Lavavetri: La Lega “Identificarli e cacciarli tutti in una settimana”. L’Idv “Metodi da Ventennio”

lavavetri-3C ‘era già stato un sindaco anti-lavavetri (di centrosinistra, in quel di Firenze), ma si trattava di “acqua di rose” in confronto ai provvedimenti che chiede a Bologna il segretario cittadino della Lega Nord e capogruppo in Consiglio Comunale, Manes Bernardini, “Via tutti i lavavetri appostati ai semafori di Bologna, entro una settimana. Altrimenti chiederò al ministro dell’interno Maroni di intervenire!”.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e l’ira di Bernardini è stata la notizia, riportata in questi giorni dalla stampa locale, di una donna di 66 anni che sarebbe stata derubata di una catenina da un immigrato che faceva proprio in lavavetri nei paraggi di via Emilia Levante: “Era lì tutti i giorni, e nessuno gli ha mai chiesto i documenti o le generalità – aveva lamentato fra l’altro la signora vittima dell’aggressione e del furto – Se l’avessero fatto adesso almeno sapremmo chi era”.
L’esponente del Carroccio bolognese prende al balzo la questione, e fa subito da eco all’osservazione della signora, sul piano politico, chiedendo in pratica che i lavavetri di Bologna vengano identificati tutti al più presto, anche in attesa di nuovo provvedimenti per allontanarli definitivamente: “Occorre che la Questura si attivi immediatamente per identificare tutti i lavavetri, mendicanti e ambulanti abusivi presenti in moltissimi semafori e vie di Bologna, anche per verificare se ricorrono le nuove norme contro la clandestinità. Poi serve certamente una nuova ordinanza comunale più incisiva contro i lavavetri, visti i risultati fallimentari di quella precedente targata Cofferati”, ribadisce il leghista Bernardini che aggiunge: “A Bologna tutta questa gente è libera di fare ciò che vuole, indisturbata, anche in contrasto con tutte le norme, e la città si è riempita di accattoni, ambulanti abusivi, parcheggiatori abusivi, lavavetri…”, quindi lo stesso Bernardini si chiede “Perché l’Amministrazione è così solerte nel richiamare le condotte dei bolognesi, mentre con costoro con si fa nulla per garantire che Bologna sia più vivibile e che la legge sia più rispettata?”.

Dalla maggioranza la prima replica alla Lega è venuta dal consigliere regionale e provinciale dell’Italia dei Valori, Paolo Nanni: “Il problema dei lavavetri di cui il ‘lumbard’ di casa nostra propone una schedatura tipo Ventennio, indica un chiaro fallimento della politica nazionale ‘sicuritaria’ sulla quale fa leva da sempre il Carroccio. E’ ora di smetterla con i proclami e di affrontare sul serio i problemi della sicurezza delle città. Bisogna studiare provvedimenti degni di un paese civile e di una città come Bologna, anziché invocare soluzioni sbrigative che ricordano il Fascismo”.


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