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E adesso a Bologna tutti vogliono il “Voto Breve”. Verso sera una schiarita parlamentare. Ora per ora l’escalation delle polemiche

Dopo il “non possumus” pronunciato stamani dal ministro Maroni, adesso a Bologna tutti vogliono il “Voto Breve” per rinnovare il sindaco e la giunta della città. Perfino Unindustria e Cgil bolognesi hanno emesso comunicati sulla stessa lunghezza d’onda.
In un primo tempo, alla notizia che era definitivamente tramontata in Consiglio dei Ministri la possibilità di accorpare elezioni comunali e regionali il 28.29 marzo prossimi, si sono subito sollevate ondate di reciproche accuse fra maggioranza e opposizione (ne diamo conto in calce, con la lunga sequela di dichiarazioni riportate dall’Ansa per tutto il pomeriggio), poi verso sera sono emersi i primi ragionamenti bipartisan sulla possibilità di trovare una soluzione parlamentare, tramite un emendamento sugli enti locali.

Quella che vi proponiamo di seguito è la sequenza – a ritroso – del dibattito sul futuro di Bologna, all’ombra del possibile Commissariamento, dalle posizioni più razionali emerse in serata, alle polemiche della prima ora del pomeriggio e della mattinata.

IL PD LAVORA SU EMENDAMENTO A DECRETO SU ENTI LOCALI

Il Partito democratico sta lavorando alla Camera ad un emendamento al decreto 2/2010 del Governo ‘Interventi urgenti concernenti gli Enti locali e le Regioni’ che potrebbe essere la strada percorribile per portare il Comune di Bologna a votare prima dell’estate. L’ipotesi, alla quale sta lavorando soprattutto Salvatore Vassallo, componente della Commissione affari costituzionali di Montecitorio, è quella appunto di inserire un emendamento nel decreto (che dovrà essere convertito in legge entro la fine di marzo) che consenta al Governo di fissare una data fra il 15 aprile e il 15 giugno per consentire ai Comuni che si trovano nella situazione di Bologna di non affidarsi al governo del commissario per oltre un anno. “L’esame del decreto – ha spiegato Vassallo – comincia la prossima settimana e dovrebbe andare in aula in tempi utili per consentire il voto in primavera, visto che i decreti devono essere convertiti in legge entro sessanta giorni. Ho già parlato di questa possibilità ai colleghi di commissione del centrodestra e a breve presenteremo un emendamento sul quale spero ci possa essere condivisione. La vera questione, a questo punto, è valutare se la maggioranza e il governo siano o meno disponibili a far andare Bologna al voto entro l’estate”. Si tratta di un treno abbastanza veloce che passa per la commissione e che potrebbe consentire al Parlamento di varare un provvedimento in tempi ragionevoli. La strada di una legge ordinaria (come ad esempio un emendamento ad un ddl del Governo sugli enti locali che dovrebbe andare presto in aula) sarebbe decisamente più lunga e potrebbe non garantire tempi da tali da consentire a Bologna di tornare alle urne per scegliersi un sindaco prima dell’estate. (ANSA).

CONSENSI PER NORMA VASSALLO, VERSO VOTO A PRIMAVERA

L’emendamento Vassallo al decreto sugli enti locali che permetterebbe a Bologna di votare prima dell’estate starebbe trovando apprezzamenti anche dal centrodestra e questo dovrebbe spianargli la strada consentendo alla città di scegliersi il sindaco a primavera. Il deputato del Pd sta definendo il testo dell’articolo da inserire nel decreto e, salvo qualche piccola modifica o aggiustamento tecnico, prevederà la possibilità per il Governo di aprire una finestra elettorale fra il 15 aprile ed il 15 giugno. Il decreto andrà in aula a fine febbraio: venerdì 19 dovrebbe essere la giornata dedicata alla presentazione degli emendamenti. In caso di approvazione (e a questo punto le possibilità sembrano buone) la Camera dovrebbe approvare il decreto fra il 22 e il 25 febbraio. A quel punto passerà, con una corsia preferenziale, al Senato dove dovrà essere approvato entro il 27 marzo (visto che è stato pubblicato il 26 gennaio). Ma visto che nella settimana prima delle elezioni le Camere saranno chiuse, il sì al decreto dovrebbe arrivare entro il 19 marzo. Se il decreto non troverà ostacoli nella strada per la sua approvazione, l’emendamento Vassallo (sul quale il deputato chiederà il sostegno di tutti i parlamentari bolognesi) consentirà a Bologna di votare fra il 15 aprile e il 15 giugno. (ANSA).

