Giacomo Bulgarelli nel ricordo della figlia Annalisa
Il calcio di ieri è molto diverso da quello di oggi. Giacomo Bulgarelli in un’intervista dichiarava che a calcio avrebbe giocato anche gratis. Pur di poter giocare per il suo Bologna e per la Nazionale.
Era un calcio lontano da scandali e tavoli della pace. Un calcio dove i campioni non erano super-pagati sia dentro che fuori lo stadio. Un calcio dove un giocatore anche di prestigio non doveva necessariamente innamorarsi di una velina ed apparire intere settimane sui giornali di gossip, ma poteva anche sposare una giovane donna del suo paese e vivere con lei felice per sempre.
Era il calcio di Bulgarelli, la più grande bandiera di sempre della storia calcistica rossoblù, che nelle 392 presenze collezionate in serie A col suo Bologna ottenne scudetti e successi associati, soprattutto, alla dote più concreta che si poteva riconoscere in un professionista dello sport: la stima e il rispetto di colleghi e appassionati.
Giacomo Bulgarelli non era ‘La’ bandiera rossoblù solo per via di quella sua voglia di non separarsi mai, in carriera, dai colori della sua squadra di sempre; lo era anche per ciò che sapeva manifestare al di fuori del rettangolo di gioco, per quel suo spiccato senso di altruismo e per quella capacità, innata, di dispensare sorrisi e sincera positività per tutti, pure in occasione dell’ultimo ricovero preso Villa Nigrisoli.
Le parole della figlia Annalisa, a poco meno di tre anni dalla scomparsa del papà, continuano a testimoniarlo con forza:
”La sua forza- ci racconta- stava nel non chiedere mai niente agli altri, anche in momenti di difficoltà, senza per questo farlo sentire in credito nei confronti di nessuno. La popolarità derivante dalla sua carriera da calciatore l’ha sempre vissuta con un grande senso di responsabilità da trasmettere ai tifosi e al mondo extracalcistico, non come un mezzo per poter godere di lussi e privilegi di sorta. Era davvero un uomo speciale, buono e unico”.
Già, unico, perchè solo il più grande di tutti può esser considerato tale.
E Giacomo Bulgarelli, molto semplicemente, ne impersonificava l’essenza.
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