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L’omicidio di S.Pietro in Casale: massacrata dal figlio minore. Ieri la confessione

carabinieri-3Si chiarisce il giallo di S.Pietro in Casale: i Carabinieri hanno fermato il figlio minore della donna, Rosa Mellino di 72 anni, che ieri era stata ritrovata dall’altro figlio, il maggiore, già morta, in un lago di sangue, all’interno della sua abitazione di via Ferretti a S.Pietro in Casale dove viveva sola già da un paio d’anni. L’indiziato soffriva di disturbi psichici, ed era seguito da tempo dai servizi sanitari; a Ferragosto aveva avuto una crisi ed era stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio.
“E’ stato lui!” aveva urlato l’altro figlio, Quinto, il maggiore, quando, passato dalla casa della madre per portarle la spesa, l’aveva trovata morta con il cranio fracassato, “E’ stato lui!” aveva ripetuto più volte. L’aveva sentito anche un anziano vicino. Ora si è capito a chi si riferiva.
Fin dal primo momento di sgomento, Quinto non ha avuto dubbi, ed ha indicato il fratello minore Giovanni Franceschini, 40 anni, affetto da disturbi psichici, come il probabile assassino della madre. I Carabinieri lo hanno già fermato ieri sera. Stava vagando per strada, poco distante dalla sua abitazione di Bologna. Ora toccherà al pm Rossella Poggioli ricostruire la vicenda ed eventualmente formalizzare un’accusa precisa.
Pare che Giovanni fosse giunto in treno da Bologna a S.Pietro in Casale. Ha poi percorso a piedi il chilometro che separa la stazione della casa della madre, I vicini lo hanno sentito bussare e urlare alla porta della madre. La donna l’ha fatto entrare, ed è stata la sua fine. E’ stata uccisa sbattendole più volte il capo contro il pavimento con estrema violenza.
Giovanni era disoccupato. Aveva la mania del “gratta e vinci”; giocava sempre, in modo compulsivo, “ci ha speso un mucchio di soldi, sperando di risolvere così i suoi problemi economici” dice ora chi lo conosceva. E forse all’origine del delitto potrebbe esserci stato il rifiuto della madre all’ennesima richiesta di danaro per giocare al gratta e vinci. Ma questa è solo un’ipotesi.
Pare che avesse già avuto diversi scatti di violenza. I Carabinieri stanno cercando di ricostruirne il passato e le sue ultime mosse.

IL FIGLIO CONFESSA: “LEI MI FACEVA ARRABBIARE”

Ieri sera la confessione: “L’ho uccisa perchè era cattiva. Mi ha fatto arrabbiare!”. Con questa esternazione, quasi infantile, Giovanni Franceschini, 40 anni, figlio minore della vittima, ha ammesso di aver assassinato la madre, Rosa Mellino di 72 anni.
Giovanni – ultimogenito di Rosa, originaria di Crotone ma da tempo residente del Bolognese, vedova e madre di altri due figli (uno, Michele, vive a Milano; l’altro, Quinto, è quello che ha scoperto il delitto portandole la spesa) – era seguito da tempo dai servizi psichiatrici dell’Ausl di Bologna. Più di una volta era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio perchè rifiutava di prendere le medicine. “Senza quelle andava fuorio di testa”, continuano a ripetere i familiari (come se in passato qualcuno non li avesse ascoltati abbastanza).

Durante l’interrogatorio-confessione, durato due ore, Giovanni non ha mai usato la parola “mamma”, ma si è sempre riferito a lei chiamandola “la signora Mellino” ed ha preteso che il magistrato facesse altrettanto.
Sostiene di averla uccisa con un coltello e con le sue mani, ferendola e sbattendole più volte il capo sul pavimento.
“Sono uscito di casa con l’idea di ucciderla – ha ammesso – Quando mi ha aperto la porta l’ho subito aggredita, miravo alla giugulare, l’ho colpita alla gola ed alla pancia”.
Dopo il delitto è fuggito di nuovo verso casa, da S.Pietro in Casale a Bologna. Durante il tragitto si è liberato del coltello, e dei vestiti intrisi di sangue, che i carabinieri hanno ritrovato in un cassonetto.

I sospetti si era accentrati subito su Giovanni, fin da quando l’altro fratello Quinto, già candidato sindaco di S.Pietro alle ultlme elezioni per il partito Comunista dei Lavoratori, aveva rinvenuto il corpo senza vita della madre in un lago di sangue. “E’ stato lui”, aveva detto fin dall’inizio, alludendo proprio a Giovanni.
Nel passato dello stesso Giovanni c’è un altro precedende di aggressione violenta alla cognata. Schizofrenia si disse allora. Una diagnosi vecchia ormai di 17 anni.

Diplomato perito-chimico, fino ad un anno fa era stato impiegato come archivista all’Ausl. Attualmente era senza lavoro. Aveva problemi di danaro, che in gran parte sperperava al gratta-e-vinci. Per questo chiedeva frequentemente soldi sia alla madre che al fratello Quinto.

Ora comparirà davanti al Gip per la convalida del fermo. Nel frattempo è già stata attivata la procedura per una perizia psichiatica. “L’ho uccisa io. Era cattiva”, continua a ripetere.


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