CALDEROLI (LEGA), “UNA FINESTRA PER ELEZIONI AD APRILE-GIUGNO 2010”

“Se vi fosse una proposta bipartisan da parte del Parlamento che consentisse una nuova finestra elettorale nel 2010 per Bologna e gli altri comuni interessati, il Governo non si opporrebbe. Le elezioni normalmente si svolgono nel periodo che va dal 15 aprile al 15 giugno, ma la data in ogni caso la dovrebbe stabilire il ministro dell’Interno”. Il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, interpellato dall’ANSA, apre uno spiraglio per accelerare i tempi per le elezioni del sindaco a Bologna. “La proposta – chiarisce l’esponente leghista – deve però partire dal Parlamento”. In tal caso la soluzione potrebbe essere un emendamento veicolabile già nel decreto sugli enti locali all’esame della Camera. (ANSA).

VITALI (PD), “ORA SERVE UN EMENDAMENTO PER VOTARE A GIUGNO”

“Nelle parole del Ministro Maroni c’é una importante apertura al voto in primavera. Egli ha fatto riferimento alla sovranità del Parlamento, e alla Camera è in corso di conversione un decreto-legge sugli enti locali. L’apertura del Ministro si deve ora tradurre in un parere positivo del Governo ad un emendamento, che mi auguro sia presentato unitariamente dai deputati bolognesi, per consentire ai Comuni nelle condizioni di Bologna di andare al voto entro il 15 giugno”. E’ l’auspicio di Walter Vitali, senatore bolognese ed ex sindaco del Pd, che ha indicato la possibile via legislativa per consentire a Bologna di evitare il commissariamento di oltre un anno. (ANSA).

CORTICELLI (Bologna Capitale), “ADESSO TUTTI I PARLAMENTARI BOLOGNESI SI ATTIVINO”

“La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi richiede un attivarsi immediato di tutti i Parlamentari bolognesi”. E’ l’appello lanciato da Daniele Corticelli, consigliere comunale e animatore del movimento Bologna capitale. ‘Chiedo ai nostri deputati e senatori di ogni forza politica – ha detto – di attivarsi e di presentare immediatamente in Parlamento una proposta di legge per farci votare il prima possibile. Comunque entro l’estate. La Città non può restare senza Governo per mesi e ha già chiesto il voto a gran voce. Avete il dovere di ascoltare la voce dei bolognesi. E’ il vostro mestiere ed è il motivo per cui siete stati eletti. Avete il dovere di farlo mettendo davanti a tutto l’interesse di Bologna. Siamo pronti a raccogliere firme e a scendere in piazza se ancora una volta Bologna dovesse essere sacrificata rispetto a qualunque calcolo di vantaggio politico di una o dell’altra parte”. (ANSA).

MINISTRO ROTONDI,”LO SLITTAMENTO DEL VOTO E’ UN DISPETTO DI DELBONO AL PD”

“Delbono ha annunciato le dimissioni ma non le ha date subito. Ha voluto fare un dispetto ai suoi che non l’hanno difeso, negando loro la possibilità di disfarsi subito di lui. Così facendo ha causato l’impossibilità di votare subito”. Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma, ha letto così durante la trasmissione di Raio2 “Un giorno da pecora”, la decisione di Delbono che ha poi portato al commissariamento della città emiliana. “Esistono leggi per l’accorpamento delle elezioni che vanno rispettate. Non consegnando in tempo le dimissioni non è stato possibile votare a marzo per eleggere un nuovo sindaco di Bologna. Adesso bisognerà aspettare il 2011, a meno che non si voglia fare una legge ad personam”. Ma se fossero state possibili le elezioni a marzo, e si fosse presentato Prodi, avrebbe vinto? “C’é ancora tanto tempo. Prodi è un democristiano come me e conosce la legge meglio di quelli del partito democratico. Ha capito che non avrebbe avuto senso accettare la candidatura oggi sapendo che non si sarebbe potuto votare. Ogni opinione è teoricamente reversibile”.(ANSA).

