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Falcone: “Bologna-Samp sarà una partita spettacolare”

E’ stato uno dei migliori difensori centrali che hanno indossato la casacca bolognese e blucerchiata nei tempi moderni. Elegante, puntuale, affidabile, serio professionista, un autentico combattente capace di farsi voler bene in qualsiasi piazza dove abbia militato.

Tra il 2003 e il 2007 ha collezionato la bellezza di 102 presenze, oltre al meritato esordio in Nazionale nell’estate 2006. Un grave infortunio ai legamenti del ginocchio lo hanno tenuto a lungo ai box, ma non gli ha impedito di aver scritto pagine importanti nella storia recente blucerchiata. Per analizzare la vigilia della sfida che attende la Sampdoria in quel di Bologna, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di contattare un noto doppio ex, ci stiamo riferendo a Giulio Falcone:

Giulio, dopo i 2 anni di Parma, hai deciso di lasciare il mondo del calcio, o pensi di lavorare nell’ambiente sotto altre vesti?
“Terminata l’esperienza al Parma mi sono definitivamente ritirato, ora curo tutt’altro”.

Come descrivi il biennio vissuto in gialloblu?
“Professionalmente non sono stati anni bellissimi. Nella prima stagione siamo retrocessi, in maniera anche parecchio inaspettata, e abbiamo vissuto un sacco di problemi. L’annata successiva è stata quella del pronto riscatto, abbiamo subito centrato la serie A. dopo la promozione ho deciso di ritirarmi, dovevo chiudere la carriera regalando a me stesso e alla gente di Parma una bella soddisfazione, lo dovevamo ai tifosi”.

Quali sono i tuoi ricordi dell’esperienza in blucerchiato?
“Bellissimi, ho vissuto 4 anni molto intensi e ricchi di soddisfazioni, al di là di qualche infortunio subito. Non ho ricordi di episodi particolari, piuttosto di tanti bei ricordi quotidiani. Sono stato apprezzato appieno dai tifosi ed era quello che volevo, hanno compreso la voglia e l’impegno trasmessi in campo per dare il massimo per la Samp”.

Il tuo rapporto con i tifosi sampdoriani, non avrebbe potuto essere migliore, vero?
“Ogni tanto torno a Genova, spesso la gente mi saluta ancora con affetto e riconoscenza, sono aspetti per me importantissimi al di là del profilo economico della mia vecchia professione. A Genova ho ancora tanti amici con i quali continuo a frequentarmi, anche la gente comune è sempre stata gentile nei miei confronti e della mia famiglia”.

Quali sono state le motivazioni che hanno portato alla tua partenza? Fosse dipeso esclusivamente da te, saresti rimasto a Genova?
“Probabilmente sì, ma non credo ci fossero più le condizioni, me l’avevano fatto intuire, o forse avrei potuto restare ma in un certo modo, mentre sono abituato a seguire cosa dice la mia testa, altre squadre mi volevano e mi sono guardato attorno. Non erano questioni fisiche, del resto ho giocato altri 2 anni, non sono mai entrato nel merito, ma ho sempre pensato che se uno mi vuole, me lo dimostra, in quel caso ci sono state perplessità e memore da parte loro, ma non entro nello specifico”.

Cosa ha rappresentato Bologna e il Bologna nella tua carriera?
“Quattro anni bellissimi, venivo dalla Fiorentina, a quei tempi il Bologna aveva progetti molto ambiziosi, con Gazzoni Frascara Presidente, Cinquini come Ds e Guidolin in panchina. Anche a Bologna fortunatamente ho trovato gente che mi ha voluto e continua a volermi bene, hanno apprezzato il mio modo di svolgere la mia professione”.

Domenica la Samp andrà a far visita al Bologna. Che partita ti aspetti tra due squadre in grandissima forma, entrambe capaci di risollevarsi dopo alcuni mesi di buio?
“La Samp si è ripresa bene, ha superato alla grande alcuni problemi interni dell’ultimo periodo. Con Colomba il Bologna sta andando fortissimo. Sono convinto che la Samp faccia una partita ben diversa rispetto a quella disputata a Parma, al Dall’Ara potrà contare sugli attaccanti titolari. Mi aspetto una bella partita, una sfida spettacolare, del resto entrambe le squadre non rischiano eccessivamente in base ai rispettivi obiettivi. Per chi farò il tifo? Se posso, faccio sempre il tifo per la Samp…”

Il più grande rammarico e le gioie indescrivibili provate nel corso della tua carriera.
“Provo un grosso rammarico se penso alla rottura del crociato e a quanto ho dovuto patire per poter rientrare in campo. Diverse partite mi hanno regalato grosse soddisfazioni, come quando vincemmo al Delle Alpi contro la Juventus di Capello che vinceva su ogni campo. Ho faticato a restare a lungo lontano dai campi nella stagione del quinto posto con la Samp, per un punto non raggiungemmo la Champions: quando sei in campo pensi sempre alla buona fede di ogni situazione e non a certe ambiguità…”

Prima del tuo infortunio ai legamenti del ginocchio, si era parlato di un forte interessamento dell’Inter nei tuoi confronti. C’era qualcosa di vero, o erano invenzioni giornalistiche?
“Qualcosa di vero c’era, si erano mossi sia Oriali che Mancini. Cosa avrei deciso? Avrei prima parlato con Marotta per sentire la loro posizione”.


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