acqua, è difficilmente arginabile e potrebbe compromettere il fragile ecosistema del Delta del Po. La chiazza oleosa, lunga circa 70 chilometri, è attesa in queste ore anche a Ferrara, (ANSA).


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