Enti locali. Comuni con obbligo di gestione associata , Bignami (Pdl): cosa intende fare la Regione?

Le nuove disposizioni statali sulla gestione associata obbligatoria di funzioni tra piccoli comuni sono oggetto di un’interrogazione di Galeazzo Bignami (Pdl) alla Giunta regionale. In via generale, – ricorda il consigliere – la norma stabilisce che i comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti, (nonché quelli appartenenti o già appartenuti a comunità montane, con popolazione stabilita dalla legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti) esercitino le funzioni fondamentali obbligatoriamente in forma associata, attraverso convenzione o unione. Il ‘limite demografico minimo’ che l’insieme dei comuni tenuti ad esercitare le funzioni in forma associata deve raggiungere, viene fissato in 10.000 abitanti, facendo salva la possibilità per le Regioni di individuare un limite demografico minimo entro e non oltre il 16 novembre 2011. La recente normativa stabilisce inoltre che i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti esercitino obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti sulla base della legislazione vigente mediante un’unione di comuni.
L’esponente del Pdl ricorda in proposito alcune scadenze: entro il 31 dicembre di quest’anno dovrà aver avuto luogo il trasferimento in gestione associata di almeno due funzioni fondamentali da parte dei comuni con popolazione tra 1.001 e 5.000 abitanti, i quali dovranno entro il 31 dicembre del 2012 aver trasferito in gestione associata tutte e sei le funzioni. Perentorio è poi il termine del 16 marzo 2012 entro cui, i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti dovranno aver inoltrato la proposta di aggregazione per l’istituzione delle unioni comunali obbligatorie.
Considerato che è già decorso il termine del 16 novembre entro cui la Regione avrebbe potuto fissare un limite demografico minimo diverso da quello già fissato dalla normativa statale, Bignami chiede alla Giunta regionale se, dal momento che si tratta di un “parametro fondamentale per tutti i comuni obbligati” (sia nel caso di gestione associata obbligatoria per i comuni tra 1.001 e 5.000 abitanti, sia nel caso di proposta di aggregazione per i comuni con meno di 1.000 abitanti), abbia fissato un limite demografico diverso da quello stabilito dal legislatore nazionale e, in caso negativo, se intenda comunque provvedere in tal senso (ai sensi dell’art. 14 D.L.78/10 e dell’art. 16 D.L.138/11).
Oltre al previsto limite demografico – fa poi notare il consigliere – nella norma statale si prevede che le Regioni debbano individuare con propria legge ‘la dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica’ per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata, delle funzioni fondamentali da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale. Il consigliere ricorda che, sebbene non soggetta da parte del legislatore nazionale ad alcun termine di decadenza, l’individuazione, a mezzo di legge regionale, della “dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica” (art. 14 D.L. 78/10) rappresenta un parametro fondamentale per i comuni con popolazione tra 1.001 e 5.000 abitanti. Pertanto, – sostiene il consigliere – essa dovrebbe avvenire in tempi utili per la costituzione della forma associata e, quindi, – per ovvie ragioni di opportunità – già entro il primo termine del 31 dicembre 2011 e, solo in subordine, entro il secondo termine del 31 dicembre 2012. Di qui la domanda: oltre che secondo i principi di economicità, efficienza e di riduzione delle spese segnalati dal legislatore nazionale, nella futura legge regionale la “dimensione territoriale ottimale ed omogenea per area geografica” verrà individuata tenendo debitamente in conto gli aspetti orografici e demografici del territorio regionale, tenendo, pertanto, fra loro distinte le aree montane da quelle di pianura e le aree fortemente urbanizzate da quelle a bassa urbanizzazione?
(is)


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