Emporio Armani- Virtus Bologna 82-77. Le V nere escono dalla Coppa Italia

Devastante primo quarto dei milanesi, che volano a +17 non sbagliando mai. La Virtus rientra grazie a Koponen e Douglas Roberts ma, nel finale, deve arrendersi alle triple di Melli e Fotsis. Mancava Poeta

La Virtus, per la seconda volta consecutiva, esce di scena ai quarti di Coppa Italia e per la terza in pochi mesi, è costretta a cedere il passo all’Emporio Armani.
Bologna, con Poeta inutilizzabile, sbaglia completamente l’approccio alla sfida ed è su questo aspetto specifico che si riverseranno le lamentele di patron Sabatini a fine gara.
Peccato davvero, perché se nessuno pensava più di potercela fare dopo i primi 10 minuti da tregenda, il canestro dell’unico vantaggio bianconero (Douglas Roberts per il 57-55) lasciava presagire un possibile epilogo differente..
Non sarà così, ma per la cronaca andiamo con ordine. Scariolo parte come meglio non si potrebbe, Bourousis e Bremer fanno subito male alla Virtus e l’Olimpia dilaga sul 18-6 dopo 5’. Il giovane Gentile lavora bene su Douglas-Roberts, i lunghi contengono bene il dinamismo di Gigli e Sanikidze e  su Koponen, riciclato in cabina di regia, regna il fantasma del play di Battipaglia. Anche Cook, uno che non ha nel tiro la sua arma migliore, punisce dalla distanza. A pochi giorni dal terribile 10% dall’arco contro Sassari, sulla Virtus si abbatte una vera grandinata di triple biancorosse: 6/6 dopo 10’ e 31-14 con Bremer che fa la parte del leone.
Dal secondo parziale, Finelli è costretto a cambiare strategia e ordina la zona fronte pari dalla quale non si separerà più fino alla sirena conclusiva e la sinfonia inizia, finalmente, a cambiare.
Lang è in ottima serata, Koponen infila una tripla maiuscola e con Bremer a sedere la Virtus confeziona un 8-0, rivoltando la partita.
Difficile stabilire se stupisce più l’abilità di Milano di produrre strappi clamorosi in pochi istanti o la capacità di Bologna di trasformarsi nell’arco di poche azioni da macchina per offendere a pugile alle corde.
Pausa lunga che recita 45-34 per le scarpette rosse e al rientro dagli spogliatoi, lungamente atteso, ecco esplodere la miccia di Chris Douglas Roberts. E’ un assolo di 4 minuti per l’ex Milwaukee, che ne mette 11 consecutivi per il –5 virtussino.
Milano perde il filo, senza Bremer è oggettivamente inguardabile in attacco e Koponen dà una bella mano all’ispirato colored della Virtus. Sei punti in fila del finnico e parità servita a quota 55.
Il sorpasso, effimero, viene poi vanificato dal nuovo festival di triple al quale si iscrivono, in un amen, Melli, Nicholas e il redivivo Hairston.
64-58, con 10 minuti da giocare Milano torna in controllo e, sebbene Koponen e Douglas Roberts restino enigmi irrisolvibili per Scariolo, la Virtus non riuscirà più a mettere il naso avanti.
Non basterà nemmeno, nei convulsi secondi finali, tornare a un solo possesso grazie all’ispirazione dello stesso Koponen poichè, sul ribaltamento di fronte, Milano inventa con Fotsis la più complicata delle conclusioni da tre punti, spiegando perché nel basket fare il canestro decisivo conta più che farne tanti inutili.
Reta il rammarico, in casa bianconera, ma anche la consapevolezza che, con le rotazioni ridotte al minimo, bastavano quel briciolo di concentrazione e fortuna in più per superare la corazzata lombarda.

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