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Il Pdl da Roma “gela” l’ipotesi del “voto breve” a Bologna. Esponenti locali spiazzati. Mazzuca replica a Guazzaloca. Reazioni

Saltata l’ipotesi di un voto veloce a marzo, ora per Bologna sembra sfumato anche il “piano B” che prevedeva elezioni a giugno. Non c’é, infatti, accordo tra Pd e Pdl sull’emendamento al decreto sugli enti locali in discussione alla Camera che avrebbe permesso una finestra aggiuntiva prima dell’estate, una soluzione avanzata dal democratico Salvatore Vassallo.

Si fa sempre più concreto, quindi, l’orizzonte di un lungo commissariamento fino al 2011.

A dettare la linea, prendendo in contropiede anche qualche esponente locale, è salito a Bologna Fabrizio Cicchitto, presidente dei parlamentari Pdl: “Il Pd non può farsi le leggi su misura, sarebbe bastato che Delbono si fosse dimesso in tempo”, ha spiegato in un’iniziativa del partito con i candidati in Regione e Comune Anna Maria Bernini e Giancarlo Mazzuca.

“Salus republicae suprema lex”, si sono dunque adeguati i deputati bolognesi, chiamati in causa da Vassallo per un asse bipartisan. In riga si è messo anche il reggente regionale Filippo Berselli: “C’é una legge e va rispettata, penso che si andrà a votare l’anno prossimo”.
I candidati in campo, per ora, rimangono comunque gli stessi.

A partire da Anna Maria Bernini, sfidante di Errani in Regione: “Qualcosa si sta muovendo ed è qualcosa di importante: pensavano di vincere facile, ma la gioiosa macchina da guerra del Pd stenta a partire”, ha scandito, sommersa dagli applausi. Per la Bernini “noi corriamo per vincere e questa volta abbiamo un’opportunità grande e unica”.

In attesa di sciogliere il nodo della data del voto rimane in pista anche Mazzuca. Su di lui, però, pende l’alleanza con l’Udc, prioritaria rispetto alla sua candidatura: “Andrò avanti se i bolognesi lo vorranno, ma non è importante che il candidato sia io, l’importante è il bene di Bologna”, ha sottolineato. A confermarlo anche Berselli: “Rimane l’uomo del Pdl, non quello della coalizione”, ha spiegato, assicurando che “l’accordo con l’Udc si farà comunque”.

Nel frattempo, però, Mazzuca si è tolto qualche sassolino all’indirizzo dell’ex sindaco Giorgio Guazzaloca che lo aveva bocciato sonoramente: “Mi danno del ‘paracadutato’ come Cofferati, ma lui non conosceva la città, mentre io ne conosco ogni angolo dato che ho diretto il ‘Carlino'”. Quindi a ‘Guazza’ ha riservato il siluro più duro: “Non rappresenta più nessuno, i bolognesi l’hanno già bocciato due volte”.

LE PRIME REAZIONI ALLE DICHIARAZIONI DI CICCHITTO:

VITALI (PD), “SULLA DATA DEL VOTO IL PDL CI DEVE RIPENSARE”

Sulla questione della data del voto “penso che il Pdl debba ripensarci”. Walter Vitali, senatore Pd della commissione affari costituzionali, non perde le speranze, nonostante la chiusura di Fabrizio Cicchitto, sulla possibilità di convincere il Pdl a sostenere l’emendamento Vassallo che consentirebbe a Bologna di andare a votare per il sindaco fra il 15 aprile e il 15 giugno. “Cicchitto – ha detto Vitali – si è spinto molto oltre la posizione del Pdl bolognese. Il consiglio comunale ha chiesto all’unanimità di andare a votare il prima possibile e penso quindi che il Pdl debba ripensarci, considerando l’interesse della città. Considerando anche la disponibilità del Governo di far votare Bologna a primavera espressa dal ministro Calderoli, cercheremo di coinvolgere il più possibile i parlamentari bolognesi del Pdl”. Dalla prossima settimana il decreto sugli enti locali approderà in commissione: a quel punto si capirà l’intenzione dei parlamentari della maggioranza. Le prossime due settimane saranno decisive per sapere se Bologna potrà votare entro giugno o se il commissario rimarrà a Palazzo d’Accursio fino al 2011. (ANSA).

G. CAZZOLA (PDL), “IL COMMISSARIAMENTO NON SARA’ UNA SCIAGURA”

“A protestare davanti alla Prefettura contro il commissariamento del Comune di Bologna si sono ritrovati in quattro gatti, a prova del fatto che i bolognesi non considerano una sciagura l’essere amministrati per qualche tempo, dopo oltre cinque anni di governo pessimo della città, da un civil servant come si deve”. Lo afferma in una nota il deputato bolognese Giuliano Cazzola. “Del resto – aggiunge – vanno respinte al mittente le critiche del Pd. Non è colpa nostra se Bologna sarà commissariata per la prima volta nella sua storia. Sono stati loro a designare un candidato sindaco con qualche problema, a costringerlo a dimissioni premature, peraltro rassegnate fuori tempo massimo per poter votare alla fine di marzo. Una sequela di errori che non può certo indurre la maggioranza di centro destra a compiere delle forzature legislative al solo scopo di porvi rimedio. La città può andare benissimo avanti così. Una pausa di riflessione – conclude – farà bene a tutti”. (ANSA).

IL VICESINDACO MERIGHI (PD), “LA DESTRA PUNTA AL RITIRO
DELLE DIMISSIONI DI DELBONO, PER LOGORARCI”

“La destra lavora sulle emozioni e sulla paura, è maestra di provocazione. E’ chiaro che il loro obiettivo è quello di costringere Delbono al ritiro delle dimissioni: sperano così di averlo loro ostaggio per mesi e invece le sue dimissioni li hanno letteralmente spiazzati”. Lo sostiene Claudio Merighi, vicesindaco della giunta del Comune di Bologna guidata da Flavio Delbono. “Loro – ha aggiunto Merighi, riferendosi anche al no del Pdl all’emendamento Vassallo che permetterebbe di votare a giugno – vogliono il ritiro delle dimissioni del sindaco per rimetterlo nel tritacarne. Non sono per nulla interessati al bene della città: vogliono solo fare il massimo danno possibile a Delbono, al Pd, al centrosinistra e a Bologna e non si curano per nulla degli effetti che questo loro cinico comportamento potrebbero avere sulla città”. (ANSA).

MILENA NALDI (SD), “CICCHITTO VUOLE UCCIDERE BOLOGNA”

“Cicchitto vuole uccidere Bologna. Rappresenta il massimo esperto in leggi ad personam, peccato che non voglia accettare la semplice soluzione legislativa che permetterebbe a Bologna di andare presto alle urne per avere una salda guida”. Lo sostiene Milena Naldi, assessore della giunta Delbono, esponente di Sd. “I bolognesi lo sanno – ha concluso – al Pdl della città non interessa nulla, è solo merce di scambio. Lo sanno e sapranno giudicare fin da subito”. (ANSA).

(ANSA)


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