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Infermiera morta al Maggiore di Bologna: una “tragedia annunciata” per i Grillini

Sul caso sanitario accaduto all’ospedale Maggiore di Bologna scendono in campo i Grillini: una ‘tragedia annunciata’: così i consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea Defranceschi hanno definito la morte di Loredana Mainetti, 59 anni, infermiera dell’ospedale di Imola.
La donna è morta il 25 settembre scorso, nel reparto di terapia intensiva, dopo una setticemia sviluppatasi a seguito dell’asportazione di un polipo duodenale. Un intervento chirurgico eseguito in regime ambulatoriale durante il quale qualcosa è andato storto. L’operazione è avvenuta mercoledì 22 settembre, ma nelle ore successive, nonostante la morfina, Loredana lamentava dolori fortissimi all’addome. Dopo diciannove ore, la decisione di operarla di nuovo. La donna però è morta sabato 25. Da un primo riscontro dell’autopsia disposta dal magistrato, Loredana è morta per setticemia ma è stata rinvenuta anche una perforazione del duodeno. Il consigliere Favia ha presentato un’interrogazione: ”Vista la sintomatologia tipica di un caso di perforazione- ha detto – è verosimile che si sia atteso troppo tempo per prendere una qualche decisione diagnostica e terapeutica”.

Il consigliere ‘grillino’ ha anche puntato il dito sul primario Nicola D’Imperio, il quale avrebbe “esercitato forti pressioni sui propri medici” perché si dissociassero da un documento sindacale. A saltare fuori è questa volta una nota di Anaao Assomed e Fp-Cgil di Bologna risalente al 20 gennaio scorso che denunciava “problematiche” a Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. Tra queste il “graduale abbandono dei medici più esperti” e “numerose complicanze endoscopiche (di cui sono a conoscenza i colleghi delle Uo di Chirurgia e Rianimazione, il cui intervento si è reso necessario in più occasioni)”.
La lettera sindacale è stata acquisita dal pubblico ministero Rossella Poggioli che, in seguito alla querela dei familiari, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo iscrivendo nel registro degli indagati dodici medici del Maggiore (tra questi, la dottoressa Paola Billi che ha eseguito l’intervento in endoscopia). Secondo Favia il primario avrebbe fatto pressione sui medici affinché si dissociassero dal documento, ”diffidandoli dal rivolgersi, in caso di perforazione, a chirurgia”. Favia stigmatizza così ”un clima di tensione che ha complicato la collaborazione tra reparti” finendo per lasciare una donna ”per oltre venti ore, col duodeno perforato, imbottita di morfina senza che venissero praticati ulteriori accertamenti”. Nell’interrogazione Favia, che definisce ”una cosa gravissima che la nota dei sindacati sia rimasta lettera morta”, chiede se nel caso della Mainetti siano stati rispettati i protocolli e le linee guida sui casi di perforazione del duodeno e se siano disponibili i dati statistici sulla percentuale di perforazioni accidentali durante operazioni endoscopiche duodenali al Maggiore e sulle relative conseguenze. L’assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, ha tra l’altro confermato che il primo ottobre scorso era stata costituita una Commissione di indagine per accertare le circostanze della morte della donna: gli esiti sono annunciati all’Assemblea legislativa con una relazione conclusiva in commissione entro il 20 ottobre. Rispettando anche la ”fase iniziale delle indagini della magistratura e dei lavori della commissione”, l’assessore si e’ riservato le valutazioni sul caso per quando la commissione d’indagine ”avra’ concluso il suo compito”.

Da parte sua la Fp-Cgil di Bologna ritiene ”non corretto e azzardato stabilire a priori una correlazione fra la lettera inviata e il gravissimo episodio accaduto. Rimane – aggiunge la nota – l’amara constatazione che l’Azienda non ha ritenuto d’incontrare i sindacati per entrare nel merito delle problematiche segnalate”. Il sindacato ritiene ”corretto e doveroso non entrare nel merito del grave episodio che ha portato al decesso di una paziente sul quale la Magistratura provvederà ad accertare le eventuali colpe e/o responsabilità. Si precisa – prosegue – che la lettera inviata dalla Fp-Cgil e Anaao all’Ausl di Bologna nel gennaio 2010 era inerente a problematiche organizzative segnalate degli operatori sanitari anche in relazione ad un precedente accordo (del 2008) fra Azienda e organizzazioni sindacali relativo alla riorganizzazione del Servizio di Gastroenterologia”. Ma l’Ausl, non incontrando i sindacati nel merito, ”certamente si assume in toto la responsabilita’ di lasciare adito a dubbi in merito ad una attenta valutazione delle criticita’ segnalate e all’implementazione delle eventuali opportune correzioni organizzative”. La precisazione del sindacato e’ firmata dal responsabile comparto sanita’ Fp-Cgil, Pino Chiarelli, dalla Fp-Cgil Medici (Fausto Marchetta) e dal funzionario Fp-Cgil per l’Ausl di Bologna, Marco Baldo.

L’ultimo saluto a Loredana è avvenuto ieri, nella chiesa di San Bartolomeo di Borgo Tossignano, dove erano presenti centinaia di persone, parenti, amici, colleghi. E mentre si aspetta di fare chiarezza sull’accaduto, il marito e le due figlie della donna hanno confermato che dal giorno della tragedia non sono mai stati contattati dall’azienda sanitaria bolognese, nemmeno per le condoglianze.


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2 Commenti in “Infermiera morta al Maggiore di Bologna: una “tragedia annunciata” per i Grillini”

  • bugneisa doc scritto il 12 ottobre 2010 ammartedìTuesdayEurope/Rome 10:33

    30/07/08 “Dopo 34 anni da medico lascio l’ospedale per dire: la sanità è in pericolo”
    Chiarini: “contano solo tagli, budget e qualità”.
    Questo fu il titolo riportato da il Resto del Carlino.Il contenuto dell’articolo di R.Ortolani non voleva infangare, ma dare l’opportunità di un’eventuale inversione di rotta, utile e costruttiva, dettata da un autorevole e stimato Primario.
    31/07/08 “ Burocrazia? No, è Qualità”
    L’assessore Bissoni replica al dottor Valerio Chiarini
    Così il quotidiano di Bologna intitolò la repentina e ammonitrice replica di un rassicurante Politico al Primario che dopo 34 anni di prima linea in ospedale ha cercato di mettere in luce elementi, purtroppo non ritenuti utili e soprattutto politicamente improduttivi.
    07/10/10 articolo de “il mezzogiorno di Telesanterno” “Infermiera morta al Maggiore di Bologna: una tragedia annunciata” per i Grillini.
    Quanto il parere dei professionisti, operatori di un’ Azienda Sanitaria possono veramente permettersi di contrapporsi ai resoconti del Politico di turno senza incappare in spiacevoli disguidi?
    Nadia Negri

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