Calcio-scommesse: Signori nega
- mercoledì, 8 giugno 2011, 18:44
- Cronaca, Primo Piano
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Scommetteva, sì, ma non più di 3-400 euro. Qualcuno gli ha chiesto di mettere i soldi per corrompere i calciatori di Inter-Lecce ma lui ha rifiutato categoricamente. È questa la verità di Beppe Signori che ieri a Cremona, nell’interrogatorio di garanzia ha cercato di smarcarsi dall’ accusa di associazione per delinquere per il quale mercoledì scorso è finito ai domiciliari, nella sua villetta in Zona stadio, nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse. L’ex centravanti del Bologna e della Nazionale si è presentato in Procura insieme ai suoi avvocati e all’investigatore privato assoldati per respingere l’accusa di essere il leader degli scommettitori bolognesi, uno dei gruppi che secondo i magistrati facevano parte dell’organizzazione che truccava incontri di Lega Pro, serie B e provava a fare lo stesso con quelli di A. Ad accusare l’ex capitano rossoblu ci sono adesso anche i suoi ormai ex commercialisti, Manlio Bruni e Francesco Giannone. È stato Bruni a riferire agli inquirenti che Signori era il tramite con gli scommettitori asiatici, che ad un certo punto avrebbero iniziato a pressarlo. Degli assegni, sequestrati nello studio di via Ugo Bassi, in cui sarebbero state decise le combine, Signori ha detto di non averli mai visti, un promemoria ha definito il foglio scritto di suo pugno, trovato a casa sua, ritenuto dagli inquirenti la lista delle regole per le scommesse in Asia. L’interrogatorio è durato meno di novanta minuti e oggi i suoi legali depositeranno la richiesta di revoca dei domiciliari. L’ex bomber non è l’unico calciatore coinvolto nell’inchiesta e stando al pm…la lista potrebbe allungarsi.
Intanto prosegue anche il lavoro dei magistrati napoletani. Oltre Napoli-Parma del 2010 ci sarebbero altre due partite sospette, Sampdoria-Napoli dello stesso campionato e Lecce – Napoli del torneo appena concluso. Agenzie specializzate sostengono che in occasione di quegli incontri non vennero registrati flussi anomali di scommesse. Foto dell’Ansa mostrano come Antonio Lo Russo, figlio del boss Salvatore, fosse un habituè a bordo campo. Nessun illecito in Napoli- Parma è stato individuato dalla giustizia sportiva e da una precedente inchiesta della magistratura ordinaria.
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