Calano matrimoni e annullamenti. Vescovi: la famiglia non è più priorità
- venerdì, 17 febbraio 2012, 17:53
- Attualità, Primo Piano
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Meno dello scorso anno, poche come negli ultimi 15 anni non erano mai state. Calano, in Emlia Romagna, le coppie che chiedono di annullare le proprie nozze. 89 le richieste di annullamento presentate nel 2011 contro i 104 casi del 2010. Ed è la prima volta, dal 1996 che si scende sotto quota 100. Segnale positivo? Tutt’altro, mettono in guardia dal tribunale ecclesiastico regionale Flaminio di Bologna, che oggi tira le somme dell’attività svolta lo scorso anno. La diminuzione delle coppie che vorrebbero non avere mai pronunciato il fatidico sì corrisponde ad una tendenza ben precisa. Quella che fa registrare un netto calo dei matrimoni, sia civili che religiosi, e per questo anche una minore richiesta di sanare le situazioni irregolari. La realtà regionale, segnalano insomma dal tribunale ecclesiastico, al pari di quella nazionale, non fa più della famiglia una priorità.
A contribuire a questa perdita della centralità della famiglia anche alcune politiche messe in campo dalle istituzioni. Quella, ad esempio, dei ticket sanitari introdotti dalla Regione Emilia Romagna. E’ una tendenza regressiva attaccano dall’osservatorio giuridico legislativo della conferenza episcopale regionale. Punto critico l’utilizzo del reddito familiare lordo derivante dal cumulo dei redditi dei due coniugi, meccanismo per cui le coppie di fatto si trovano a pagare meno delle coppie regolarmente sposate. Così si mette in discussione l’istituto familiare – stigmatizzano i vescovi – tanto che non ci sarebbe da stupirsi se i fedeli cominciassero a chiedere la sola celebrazione religiosa, senza le pubblicazioni civili.
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