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Forum di Parma: Tremonti “La riforma del fisco non sarà platonica”

Voltare pagina e far breccia nella muraglia che ostacola la modernità. Lo chiede a piena voce la Confindustria che, dal suo consueto appuntamento di Parma dove quest’anno festeggia il centenario, invoca quelle riforme fino ad ora solo annunciate. Riforme che, spiega il documento del Centro Studi presentato agli oltre 5.000 imprenditori presenti, sono necessarie non solo per lo sviluppo economico del Paese, ma anche per quello civile, che con esso va di pari passo. E pronta arriva la risposta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: “la nostra riforma fiscale non sarà platonica, ma ad alta intensità politica: non sarà facile, ma è necessaria”. “Nel quadrante dell’economia, infatti,la riforma delle riforme è la riforma fiscale”, e per realizzarla il governo intende iniziare con un libro bianco per avere “l’inventario responsabile e trasparente delle varie opzioni possibili”. Tremonti poi replica al Centro studi degli industriali, che parla di economia bloccata, sottolineando che la “crescita italiana è oggi per la prima volta da tanti da tanti anni nella media europea: 0,8% è un numero piccolo, ma non è un numero avverso”. L’Italia fotografata da Confindustria, invece, appare come un Paese che rischia di arretrare ulteriormente. Che sta male rispetto a dieci anni fa, e peggio se si confronta con l’Europa. La “straordinaria macchina della crescita”, ricorda il direttore del Centro Studi Luca Paolazzi, si era bloccata già ben prima della crisi (dal 2000 al 2009 il pil pro capite é sceso del 4,1%) e, senza riforme in grado di rilanciare l’economia, si rischia di aumentare ulteriormente il gap che già la divide dall’Europa: facendo 100 la media del pil pro capite europeo, eravamo a 106 negli anni ’90, siamo scesi a 95 lo scorso anno, potremmo calare a 90 (stime Fmi) nel 2014. Quindi le riforme non possono piu’ essere rinviate.”L’Italia deve tornare a crescere rimuovendo gli ostacoli alla concorrenza, perché la maggiore competizione tra produttori abbassa i prezzi e aumenta la qualità dei beni. Occorre rimuovere gli ostacoli al fare impresa”. “Gli italiani – afferma il documento di Confindustria – chiedono cambiamenti ispirati al mercato, al merito e alla legalita”. Secondo un’indagine commissionata degli industriali, il 70% degli italiani è d’accordo che le persone più competenti ottengano riconoscimenti economici superiori, il 50% ritiene sia più importante essere che apparire, solo il 15% ritiene importante avere un lavoro prestigioso, ben l’88,8% non giustifica l’evasione fiscale, e oltre il 60% trova scorretto farsi raccomandare per un lavoro. Servono anche – spiega Confindustria – riforme in favore della famiglia: “questo è il Paese che spende meno per la famiglia”, ha detto Paolazzi, sottolineando come la bassa natalità porta anche a una bassa crescita. E sempre con la crescita al centro del mirino, sono intervenuti anche il commissario Ue alla Concorrenza Joaquin Almunia, sostenendo che bisogna aprirsi ancora di più al mercato e non lasciarsi tentare dal protezionismo (che, anzi, è stato stimato porterebbe a un calo del 13% della produzione europea), e il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà: “bisogna riprendere la politica delle liberalizzazioni. Abbiamo avuto la liberalizzazione del sistema idrico – ha detto – ma c’é ancora molto da fare sui trasporti, sulle poste, sulla governance bancaria e assicurativa, per non parlare delle tariffe e delle libere professioni”.

(Ansa)


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