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La Virtus sbaglia la tripla del pareggio e perde a Brindisi 87-84

Ancora una volta è sotto tutta la partita ma rispetto a domenica scorsa la tripla del pareggio allo scadere di Amoroso non entra e arriva la prima sconfitta in campionato


da Bolognabasket.it
Dietro per tutta la partita o quasi, così come era successo domenica scorsa, anche se non con le Marianne canturine. Però, i recuperi una volta vanno bene e altre volte no: la Virtus riesce anche a risalire da un -6 a pochi secondi dalla fine trovandosi con la palla pareggio allo scadere, ma la gioia conclusiva è per una Brindisi che torna a vincere in serie A dopo un quarto di secolo pur giocando pressochè senza Monroe e con il nuovo arrivo, Roberson, pronto da domani. Troppo alterni i singoli di Lardo, traditi da Kemp ma gravemente problematici in difesa, dove si è lasciata troppa roba sia alle prime linee brindisine che, quando serviva, anche in area. Quasi 90 beccati, non il massimo insomma.
Seguendo i dettami voluti da Sabatini, ovvero facciamone uno in più, la partita inizia di corsa, con i buoni servizi sotto canestro per Homan che fanno bottino, ma che vengono ribattuti dal fatto che dietro non si tiene un primo passo, ed è gioia-pace-vera-che-travolge per Brindisi: scatta Dixon, scatta Diawara, e se non si fa sempre ciuf – qualche momento di attacco farruginoso – si va sotto. Non di tanto (massimo 13-18), ma si va. E allora, per provare a rispondere, ci si deve dimenticare che la linea del tiro da 3 punti è stata allontanata: gol di Winston, gol di Koponen, e il primo quarto va agli annali sul 21-23.

Si continua a sparar da tre sempre e comunque, e finchè funziona ci si diverte anche: da un cesto di Martinon dall’angolo si prova uno scattino, con anche il tamburar di Koponen che dice 31-26 Bologna. Non si riesce però a far di continuità la propria bandiera, e il troppo lasciar correre a metà campo le sfuriate di Dixon e di Diawara, ecco che da un momento all’altro quel che era oro diventa plastica. Brindisi deve rovistare in una panchina non del tutto lunghissima, mettendo in piedi lo scassato Monroe per quel che può e ne arriva anche un appoggino buono, in una partita che si sfilaccia ma che in fin dei conti è godibile: spara da 3 anche Amoroso, poco arriva da Gailius, mentre Sanikidze sotto canestro patisce un po’ troppo Lang. Per cui la quale, nuovo sorpasso pugliese e 45-42 al 20’.

Buona, la ripartenza, sfruttando il fatto che Poeta succhia i polmoni a Dixon, mandandolo in crisi e foraggiando un momento positivo (8-3 di parziale) che manda Bologna avanti. Ma ancora non è il momento di dare del gas, perché la manovra si affatica, ed entrambe le squadre sembrano mangiare la polvere di muscoli poco lucidi. E allora servono le giocate dei singoli, con Diawara a pescare il jolly giusto: 8 filati per lui, unico a capirci qualcosa tra le perse sia locali che ospiti, e da un momento all’altro tutto viene ribaltato. C’è anche la tripla di Radulovic e l’appoggio di Maresca per il massimo vantaggio brindisino (66-58), si salva Poeta e 66-60 al 30’.

Non si riesce ad avere garanzia offensiva di saper sempre da che parte sbattere la testa, anche perché se da un lato rimane vita grazie a qualche monologo di Winston, dall’altro Perdichizzi trova bricioline da Infante e briciolone, brioche e panettoni da Radulovic, ormai definitivamente riesumato. Nel batti e ribatti di metà quarto la sua tripla a -3’ fa 78-74, e due liberi di Dixon portano Brindisi sul +6. Troppe sofferenze, specie a rimbalzo d’attacco, e Bologna paga: dire che i padroni di casa non è che abbiano poi tanta voglia di chiuderla, ‘sta partita, e prima una persa a metà campo di Lang poi uno 0/2 dalla lunetta di Radulovic sono un bastone allungato verso la mano di chi affoga. Koponen a 40” fa -3 tirando dal Circolo Polare, Radulovic stavolta un libero lo mette per il +4, e la nuova preghiera finnica, ormai unica voce che esce da Radiovirtus, non viene accolta. Fine? No, perché come detto Brindisi ha tanto di quel braccino da dare, dal +6, il tiro del pareggio a Bologna, dopo aver concesso tripla a Winston e inquietante infrazione di campo dopo. Palla ad Amoroso con 3” sul cronometro, faticoso ferro e poco altro, stavolta il miracolo non avviene.


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