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Alcolismo giovanile: “4 bicchieri per i ragazzi, 3 per le ragazze, questa è la media dello sballo”

alcool_e_giovani_un_binomio_in_crescitaIn Italia si spendono all’anno 169 milioni di euro all’anno in marketing per gli alcolici e meno di uno in politiche di prevenzione dell’abuso. La sproporzione è stata sottolineata da Emanuele Scafato, del Centro nazionale epidemiologia dell’Istituto superiore di Sanità, in un intervento al convegno su “Giovani e consumo di alcol” organizzato dal Rotary a Bologna.

Scafato ha fatto una prova, citando la pubblicità di un noto alcolico, e un gruppo di ragazzi presenti al convegno ha finito in coro la sua frase. “Vedete – ha detto alla platea – il marketing funziona. Aumenta la probabilità che un giovane beva, e che lo faccia in modo sbagliato”.

“In Italia non si fa prevenzione, non si fa ricerca”, ha aggiunto, sottolineando che la Finanziaria ha stralciato investimenti per la ricerca. “Ci sono progetti di prevenzione bellissimi, ma che non hanno finanziamenti”, ha aggiunto. Serve un’educazione al consumo critico nei giovani, che però deve iniziare presto, alle elementari, anche prima perché “andare a parlare nelle medie e nelle superiori è tempo perso”, ha spiegato. A quella età c’é un naturale atteggiamento critico degli adolescenti verso gli adulti, ma soprattutto “i modelli di consumo si sono già instaurati”.

Scafato nel suo intervento ha ricordato fenomeni come la DRUNKORRESSIA, con ragazzine che rifiutano il cibo e introitano calore solo attraverso l’alcol. “Servono linee guida per far capire ai giovani cosa sia un consumo consapevole”, ha più volte ribadito, spiegando loro che per esempio tra i 18 e i 20 anni il consumo non deve superare un bicchiere al giorno, perché l’organismo non è in grado di metabolizzare quantità superiori.

Invece, la realtà é sempre più fatta da giovani e giovanissimi che consumano alcol in modo ‘farmacologico’ (per gli effetti) e non ‘alimentare’ (per il gusto). Il sabato, quando esplode il ‘binge drinking’ (l’abuso per ‘sballare’) i ragazzi bevono in media 4 bicchieri, le ragazze 3.

Ma tra gli under 18 il problema si acuisce: beve più di 6 bicchieri il 41% dei ragazzini, e oltre il 20% delle ragazzine. Sono oltre 61.656 gli alcoldipendenti in carico ai servizi italiani, cresciuti del 187% in dieci anni. Di questi l’1,5% ha meno di 19 anni. Gli under 16 a rischio alcol stimati sono 750.000. In Emilia-Romagna consuma in modo ‘rischioso’ tra gli 11 e i 18 anni il 22,9% dei maschi, il 17,9% delle ragazze (le media italiane sono 22,4% e 13%).

La regione è la terza per consumo a rischio femminile dopo Veneto e Trentino-Alto Adige, quarta per quello maschile dopo Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto. Tra i 19 e 24 anni beve invece in modo rischioso il 46,6% dei ragazzi (é il dato maschile più alto in italia, dove la media è del 25%), e il 12,6% delle donne (media 10,4%).

“Bisogna educare i giovani ad un consumo responsabile anche e soprattutto con l’esempio – ha ribadito Scafato – mettendoli in grado di compiere scelte consapevoli quando consumano alcol, favorendo in loro scelte informate”. Solo così “si stimola un processo di saluto-genesi”.

(ANSA).


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