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F1 Ungheria: una Ferrari fra le due Red Bull. Ma nel Gp è accaduto di tutto…

Red Bull imbattibile per tutti, ma non per se stessa. Ancora una volta la scuderia austriaca si è infatti messa nei guai da sola, perdendo la concreta possibilità di una clamorosa doppietta sul circuito dell’Hungaroring, decimo gran premio del mondiale di F1. La doppietta è saltata quando Vettel, in testa alla corsa, ha “dormito” dietro alla safety-car mantendosi ad una distanza eccessiva rispetto a quella prevista dal regolamento e si è beccato un drive-through che lo ha fatto finire irrimediabilmente al terzo posto, alle spalle della Ferrari di Alonso, in un circuito in cui è praticamente impossibile sorpassare. L’eroe di giornata è così diventato l’altro pilota Red Bull, l’australiano Webber, che fattosi infilare dallo stesso Alonso alla partenza, è poi riuscito a ribaltare la situazione ritardando il pit stop per la sostituzione delle gomme tenere per ben 48 giri, fino a che, complice anche la safety-car, non è riuscito a racimolare un vantaggio tale sul ferrarista da poter rientrare in pista senza perdere la prima posizione. Operazione per altro resa possibile dalla schiacciante superiorità della sua Red Bull in grado di infliggere praticamente un secondo al giro alla Ferrari, l’unica vettura in grado di stare relativamente vicina alle vetture della scuderia austriaca. Alonso, da parte sua, le proprio carte le ha giocate subito con una magnifica partenza (dalla seconda fila) che gli permesso di piazzare la sua Ferrari al secondo posto fra le due Red Bull (sfiorando un clamoroso doppio sorpasso), e lì è rimasto, mentre Vettel e Webber si scambiavano il primo e terzo posto (Vettel retrocesso dal drive-through, Webber passato in testa grazie alla clamorosa tenuta delle sue gomme tenere). Quarta l’altra Ferrari di Felipe Massa.
La vera sconfitta del GP d’Ungheria è la McLaren. Hamilton si è fermato al 25simo giro con il cambio distrutto (perdendo così la leadership della classifica mondiale), mentre Button ha fatto una corsa incolore terminando la gara fra gli eccetera.
Il GP d’Ungheria è stato contraddistinto da altri episodi che hanno fatto molto discutere: in primo luogo l’intervento della safety car che ha cambiato la fisionomia della gara, ma è apparso a molti eccessivo e fuori luogo. In pista c’era semplicemente da rimuovere un pezzo di carbonio (l’ala anteriore della Force India di Liuzzi) che i piloti vedevano benissimo e scansavano, per il quale sarebbe stato probabilmente sufficiente il semplice intervento di un commissario di percorso. Ma forse con la safetycar si è voluto soprattutto “fare spettacolo” come avviene nelle corse americane. Peccato che la F1 dovrebbe essere una corsa sportiva e non uno show (ma forse siamo noi che abbiamo idee sbagliate ed arretrate).
L’altro episodio critico è stato il caos nella pit lane quando le vetture sono entrate ai box in massa per sostituire i pneumatici in regime di safety car. Un meccanico della Renault ha sbagliato il tempo nel dare via libera a Kubica che uscendo dal pitstop ha agganciato la Force India di Suttil che stava raggiungendo la propria piazzola per il cambio gomme. Quasi contemporaneamente c’è stato il pauroso volo di una ruota persa dalla Mercedes di Rosberg, ruota che ha cominciato a rimbalzare in mezzo ai meccanici, finendo per colpire, fortunatamente di striscio, un meccanico della Williams. Per lui solo un ricovero precauzionale all’ospedale. Da ricordare che per una simile ruota impazzita, a Monza, qualche anno fa un commissario perse la vita.

Infine l’episodio forse più increscioso: sul finire di gara la Williams di Barrichello ha attaccato la Mercedes di Michael Schumacher. Barrichello con gomme più fresche è riuscito ad affiancare agevolmente la Mercedes di Schumy proprio sul rettilineo d’arrivo, ma Schumy l’ha spinto freddamente verso il muretto dei box, fin quasi a farlo sbattere contro il cemento. Il pilota brasiliano non si è fatto intimidire ed ha resistito completando il sorpasso. Ma è passato letteralmente a due centimetri dal muretto. Si è trattato di una manovra decisamente brutale e scorretta da parte di Schumy (per altro non nuova, nello stile del tedesco fin dai tempi della Benetton e della Ferrari, ne sanno qualcosa Damon Hill e Jaques Villeneuve), che a fine corsa è stata sanzionata con dieci posizioni da scontare nella prossima griglia di partenza (Spa, a fine Agosto).


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