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La Virtus vince a Sassari 75-66


da Bolognabasket.it
Con più cerotti che idee, ma con la capacità di ricordarsi di come le partite si vincono soprattutto dalla difesa, la Virtus de-Poetizzata e de-Sanikidzata fa saltare il campo di Sassari mettendo fine ad una serie negativa non da poco, e che con un calendario complicato davanti poteva diventare problematica. Invece, mordendo il giusto dopo un primo tempo di alti e bassi, e zittendo la Dinamo dopo essersi presentata a -5 negli ultimi 8’, si ringrazia il tanto lavoro sotto le plance di Amoroso e Homan, in primis, per rimettere punti in classifica e sospirare un po’ in previsione dei prossimi impegni.

Ritmica a mille, nelle prime battute della partita, con Sacchetti felice di quanto vede: tripleggiano Hubalek e Tsaldaris, ma laddove non si vede Kemp, alla lacrimuccia d’ordinanza di fronte al suo ex pubblico, arriva Winston. Suoi i punti che danno risposta al primo sgommo sardo (13-8), poi quando la Virtus riesce a limitare il tiro pesante avversario si riesce anche, con due liberi di Koponen, a far ciao ciao con la manina anche se solo per pochi attimi. 15-13, ma la coperta difensiva bolognese sembra sempre corta, per cui quando si copre davanti si diverte Hunter dietro. Se non altro l’attacco risponde botta su botta, e con tripla di Gailius si fa 20 pari al 10’.

Lardo guarda Kemp provando anche a portargli un kleenex, ma il cuore pare andare oltre ogni altro discorso: Bologna resta aggrappata a Winston, ma intanto Sassari prova a scappare, pur sbagliando qualcosa di troppo, perché le risposte arrivano da un po’ tutti senza necessità di aggrapparsi solo ad un singolo. Diener e Hubalek fanno il 32-24, mentre una botta alla coscia porta Koponen ad una blanda zoppia ma non, stoicamente, al cambio: d’altra parte, dalla panca c’è quel che c’è, e quasi per par condicio arriva anche un colpo alla bocca che toglie temporaneamente dal campo Diener. Non si segna mai, nemmeno in contropiede, e il buon lavoro sotto le plance non viene concretizzato. Sassari a sua volta non è che abbia decine di cambi a disposizione, qualche rotazione facilita un leggero riavvicinamento bolognese (31-33), poi 4 di fila di Tsaldaris arrotondano al 37 Sassari 31 Bologna al 20’. Un affarone, tirando al 29%.

Il manipolo di venti irriducibili tifosi bolognesi approdati in Sardinia tira un sospiro di sollievo, quando Kemp decide di entrare in partita, finalmente, con la tripla di esordio post intervallo. Ma a far la partita è Homan, che piano piano riesce a far marmellata di tutte le ciliegie raccolte sotto le plance: suoi tutti i cesti che provano a dare il sorpasso, fino al 49-45 del 26’. Non c’è però tempo per fare la ola, perché due guai offensivi permettono contropiedi sassaresi e un antisportivo – dubbio – clavato su Koponen. Bologna paga a metà, ma abbastanza per ritrovarsi nuovamente sotto nel punteggio: i fischietti compensano con un rivedibile quarto fallo contro Hubalek, poi è una tripla di Gailius a limitare i danni per il 54-52 casalingo al 30’.

Ci sarebbe di che spaventarsi, quando Sacchetti (giocatore) trova il 2+1 che porta Sassari avanti di 5. Poi però la Virtus si ricorda come difendere, andando con Amoroso e Homan a chiudere tutti i varchi in difesa e costringendo i sardi ad una sparakkianza da tre in condizioni alquanto precarie. Il punteggio si pianta, ma avanti 62-59 ci sta anche un po’ di melina, ancor più ghiotta se questa sonnolenza viene sbloccata da un gioco da 3 di Homan e da un recupero di Amoroso che porta al quinto di Hubalek. Uno schiaccione di Hunter chiude il parziale bolognese a 13-0, e a due minuti dalla fine, avanti di 7, è fatta? Non ancora, perché tra Winston e Homan si fa a gara a chi offre maggiori regalie alla Dinamo, ma dall’altra parte Sacchetti (giocatore) una ne fa e dieci ne sbaglia. Un libero di Homan, altro ferro di Diener, ferro di Koponen ma provvidenziale rimbalzo offensivo che porta lo stesso Koponen a far due liberi che chiudono baracca e burattini.


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Matteo Fogacci

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