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La comunità gay contro il raggae omofobo di Sizzla (il 12 a Bologna)

sizzlaUn gruppo di associazioni gay, lesbiche, bisessuali e trans vicine al Cassero, storico circolo gay bolognese, ha chiesto di annullare il concerto del cantante raggae giamaicano Sizzla, in programma a Bologna il 12 novembre. La motivazione? E’ “un omofobo dichiarato”. L’artista, considerato l’erede di Bob Marley ma famoso anche per alcuni testi che incitano a sparare a gay e lesbiche, nel 2007 ha firmato un accordo (il ‘Reggae compassionate statement’) in cui si impegna a non cantare più quei brani. Nel capoluogo emiliano si esibirà al Sottotetto, locale periferico che è stato assegnato ai gestori dal Comune di Bologna attraverso una convenzione. Per questo il Cassero ha chiamato in causa l’amministrazione, chiedendo che “prenda una posizione in merito e che la comunità cittadina si attivi e sostenga la nostra indispensabile azione di boicottaggio, affinché si spenga l’eco del pericoloso messaggio di Sizzla”. Il circolo si é rivolto anche all’associazionismo bolognese perché sostenga la sua protesta: “Bologna ribadisca la sua emancipazione da contenuti pubblici violenti e omofobi!”, si legge in una nota del Cassero. Intanto il Sottotetto ha confermato il concerto del 12 novembre (il giorno prima Sizzla sarà a Modugno, nel Barese, prima data italiana del tour), precisando di aver chiesto precedentemente ed espressamente allo staff del cantante che non eseguisse a Bologna le canzoni (“quattro o cinque”, dicono dal locale) con riferimenti omofobi. “Stiamo monitorando il suo tour in Europa, finora cinque tappe – ha spiegato Claudio Ricci, uno dei soci del locale – proprio per verificare che rispetti l’accordo. Noi abbiamo voluto rassicurazioni su questo, stiamo a vedere..”. Un’argomentazione definita “insufficiente” dal Cassero.
Resta il fatto che da parte di un movimento che rivendica sovente il “diritto di esprimersi” appare un po’ stonata la richiesta di una sorta di “censura preventiva” sull’esibizione di un artista. Probabilmente ciò di cui c’è biosogno è semmai una maggiore “critica preventiva”, sotto forma di informazione chiara sullo stesso artista e sui contenuti della sue canzoni. A quel punto sarà il pubblico a decidere quanto e come prendere le distanze. Ed in ogni caso ciascuno potrà “filtrare” adeguatamente musica e parole, con i propri parametri etici e politici.

(fonte ANSA).


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