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Ravenna: avviso di fine indagini per Josefa Idem e per il marito per una presunta truffa

La procura di Ravenna ha notificato un avviso di fine indagine alla senatrice del PD ed ex campionessa olimpica Josefa Idem e al marito. Al centro dell’indagine ci sarebbe una presunta truffa che riguarda i contributi previdenziali percepiti dalla Idem quando era assessore allo Sport della città.

Nuovi guai per Josefa Idem. La senatrice del PD, ex campionessa olimpica azzurra di canoa ed ex ministro del Governo Letta è accusata assieme al marito-allenatore Guglielmo Guerrini di truffa in un’inchiesta sui contributi previdenziali percepiti dal Comune di Ravenna per alcuni mesi passati come assessore allo sport. I due hanno ricevuto un avviso di fine indagine. A riferirlo il quotidiano “La Voce”, che nel giugno 2013 avviò l’inchiesta giornalistica sulla residenza nella palestra di Santerno per la quale Idem si dimise. Per il contenzioso che si era aperto sulla questione dell’Ici-Imu non versate in relazione alla residenza-palestra presa a poche centinaia di metri dalla casa del marito, Idem aveva sanato ogni pendenza. Stessa cosa era accaduta per gli abusi edilizi rilevati durante i sopralluoghi della polizia Municipale. Per il fascicolo senza indagati aperto a suo tempo è già stata chiesta archiviazione. Il nuovo filone d’indagine, era partito invece in un secondo tempo in seguito a uno esposto di Alvaro Ancisi, capogruppo di una lista civica d’opposizione. Nei giorni che avevano preceduto le dimissioni della Idem, Ancisi aveva già ventilato la questione relativa ai contributi previdenziali anche se formalmente si era rivolto alla Procura solo ad agosto. Era seguito un accesso in Comune della guardia di Finanza. L’olimpionica nel maggio del 2006 era stata assunta come dipendente della società sportiva dilettantistica della quale il marito-allenatore era presidente e quindi datore di lavoro. Il 10 giugno successivo Idem era entrata in Giunta con delega allo Sport, e vi era rimasta fino alle dimissioni rassegnate per ragioni sportive e familiari il 7 maggio 2007. Durante il suo mandato, in ragione del collocamento in aspettativa, il Comune romagnolo si era dovuto fare carico di contributi previdenziali per 8.642 euro. Tra le varie questioni segnalate da Ancisi, c’era anche il fatto che la società al centro del caso nel 2006 vantava solo nove tessere, di cui tre intestate alla Idem e due al marito. “C’è un esposto sulla vicenda dei contributi a cui seguono delle indagini e la conseguente, quanto naturale, chiusura delle indagini. Tutte cose che ho scritto e anticipato nel mio libro. Vorrei sapere dov’è oggi la notizia”- ha commentato Idem all’Ansa. L’avviso di fine indagine “mi è stato notificato fin dal dicembre 2013 e ritengo che, a seguito dell’esposto presentato – del quale si è ripetutamente parlato sugli organi di stampa e da parte mia – la circostanza rappresenti un atto dovuto da parte della Procura della Repubblica”- prosegue in una nota. “Ovviamente – ha aggiunto l’ex ministro – poiché un Giudice sarà chiamato ad operare la sintesi tra gli opposti convincimenti, mantengo la mia piena fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria”.
Idem ha annunciato che giovedì sera per la prima volta nella sua città presenterà il suo volume autobiografico “Partiamo dalla fine. Successi e sconfitte nella vita e nello sport sono solo questione di metodo”. L’appuntamento è per le 20.30 al “Caffè Letterario” di via Diaz.


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