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L’ex comandante dei vigili di Ravenna assolto dal reato di corruzione, condannato per truffa e falso. Polemiche

ravennaAssolto dall’imputazione di corruzione (perché il fatto non sussiste), condannato invece (a sei mesi e dieci giorni di carcere, più 300 euro di multa) per truffa e falso: è questo il duplice verdetto che ha concluso ieri il processo all’ex comandante della Polizia Municipale di Ravenna, Bartolomeo Schioppa, che attualmente dirige la polizia municipale di Canosa di Puglia.
Le accuse avevano riguardato la compravendita di auto, effettuata a titolo personale dallo stesso Schioppa, presso una concessionaria di Mezzano, che forniva vetture alla stessa Polizia Muncipale di cui lo stesso imputato era a capo. Va detto che la stesso concessionaria si era accaparrata il contratto di fornitura attraverso una regolare gara di appalto, ma l’accusa aveva comunque ritenuto incongrui ed illegittimi, o quanto meno sospetti, i forti sconti che il comandante aveva ottenuto per i suoi acquisti personali.
Da qui l’imputazione ed ora la condanna (in primo grado) del Tribunale di Ravenna per falso e truffa. Condanna commutata in una sanzione di 7.520 euro, interamente condonata. Il Pubblico Ministero aveva chiesto sette mesi di carcere. L’ex Comandante, che è stato difeso dagli avvocati Carlo Benini e Silvua Brandolini, dovrà comunque rifondere le spese legali (circa 4mila euro) ed i danni alla parte civile (2.500 euro).
E’ stato invece completamente assolto dall’accusa di corruzione, per la quale il pm G.Luca Chiappone aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione, perché il fatto non sussiste. Identico proscioglimento anche per i titolari della concessionaria, Paolo ed Enrico Dradi, presso la quale il comandante della municipale ravennate aveva acquistato, a prezzi speciali, ben otto auto in cinque anni. Per i due titolari dell’autosalone il pm aveva chiesto rispettivamente da venti e quattro mesi.

DOPO LA CONDANNA, POLEMICHE IN CITTA’. SEVERO GIUDIZIO DEL SINDACO MATTEUCCI. REPLICA LA DIFESA DELL’EX COMANDANTE: “C’E’ STATO UN LINCIAGGIO POLITICO E MEDIATICO, PER IL QUALE FAREMO I CONTI”

Per l’ex comandante della polizia Municipale di Ravenna Bartolomeo Schioppa, ora capo dei vigili urbani di Canosa di Puglia in provincia di Barletta-Andria-Trani, il ministro Renato Brunetta “non solo userebbe la parola fannullone, ma ne vorrebbe il licenziamento”. E’ quanto il sindaco della città romagnola, Fabrizio Matteucci del Pd, ha sostenuto dopo le polemiche seguite alla sentenza di ieri che ha visto Schioppa assolto dal collegio del Tribunale di Ravenna per l’ipotesi di corruzione nell’ambito di una compravendita di automobili iniziata nel 2001 da una concessionaria poi divenuta fornitrice ufficiale del Corpo. Ma lo ha visto condannato per truffa e falso a 6 mesi e 10 giorni e 300 euro di multa commutati in una sanzione di 7.520 euro (pena condonata) per un certificato del 20 febbraio 2006 per il quale il medico firmatario l’anno dopo ha patteggiato per l’ipotesi di falso. Quel giorno il comandante non si era presentato al lavoro mandando in tarda mattinata il certificato; ma nel tardo pomeriggio gli ispettori avvisati dal Comune non lo avevano trovato a casa. Per l’accusa Schioppa aveva fornito falso certificato solo per evitare il fastidio di presiedere a un comitato provinciale del lavoro. Per la difesa invece quel certificato, fatto in ragione di un reale malore, era comunque irrilevante perché in quanto dirigente Schioppa non doveva giustificare le sue assenze. “Trovo stupefacente – ha continuato Matteucci – che il centrodestra locale abbia definito ‘fatto marginale’ l’uso di un certificato falso e abbia difeso Schioppa come perseguitato politico”. Anzi, il ministro Brunetta “lo avrebbe licenziato così come prevede il decreto legislativo in caso di false attestazioni approvato proprio ieri dal consiglio dei ministri”, ha sostenuto Matteucci che ha infine ricordato che, nonostante “Schioppa abbia ieri dichiarato alla stampa locale di volere tornare a Ravenna a fare il suo mestiere”, a suo tempo il Tribunale competente “ha riconosciuto la correttezza della sua rimozione”.

Carlo Benini, avvocato dell’ex comandante, ha invece sottolineato che “Schioppa è stato assolto dall’accusa più grave, la corruzione” per la quale la procura aveva chiesto due anni e mezzo di carcere. Per il resto “aspettiamo le motivazioni e poi ci muoveremo”. E comunque “in questi anni Schioppa è stato massacrato e non solo a livello mediatico: per tutto questo è ora di fare i conti”.

(ANSA).


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