ZAMPA (PD) A ROTONDI, “LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE…”

“E’ bene che il ministro Rotondi si renda conto che esiste un limite alle menzogne. La giunta del Comune di Bologna ha rispettato tutte le indicazioni giunte dal governo nazionale. Inoltre le dimissioni del sindaco Delbono sono giunte in tempo per permettere lo svolgimento rapido di nuove elezioni”. Lo dichiara Sandra Zampa, deputato bolognese del Pd. “Da parte nostra – aggiunge – ci prendiamo l’impegno di informare sempre nella massima trasparenza i cittadini di Bologna. Con le bugie, caro ministro Rotondi, non si va lontano perché hanno notoriamente le gambe corte”. (ANSA).

DI PIETRO, “LA MAGGIORANZA NON VUOLE IL VOTO, PERCHE’ NON E’ PRONTA”

“La verità è che non sono pronti, non gli conviene e come al solito adattano le leggi ai loro bisogni”. Così il leader dell’Idv Antonio Di Pietro commenta lo slittamento del voto a Bologna deciso dal governo. “In 24 ore – dice – sono stati capaci di contingentare i tempi per far votare il legittimo impedimento e non trovano un minuto per fare una norma per le elezioni di Bologna. La verità – conclude – è che non sono pronti”. (ANSA).

GALLETTI (UDC), “PD E PDL FINISCANO IL LORO TEATRINO”

“Pd e Pdl la smettano di rimpallarsi le responsabilità del mancato voto di marzo e collaborino insieme a noi per renderlo possibile a giugno”. E’ il richiamo di Gian Luca Galletti, parlamentare bolognese dell’Udc, candidato presidente della Regione Emilia-Romagna e possibile nome in campo anche per le comunali di Bologna. “Il teatrino della politica non interessa a nessuno e non fa il bene della città”, ha proseguito Galletti, invitando a guardare la realtà: “Oggi Bologna se non interveniamo rischia di subire l’onta di un commissariamento prolungato, che sarà negativo per la sua amministrazione”, ha sottolineato Galletti, chiedendo di pensare “ai cittadini di Bologna, dimostrando noi, con la forza delle idee e dei fatti, di essere seri e responsabili, e di avere a cuore esclusivamente gli interessi della città”. (ANSA).

ALESSANDRI (LEGA), “LA COLPA E’ DI DELBONO E DEI SUOI”

Le responsabilità di quanto sta accadendo a Bologna sono di “Delbono e di tutto il centrosinistra che, dopo aver fatto sorbire alla città un Cofferati sindaco alieno, ha fatto passare questi mesi di inutile calvario conclusisi in maniera davvero umiliante”. Parola di Angelo Alessandri, parlamentare della Lega, presidente federale della Lega Nord Padania e Segretario Nazionale dell’Emilia. “Lo avevamo detto che i tempi erano stretti e che Delbono, cincischiando e temporeggiando, dopo aver annunciato le dimissioni, si assumeva un’altra pesante responsabilità”, ha aggiunto Alessandri che se l’é presa anche con l’Idv Silvana Mura: “Prova a mostrare il dito ma i bolognesi vedono chiaramente la luna, nessuno li può più prendere in giro raccontando loro storielle”. (ANSA).

CENTROSINISTRA, FRONTE COMUNE PER BENE DELLA CITTA’

Il centrosinistra bolognese denuncia “il vero e proprio scippo della volontà popolare” e si schiera al fianco delle organizzazioni imprenditoriali della città “per impedire che su Bologna si creino speculazioni politiche e affinché si doti al più presto la città di un governo stabile legittimato da un voto popolare”. Lo fa con una lettera aperta firmata dai capigruppo in consiglio comunale di Pd (Sergio Lo Giudice), Idv (Salvatore Lumia), Prc (Roberto Sconciaforni) e Sinistra per Bologna (Libero Mancuso) invitando alle organizzazioni imprenditoriali e sindacali e al mondo associativo “a mettere in campo azioni congiunte per porre in primo piano il bene della città e dei suoi abitanti”. Già domani, ricordano, “manifesteranno davanti alla Prefettura di Bologna per protestare contro la decisione di non votare a marzo e chiedere a Governo e Parlamento di fissare al più presto la data del voto”. Per questo l’invito è esteso a tutte “le forze sociali bolognesi ad unirsi a noi in un fronte civico comune che metta Bologna e le sue esigenze al di sopra di tutto”. (ANSA).

MARINO (CONFCOOPERATIVE),”DURA LEX … MA IL BUON SENSO?”

