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Ferrara, ragazzo morto fuori da discoteca, fermato il responsabile: è il gestore di un noto pub del centro

I carabinieri hanno identificato e fermato il responsabile della morte di Filippo Zambelli, 38 anni, l’operaio deceduto sabato mattina all’ospedale Sant’Anna di Ferrara, dove era stato ricoverato dopo essere stato trovato con la testa fratturata mercoledi’ notte all’esterno del circolo Arci Renfe, un locale in via Bologna. Reo confesso sarebbe il gestore di un noto pub del centro di Ferrara (La Corte di via Saraceno), che ai Carabinieri di via del Campo ha detto disperato “Maledirò per tutta la vita quel momento, non me lo perdonerò mai per tutta la vita”.
La causa scatenante del diverbio mortale con il giovane operaio (fatale sarebbe stato un colpo al volto, fra l’occhio e la tempia) sarebbe stata una spinta data da quest’ultimo alla fidanzata del gestore del pub. Ma pare che fra i due ci fossero già stati altri contatti all’interno del locale. I militari stanno infatti vagliando la posizione di altre persone ”presenti al fatto”.

Le condizioni di Zambelli, che aveva due figli di quattro e 10 anni, erano peggiorate venerdi’ sera e ieri e’ stato dichiarato il decesso; i genitori hanno dato il consenso per la donazione degli organi. L’ipotesi che dietro la morte dell’operaio ferrarese non ci fosse un incidente è stata seguita fin dalle prime indagini dai carabinieri del comando provinciale. Le ferite riportate nella parte superiore della testa e le lesioni cerebrali indicavano un trauma gravissimo, sommato a un’ecchimosi attorno a un occhio: un quadro ritenuto difficilmente compatibile con una caduta rovinosa. Oggi sarà effettuata l’autopsia, disposta come atto urgente dal pm Filippo Di Benedetto.

L’indagine ha puntato a raccogliere piu’ testimonianze possibili per capire cosa fosse successo dopo che Zambelli era uscito dal circolo, quella notte alle 3.30, poco prima della chiusura, e ha ruotato attorno alla testimonianza dell’amico che si trovava con lui. Entrambi furono invitati ad allontanarsi dal locale dopo un diverbio all’interno. Lo stesso amico – avevano riferito i gestori del locale – si era ripresentato poco dopo chiedendo aiuto per Zambelli, che era gravemente ferito a poca distanza dal locale. Il presunto responsabile della morte e’ stato identificato la scorsa notte e sottoposto a fermo di indiziato di delitto; si tratta di un trentaduenne, gestore di un locale del centro di Ferrara.. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe colpito la vittima con un pugno dopo una lite scoppiata all’interno del locale e successivamente degenerata all’esterno; ora si trova in stato di fermo nel carcere dell’Arginone a Ferrara per omicidio. Sara’ la magistratura, anche sulla base dell’autopsia , a disporre se classificarlo come omicidio volontario o preterintenzionale. L’uomo ha ammesso di aver colpito Zambelli al volto con un pugno dopo che la vittima aveva spintonato e gettato a terra la sua fidanzata. Al vaglio dei militari, guidati dal maggiore Gabriele Gainelli, c’e’ anche la posizione di altre persone che erano presenti quando Zambelli e’ stato colpito.

Zambelli, operaio in una ditta di Minerbio (Bologna) che lavora materiale plastico, due figlioletti avuti da due diversi rapporti sentimentali, frequentava solo saltuariamente il circolo, aveva detto ieri ai giornalisti il fratello Gianluca: ”Me lo hanno ammazzato di botte, e tutto questo solo perche’ si e’ trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”, dichiarano i genitori. (ANSA).


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