La sfoglia tirata a mano? Entro pochi anni potrebbe scomparire

E adesso parliamo di un'abilità che rischia di scomparire: solo 2 italiani su 100 sanno tirare a mano la sfoglia a mano. Lo rivela un'indagine della Confederazione Italiana Agricoltori che ha sfatato anche il mito del troppo tempo necessario ad impastare.

Per anni è stata il simbolo della tradizione, la preparazione che custodiva un saper fare antico e prezioso, il segreto che le nonne erano ben liete di tramandare alle future generazioni. La pasta fatta in casa è ancora molto amata e richiesta, un valore aggiunto per i ristoranti che la contemplano nei menu e per le botteghe storiche cittadine che la espongono dietro i loro banconi, eppure diminuisce sempre più il numero delle persone che sono in grado di prepararsela da soli. Oggi solo 2 italiani su 100, in prevalenza ultrasessantenni, sanno dosare uova, acqua e farina, lavorare l’impasto con il mattarello e trasformare gli ingredienti in una sfoglia da cui ricavare golosissimi primi piatti. Negli anni ’60 il numero era decisamente superiore: 40 su 100. Segno di tempi che passano portandosi dietro abitudini che hanno fatto la storia dell’immaginario gastronomico tricolore. A dirlo è un’indagine della Confederazione Italiana Agricoltori secondo cui entro pochi anni la sfoglia tirata a mano rischia di finire in un passato nostalgico: nel 2020, secondo l’organizzazione agricola, la percentuale di persone che potranno vantare dimestichezza con la realizzazione di fettuccine, tortellini, gnocchi e pizzoccheri precipiterà allo 0,4%. Numeri da estinzione. La pasta fatta in casa attraversa tutto lo stivale e ogni regione, per non dire ogni località, ha saputo declinarla sulla base delle tradizioni locali. Basti pensare al dualismo tra tortellini e cappeletti che si fronteggiano tra l’Emilia e la Romagna. E proprio nella nostra regione c’è stato anche chi per proteggere la sfoglia ha pensato agli strumenti legislativi. Accadeva poco più di un anno fa quando il consigliere regionale Franco Grillini presentò un progetto di legge che tutelasse un mestiere nobile e non sufficientemente valorizzato. E se il numero dei depositari dell’arte della pasta fatta in casa continua a ridursi non bisogna dimenticare l’impegno di chi questa tradizione la vuole conservare. Nell’aprile scorso a Bologna, su iniziativa di Confcommercio Ascom e dell’Associazione dei Panificatori, si è ufficialmente costituita l’Associazione delle Sfogline. Per chi invece ha voglia di imparare il mestiere la Vecchia Scuola Bolognese propone corsi per tutti: bambini, gruppi e turisti. Si può arrivare fino al livello professionale oppure optare per quello amatoriale. E a far cambiare idea chi pensa che tirare la pasta a mano richieda troppo tempo ci pensa sempre la Confederazione Italiana Agricoltori. Se si cronometra un’abile massaia mentre prepara quattro piatti di fettuccine fatte a mano – spiega l’organizzazione – ci si accorge che impiega lo stesso tempo necessario per uscire di casa, recarsi in negozio, comprare la pasta e tornare: circa dieci minuti.
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Barbara Paknazar

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