“Dura lex sed lex, ma questa scelta e la norma che l’ispirano cozzano contro il buon senso e la realtà”. A rilevarlo Luigi Marino, presidente di Confcooperative, a poche ore dal rinvio del voto a marzo a Bologna deciso dal Consiglio dei ministri. “Nella politica italiana c’é la cattiva abitudine di lasciar correre i tempi, che quasi mai sono in linea con le esigenze reali del Paese”, ha proseguito Marino, chiedendo al Governo che “non si perda altro tempo per non aggravare i numerosi e già gravi problemi della nostra città”. (ANSA).

GASPARRI (PDL), “BOLOGNA NON E’ UN CONDOMINIO DELLA SINISTRA”

“Ha fatto bene il governo a non varare norme speciali per Bologna che avrebbero contraddetto le leggi vigenti. La città di Bologna non è un condominio privato della sinistra che può stabilire le elezioni a piacimento senza tener conto delle regole che valgono per tutta l’Italia”: lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. “Si voterà successivamente e, in questo contesto, il Pdl – ha spiegato Gasparri – farà attraverso i coordinatori e la classe dirigente locale le migliori valutazioni. Partendo ovviamente dalla disponibilità di Giancarlo Mazzuca che nei giorni scorsi ha accettato una candidatura che gli è stata sollecitata dai massimi vertici del nostro partito. Siamo in campo per una svolta a Bologna, non per plasmare le norme ad uso e consumo di chi ha mal gestito la città da molto tempo. Mazzuca, che ben conosce Bologna, è il riferimento – ha concluso – di una politica alternativa proposta dal centrodestra”. (ANSA).

LA SPI-CGIL ADERISCE AL SIT-IN DI DOMANI PER IL “VOTO BREVE”

La Spi-Cgil di Bologna aderisce al sit-in promosso dal centrosinistra per domani alle 18 davanti alla Prefettura. Per il segretario Bruno Pizzica, infatti, la decisione di rinviare il voto “é gravissima e punisce duramente l’intera città condannandola a 18 mesi di immobilità, nonostante le tante cose da fare, anche nel campo dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, come da tempo lo Spi va sottolineando e che richiedono una giunta in piena efficienza”. Per questo, ha proseguito, “protestare e manifestare tutta la propria preoccupazione è sacrosanto: invitiamo i pensionati e le pensionate dello Spi a partecipare al presidio organizzato dalle forze politiche di centrosinistra per domani sera”. (ANSA).

UNINDUSTRIA, POSIZIONE COMUNE CONTRO RINVIO VOTO

Unindustria chiederà “una decisa presa di posizione comune da parte di tutte le forze produttive e di tutto il mondo politico bolognese, per scongiurare un rinvio della data del voto amministrativo”. Lo ha dichiarato il presidente Maurizio Marchesini, spiegando che un rinvio “avrebbe, inevitabilmente, effetti disastrosi per la città”. L’appello avverrà “coerentemente con le posizioni assunte nelle ultime settimane e attraverso il coordinamento della Camera di Commercio”, perché, ha concluso Marchesini, “Bologna ha necessità di compiere scelte fondamentali per il proprio sviluppo, sul piano sia progettuale che operativo e non può permettersi di attendere i tempi lunghi di un commissariamento”. (ANSA).

BERSANI (PD), “VERGOGNOSO SCARICA BARILE, SUBITO UNA DATA PER IL VOTO”

“E’ una vergogna vedere lo scarica barile del Governo che non sa decidere a fronte di un sindaco e di un Consiglio comunale che con rapidità ha messo la città in condizione di votare in breve tempo. Serve una data del voto in tempi assolutamente ravvicinati”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, attacca la scelta del Governo di non accorpare le regionali al voto per il comune di Bologna dopo le dimissioni del sindaco, Flavio Delbono. “Il Governo non faccia scarica barile – afferma Bersani – e decida per una data ravvicinata del voto. Ci sono tutte le condizioni per votare presto e il Pd in queste ore assumerà un’iniziativa per una norma che fissi la data”. (ANSA).

