Facebook: nei gruppi “Sopprimiamo Franceschini” e “Decapitiamo Prodi” figura anche il capogruppo della Lega. Si è già scusato con il segretario PD
- sabato, 24 ottobre 2009, 15:29
- Politica, Primo Piano
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Dopo il gruppo di Facebook “Una pallottola per Berlusconi”, nel quale figurava un giovane dirigente del PD modenese, sono immediatamente comparsi sempre su Facebook gruppi opposti come “Decapitiamo Prodi” e “Sopprimiamo Franceschini”. Certamente iniziative deplorevoli, ma forse nemmeno da enfatizzare con eccessi di moralismo politico. Lo spirito dei gruppi di Facebook è notoriamente ironico, spesso non-sense, prenderlo eccessivamente sul serio, e trascinarlo nel dibattito politico reale rischia semmai di far sì che sia proprio l’esacrazione esagerata a produrre per reazione quelle derive che più si temono e si vorrebbero evitare.
Fortunatamente qualche politico comincia a capirlo. E così ieri si è spento sul nascere un nuovo “caso Facebook” in regione, fra il capogruppo della Lega, Mauro Manfredini, ed il segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini.
Il nome del leghista era infatti apparso nei gruppi face book “Decapitiamo Prodi” e “Sopprimiamo Franceschini”. Immediate le scuse e le spiegazioni. Immediata la telefonata di Franceschini che le ha accettate ed ha affermato di aver perfettamente compreso che nessuno di quel gruppo, tanto meno il leghista Manfredini, aveva realmente intenzione di “sopprimerlo”. Bene così. Un “the end” molto più salutare delle ventimila denunce che qualcuno vuole fare a tutti quelli che avevano aderito al gruppo di facebook “un killer per Berlusconi”, pronti a scommettere che in ventimila risponderanno al giudice “ma io scherzavo”. E conoscendo il mondo di facebook c’è da crederci. Può essere un brutto modo di scherzare, ma rovesciare lo scherzo in una procedura giudiziaria, questo sì rischia di “esasperare” gli animi.
L’ULTIMO CASO FACEBOOK IN REGIONE
Intanto il capogruppo della Lega nord all’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna, Mauro Manfredini, ha sostenuto di non riuscire a credere di risultare ancora iscritto a gruppi di Facebook come ‘Quelli che vogliono decapitare Romano Prodi‘. “Insulta l’intelligenza umana“, ha detto in serata al telefono, precisando più volte di non aver mai voluto partecipare a un gruppo così. Visto che non gestisce lui il proprio profilo su Facebook, ha dato mandato ai suoi collaboratori di controllare, scoprendo che si trattava di un invito inevaso: una proposta di iscriversi a quel gruppo contro Romano Prodi, alla quale nessuno aveva risposto. “C’era da scegliere ‘accetta’ o ‘rifiuta’ – ha riferito – e ho detto di rifiutare“.
“Quello su Dario Franceschini è stato un errore, ma di questo gruppo qui non sapevo proprio nulla“, ha aggiunto, ricordando che una decina di giorni fa aveva invitato chi gestiva per lui il profilo a ‘ripulirlo‘ dall’eventuale partecipazione a questo tipo di gruppi, ma quella proposta contro Romano Prodi appare giunta tre giorni fa.
Lo stesso Manfredini si è poi scusato anche in sede politica – nel consiglio comunale di Modena – scuse accettate dal segretario del Partito Democratico Dario Franceschini che ha telefonato personalmente al capogruppo della Lega in Emilia-Romagna. Il segretario del Pd ha preso atto, ringraziandolo delle scuse, e gli ha detto di non aver mai pensato che dietro le parole, certo sbagliate, di simili siti Internet ci fosse una reale intenzione di trasformarle in atti concreti. “Mi scuso per l’accaduto - aveva detto ieri Manfredini – ci tengo a spiegare la situazione che si è verificata riguardo la mia partecipazione al gruppo di Facebook ‘Sopprimiamo Franceschini‘. E’ evidente che la parola ‘sopprimiamo‘ viene usata dal punto di vista politico, non fisico. Ritengo che sia ora di abbassare i toni del confronto: sebbene la responsabilità sia mia e me ne scuso, la volontà di decidere l’adesione al gruppo à stata presa a mia insaputa. Ora, comunque, ho provveduto a cambiare password“.
Proprio a Modena, nei giorni scorsi, era stato fatto dimettere un giovane dirigente Pd per l’adesione a un gruppo per uccidere Berlusconi. “Anche se le sue dichiarazioni sono state gravi contro il premier – aveva detto ancora Manfredini - non mi sento né di processarlo, né di metterlo al muro“.
Manfredini si è cancellato dal gruppo ‘Sopprimiamo Dario Franceschini’, e ha sostenuto di aver rifiutato di aderire, dopo esservi stato invitato quattro giorni fa, a un altro sito dai toni inequivocabilmente violenti come ‘Quelli che vogliono decapitare Romano Prodi’.
(ANSA).
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