Il PD lancia la candidatura Errani: “Non andrò in fuga da solo. Coalizione da rilanciare. Il vero avversario sul territorio sarà la Lega”
- sabato, 14 novembre 2009, 23:39
- Politica, Primo Piano
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La prima seduta dell’assemblea regionale del Pd dell’Emilia-Romagna, si è trasformata in un “Errani-day”: la stessa assemblea ha infatti approvato all’unanimità la deroga allo statuto che consente ad Errani, già per due volte presidente della Regione Emilia Romagna, di presentarsi per un terzo mandato alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 Marzo. Vasco Errani, come era nelle previsioni, sarà dunque il candidato del PD, e probabilmente dell’intera coalizione di centrosinistra.
Errani ha accettato la candidatura. Con un commosso e applauditissimo discorso, ha, di fatto, dato il via alla campagna elettorale, rivendicando con orgoglio i risultati raggiunti, tracciando i punti del suo programma di governo e delineando per il Pd dell’Emilia-Romagna il ruolo di guida ed esempio per quello nazionale.
Sbrigate le pratiche dell’insediamento (con la nomina di Lucia Mirti a presidente dell’assemblea) il discorso è immediatamente caduto sul tema delle regionali e, di fatto, ha monopolizzato il dibattito. Subito dopo la proclamazione, il segretario Stefano Bonaccini ha lanciato la candidatura di Errani, incassando l’immediato consenso di Mariangela Bastico e Thomas Casadei, gli altri due candidati per le primarie (mozioni Franceschini e Marino).
Secondo l’analisi di Vasco Errani, la sinistra, un tempo, aveva proprio in Emilia-Romagna “la rappresentazione del governo che non verrà mai, adesso c’é l’esatto opposto. Noi vogliamo portare l’Italia ai livelli più alti d’Europa come già si trova l’Emilia-Romagna, dove economia e società stanno insieme. Noi non siamo dei panda: è tutta l’Europa che va in questa direzione”.
Ed Errani ha già tracciato alcuni punti sui quali verterà la sua campagna elettorale: la costruzione di una società multietnica (“senza buonismo e derive securitarie, ma facendo rispettare la legalità”), welfare per tutti (comprese le famiglie conviventi), green economy (portare la regione nel 2013 ad essere al pari della Germania nella produzione dell’energia da fonti rinnovabili) e sostegno alla piccola impresa.
Sul modello di coalizione, Errani guarderà più a Prodi che a Veltroni. “In Regione – ha rivendicato Errani – si è governato senza un giorno di crisi e abbiamo sperimentato quello che avrebbe dovuto fare il governo del Pd se la nascita del Pd non avesse confutato il motivo per cui era nato: ovvero essere il timone dell’Unione. Se il Pd lo avesse fatto in Italia ci si sarebbe avvicinati a quello che avviene in Emilia-Romagna”.
Vasco Errani ha ribadito di “non essere un uomo solo in fuga”: “Questa è una scelta politica – ha detto – che va presa in modo plurale, qui non c’é un uomo in fuga. Anche così si risponde ad una deriva plebiscitaria e populista”. Lo stesso Vasco Errani ha quindi esortato i compagni di partito a “tornare ad essere amici, senza guardarsi con sospetto” e ha voluto fare una “radiografia” politica delle principali forze avversarie nella prossima competizione elettorale per il governo della Regione Emilia Romagna, Pdl e Lega, che Errani valuta in modo distinto: “Il Pdl in questa regione – ha detto Errani – gioca su un campo che non c’é più, è rimasto dietro il muro e questo mi dispiace molto, perché il Pdl così fa un danno a se stesso e alla società, dandone una rappresentazione sbagliata. Con la Lega invece ce la giochiamo sul territorio: e dobbiamo farlo facendo emergere la distanza abissale fra ciò che dicono e ciò che fanno, come ad esempio promuovere le ronde e nello stesso tempo tagliare i fondi per la sicurezza”.
La Lega ed il centrodestra secondo Errani dovranno essere battuti sul piano delle loro logiche discriminatorie. Va proprio in questo senso l’estensione da parte della Regione Emilia-Romagna del sistema di welfare a tutte le coppie conviventi (contro la quale il sottosegretario Giovanardi ha annunciato l’impugnazione del Governo davanti alla Consulta). Secondo il presidente della Regione Vasco Errani si tratta essenzialmente di “una norma antidiscriminatoria”. “Non abbiamo fatto Dico o Pacs – ha detto Errani, parlando all’assemblea del Pd – abbiamo fatto una cosa semplice, giusta, sacrosanta, europea. Ovvero garantire l’accesso ai servizi alle forme di convivenza reale, perché noi siamo un sistema universalistico. Stiamo lavorando ad una forma di accesso equa ai servizi, che non abbia un approccio ideologico, ma sostanziale, che si rivolga innanzitutto alle famiglie numerose e alle nuove forme di povertà”.
LE PRIME REAZIONI DEGLI ALLEATI: SOCIALISTI “CON ERRANI UNA NUOVA STAGIONE DI DIALOGO”
“Soddisfazione” per la candidatura di Vasco Errani e immediata adesione alla coalizione di centrosinistra da lui guidata è stata espressa dai socialisti. Il gruppo assembleare Uniti nell’Ulivo Psi, con una nota del capogruppo Sergio Alberti, l’ha definita infatti “una scelta che contribuisce sicuramente ad una rinnovata coesione nel centrosinistra e che si propone ai cittadini emiliano-romagnoli alla luce degli importanti traguardi raggiunti fino ad oggi”. “Siamo certi – ha aggiunto Alberti – che con Errani potrà affermarsi una nuova stagione di dialogo tra le forze riformiste, fatta di scelte coraggiose tese al superamento dei tanti, ormai superatissimi, steccati che in passato hanno prodotto profonde lacerazioni. Personalmente auspico inoltre che tutte le aree riformiste, a cominciare da quelle socialiste radicali ed ambientaliste possano trovare importanti convergenze programmatiche per rilanciare con il Pd quel progetto di governo della regione che già nel 2005 con Uniti nell’Ulivo aveva conseguito un livello di consenso assolutamente straordinario”.
(fonte ANSA).
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