DILIBERTO (Comunisti Italiani): “E’ DA MAGLIARI NON ACCORPARE IL VOTO”

“I soliti magliari. Ancora una volta gli interessi del Pdl vengono prima di quelli del Paese”. Lo afferma il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto proposito della decisione del Consiglio dei Ministri di non ccorpare le elezioni per il sindaco di Bologna alle Regionali el 28 e 29 marzo. “E’ più forte di loro. Da Berlusconi ai dirigenti locali è empre la stessa storia: prima degli interessi del Paese o del Comune di Bologna in questo caso, vengono i loro interessi. Nel Pdl non si mettono d’accordo sul candidato? E allora l’accorpamento delle elezioni non si fa. Al solito, una loro vecchia specialità, il gioco delle tre carte: prima fanno dimettere Delbono di corsa, dicendo che così, anche se date qualche giorno dopo il termine ultimo, si voterà lo stesso a marzo, e ora, perché in difficoltà sul candidato, non si può più fare”. (ANSA).

CEVENINI (PD), “SIAMO OLTRE LO SCARICO DELLE RESPONSABILITA’”

Per Maurizio Cevenini le parole di Maroni portano a un voto che “nell’ipotesi più probabile è quella della scadenza naturale, cioé marzo 2011, prima finestra elettorale disponibile”. Un aspetto che per il presidente del consiglio comunale di Bologna e candidato ‘in pectore’ per le eventuali primarie del Pd “é una cosa che la città non si può permettere e che va oltre lo ‘scarico’ delle responsabilità”. Cevenini, parlando ai microfoni di Punto Radio, ha aggiunto: “La responsabilità di mandare Bologna a votare tra un anno è, per chi se la assume, pesante nei confronti dei cittadini e della città”. E, quanto al commissariamento in arrivo, il ‘Cev’ ha ricordato che “il commissario sa perfettamente che non può muoversi in modo straordinario, ma deve rimandare tutta la progettualità a un consiglio comunale eletto”. (ANSA).

MONARI (PD), “DIETRO MARONI L’IMBARAZZO DEL PDL”

“La mossa di Maroni serve a nascondere l’imbarazzo del Pdl bolognese che non riesce a trovare un candidato spendibile e che antepone così le alchimie tattiche per provare a conquistare lo scranno di sindaco al buon funzionamento della città”. E’ l’attacco di Marco Monari, capogruppo Pd alla Regione Emilia-Romagna, a poche ore dal rinvio del voto a marzo deciso dal consiglio dei ministri. “Per Maroni Bologna è una questione irrilevante e si può derubricare”, ha spiegato Monari, ricordando che “solo pochi giorni or sono aveva detto l’esatto opposto, sull’onda lunga degli strepitii del centrodestra bolognese che gridava allo scandalo, qualora la nostra città fosse stata governata da un commissario”. Si tratta, ha proseguito Monari, di “un giorno triste” in cui “il centrodestra ha finto di voler andare al voto, ma quando è stata l’ora di farlo concretamente è scappato davanti ai suoi stessi impegni, quegli impegni che aveva appena preso in diretta televisiva”. (ANSA).

MAZZUCA (PDL), “PARALISI AMMINISTRATIVA PER LE DIMISSIONI TARDIVE DI DELBONO”

Per Giancarlo Mazzuca, candidato sindaco di Pdl “le tardive dimissioni dell’ex sindaco di Bologna Delbono hanno comportato come conseguenza la paralisi amministrativa della nostra città”. Per il deputato, “Bologna infatti avrebbe avuto bisogno tempestivamente di una nuova maggioranza e di una nuova giunta in grado di risolvere i gravi problemi che affliggono la nostra città non governata, o, peggio, mal governata dalle ultime amministrazioni di sinistra”. “In questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni, che mi auguro siano il prima possibile, continuerò da candidato Sindaco del Pdl, e spero in una coalizione aperta ad altre forze politiche che si riconoscono nei nostri comuni valori – ha aggiunto- ad individuare e a proporre ai miei concittadini soluzioni che possano consentire alla nostra Bologna di ritrovare quello slancio, quella voglia di fare e quel gusto della concretezza che gli ultimi Sindaci hanno costantemente mortificato”. (ANSA).

INTERVIENE ANCHE LA CURIA: MONS.VECCHI, “BISOGNA TORNARE A GOVERNANTI DI QUALITA’”

In un momento particolarmente difficile per la storia e la politica della città, “Bologna è disorientata”, e anche per questo “bisogna tornare alla qualità delle persone che la governano, bisogna tornare alla qualità”. E’ l’opinione di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, espressa a margine dell’inaugurazione di una mostra allestita nella galleria Lercaro. Rifacendosi a una nota citazione del cardinal Giacomo Biffi, arcivescovo emerito della città, Vecchi ha rimarcato che “Bologna è sazia oltre che disperata, adesso”. Poi incalzato dai giornalisti sull’impasse politico in corso sotto le Due Torri, ha aggiunto: “Bisogna elevare il tono del dibattito, riscoprire i grandi temi della città che vanno aldilà degli schieramenti politici”. (ANSA).

