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Goletta Verde giudica le coste dell’Emilia Romagna

Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare sul litorale emiliano romagnolo del mare adriatico. Goletta Verde, oggi a Ravenna, presenta i suoi risultati: mare pulito ma occorre fare ancora di più

Luci e ombre nel monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia-Romagna: se da un lato la maggior parte dei punti campionati non evidenziano criticità particolari, dall’altro i soliti corsi d’acqua continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati, che
rischiano di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa.
È il caso del torrente Marano a Riccione, alla cui foce i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato “fortemente inquinato”.
Situazione di criticità reiterata anche alla spiaggia in corrispondenza della foce del fosso Pedrera Grande a Rimini, giudicata “inquinata”, su cui serve necessariamente un lavoro puntuale per accertarne le cause.
Altro campionamento con valori di inquinanti superiori ai limiti di legge – rispetto ai dodici totali effettuati in Emilia-Romagna – infine è quello alla foce del fiume Uniti a Lido di Dante di Ravenna (per il secondo anno consecutivo) che riceve un giudizio di “inquinato”.
A preoccupare però è anche l’ascesa dei reati ai danni del mare *che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato nel corso
del 2015 lungo le coste regionali: *un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno, in pratica 5 reati per ogni chilometro di
litorale.
È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Emilia-Romagna dall’equipe tecnica di *Goletta Verde*, la storica campagna di *Legambiente* dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del *COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati *eil sostegnodei partner tecnici*
NAU e Novamont*.
A puntare il dito contro alcune criticità del sistema depurativo regionale,è bene ricordarlo, stata anche l’Unione europea: la nuova procedura di infrazione contro l’Italia (2014/2059) coinvolge, infatti, anche dieci agglomerati urbani dell’Emilia-Romagna, per un totale di 696.896 abitanti equivalenti, nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Problemi che non riguardano solo i comuni costieri ma anche quelli dell’entroterra.
“Anche se nel complesso il monitoraggio di Goletta Verde può dirsi positivo – sottolinea *Lorenzo Frattini*, presidente di Legambiente
Emilia-Romagna – la nostra attenzione si rivolge ancora una volta verso quei punti critici denunciati da anni che necessitano con urgenza dei
controlli seri e approfonditi volti a trovare e rimuover e le cause di tale inquinamento, che evidentemente non sono stati ancora effettuati. Siamo sicuramente in una regione che ha fatto tanto sul fronte della depurazione e proprio per questo, soprattutto nei periodi di forti piogge, non è più tollerabile che scarichi non adeguatamente depurati finiscano nei fiumi e
di conseguenza a mare come purtroppo ancora avviene. Chiediamo alla Regione e alle amministrazioni comunali di non abbassare la guardia non solo sul fronte della depurazione, ma anche sull’avanzare del cemento lungo la
costa, sul bassissimo apporto di sabbia dai fiumi ormai troppo antropizzati e all’abbassamento dovuto al fenomeno della subsidenza: sono tutti temi che confermano in modo tangibile la fragilità dell’area costiera della regione”.


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Tommaso Costa

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