BETTAMIO (PDL), “IL RINVIO DEL VOTO NON C’ENTRA CON MAZZUCA”

“Mazzuca non c’entra nulla con l’election-day, è una strana consequenzialità mettere in rapporto il non accoglimento dell’election-day, da parte del Consiglio dei ministri, con la candidatura di Giancarlo Mazzuca a Bologna”. A sottolinearlo è il coordinatore vicario regionale del Pdl Giampaolo Bettamio che ha voluto ricordare al Pd e al suo segretario regionale Stefano Bonaccini che “le due cose non sono affatto in rapporto”. (ANSA).

DONADI (IDV), “IL RISPETTO DEGLI ELETTORI RICHIEDEVA UN VOTO AL PIU’ PRESTO”

“Riteniamo che il rispetto degli elettori e la trasparenza delle scelte politiche avessero richiesto anche a Bologna di tornare al voto il più presto possibile. Prendiamo atto degli impedimenti e speriamo non siano dovuti a interessi politici di parte”. Così Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera, commenta a Montecitorio la decisione del governo di negare il voto anticipato a Bologna (ANSA).

DE MARIA (PD), UN FATTO GRAVISSIMO E UNA DECISIONE IRRESPONSABILE

La decisione del consiglio dei ministri di non far votare per il Comune di Bologna a marzo è un “fatto gravissimo: l’atteggiamento pilatesco del governo, che prospetta addirittura un voto nel 2011, è davvero irresponsabile”. Lo sostiene, dopo la decisione del governo, il segretario bolognese del Pd Andrea De Maria. “Il ministro Maroni – ha detto De Maria – dopo tante parole, che assicuravano il voto a marzo in caso di dimissioni del sindaco subito dopo l’approvazione del bilancio, cosa puntualmente avvenuta, ha messo davanti a Bologna gli interessi di parte. Questa maggioranza non ha voluto ascoltare una sacrosanta richiesta che era venuta dall’intera Città e in particolare dalle categorie economiche, giustamente preoccupate per la prospettiva di un lungo commissariamento in un momento di crisi così difficile, come quello che stiamo vivendo”. La scelta del governo rappresenta, inoltre, secondo De Maria “anche uno schiaffo a tutti i gruppi consiliari del Consiglio comunale di Bologna, che avevano chiesto all’unanimità di votare subito. Il Pd invita ora tutta la Città a mobilitarsi perché chi governa il nostro Paese si assuma le proprie responsabilità verso Bologna e tutti i suoi cittadini, come non ha fatto questa mattina il Consiglio dei Ministri”. (ANSA).

MURA(IDV),”IL GOVERNO ANTEPONE INTERESSI DI PARTE AL BENE DELLA CITTA’”

Con la decisione del governo di non concedere l’election day a Bologna il governo “ha dimostrato di anteporre gli interessi di parte a quelli della città, perché il Pdl ha evidentemente paura di perdere”. Lo sostiene Silvana Mura, coordinatrice regionale dell’Italia dei Valori. “Maroni – ha detto la Mura – dovrebbe vergognarsi invece di accampare scuse che non stanno né in cielo né in terra. Era stato lui a dichiarare il 26 gennaio che se il Sindaco si fosse dimesso il giorno successivo, il governo avrebbe concesso le elezioni a marzo. O Maroni è un incapace perché ha parlato senza cognizione di causa, oppure mentiva. In entrambi i casi la figura è pessima. E’ ancora più grave che il governo dimostri totale disinteresse nei confronti di Bologna dal momento che si lava completamente le mani rispetto alla possibilità di votare almeno nel corso del 2010 e dopo aver fatto decreti su tutto rimette la questione al parlamento. Il primo commissariamento nella storia di Bologna è il regalo che il governo Berlusconi e la Destra fanno ai bolognesi. Di fronte a tanta irresponsabilità l’Italia dei Valori si impegna a promuovere in parlamento una legge che consenta di votare almeno nell’anno in corso”. (ANSA).


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