Dopo il crollo, nuovo collegamento sul Po, fra polemiche e tensioni

PONTE CROLLATOL’Anas ha aperto al traffico a mezzogiorno il collegamento provvisorio sul fiume Po, ripristinando la viabilità interrotta tra Lombardia ed Emilia dopo il crollo di una campata del ponte sulla statale 9 Via Emilia, avvenuto il 30 aprile scorso (“Ma non c’è nulla da festeggiare” ha dichiarato polemicamente il presidente della Provincia di Piacenza, come riportiamo più avanti nell’articolo – ndr).
Il ponte, in elementi galleggianti, definito “struttura unica in Europa”, è stato realizzato con tecnologie avanzate. Il suo costo complessivo ammonta a 6,2 milioni di euro; avrà una vita di 14-15 mesi, il periodo necessario alla costruzione del ponte definitivo.
“Il croniprogramma che avevo illustrato il 18 maggio – ha detto, parlando in Prefettura a Piacenza, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci – è stato sostanzialmente rispettato”. Ciucci ha ricordato che il ponte provvisorio è stato approvato e finanziato dal Cda dell’Anas già il 26 giugno: “I successivi rallentamenti del cantiere – ha spiegato – sono stati causati dalla necessità di adeguare il progetto alle prescrizioni imposte dall’Aipo (l’Agenzia per il Po) e dalle condizioni meteo”. Il viadotto provvisorio è costituito da un tratto in golena, da un tratto lungo il cosiddetto isolotto Maggi (che sta al centro del fiume proprio di fronte alla città di Piacenza) e da un duplice ponte galleggiante su elementi in acciaio: il primo, lungo 92 metri, dalla sponda lombarda all’isolotto Maggi; il secondo, lungo 185 metri, dall’isolotto alla sponda emiliana. Ciucci ha fornito anche rassicurazioni circa l’esenzione dal pagamento dei pedaggi fino al 31 dicembre 2009 per gli abitanti dei 70 comuni della province di Lodi, Piacenza e Cremona lungo i tratti autostradali della A1 e A21 circoscritti ai tre caselli di Piacenza: “Tale esenzione – ha detto – è confermata”.
Il ponte definitivo sarà lungo 1,1 km e avrà una carreggiata stradale di 9,5 metri, che nella zona terminale lato Piacenza si amplierà fino a 11,25 metri ed ospiterà per tutta la sua lunghezza una pista ciclabile di tre metri di larghezza.

Nel frattempo Anas ha aggiudicato i lavori di demolizione del ponte interrotto, che hanno preso avvio il 22 settembre; costeranno 2,3 milioni e verranno completati entro dicembre. Il 21 ottobre l’Anas ha anche consegnato i lavori di consolidamento delle pile nell’alveo del fiume, che resteranno quelle storiche. “Per velocizzare le procedure – ha detto Ciucci – è stato decisivo l’intervento del Governo, che ha nominato un commissario delegato dell’opera e ha avviato la procedura d’ urgenza”.

E’ stata comunque una inaugurazione nel segno delle polemiche a Piacenza tra le amministrazioni pubbliche e l’Anas in occasione dell’apertura al traffico del nuovo viadotto provvisorio sul Po che unisce la sponda emiliana e lombarda, cinquanta metri a valle del ponte crollato il 30 aprile scorso.

“Oggi non credo ci sia nulla da festeggiare – ha detto Massimo Trespidi, presidente della Provincia di Piacenza – perché non posso dimenticare che il 30 aprile è crollato un ponte e solo per volontà di Dio non abbiamo contato vittime per quello che è accaduto. Fatti come questi non devono più succedere, e probabilmente non sarebbero accaduti se gli investimenti che vengono fatti adesso fossero stati fatti prima, in sede di manutenzione del vecchio ponte. La generazione che appartiene agli anni ‘60, come me – ha aggiunto Trespidi – ha fatto in tempo a vedere il ponte di barche sul Po ancora esistente tra Castelsangiovanni e Pieve Porto Morone, tra le due sponde emiliana e lombarda; con questa soluzione non è che abbiamo fatto molti passi avanti, siamo tornati indietro di 40 anni. Festeggeremo veramente quando potremo inaugurare il nuovo ponte definitivo sul Po, oggi ripristiniamo soltanto un collegamento parziale, si potrà transitare a 30 km l’ora ma la funzionalità viaria tra le due regioni non è certo ottimale. Per questo è fondamentale il tema del pedaggio gratuito tra i caselli piacentini dell’ Autosole e dell’A21, in questo tratto, fino al completamento della struttura definitiva”.

Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha sottolineato che questo “giorno importante arriva dopo duecento giorni di tribolazioni che ci hanno visto lottare con toni che mai avremmo voluto usare per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali. Ad esempio l’adozione dello stato di emergenza, che è stata tardiva e quasi inferiore a quello di una frana ordinaria. Abbiamo lottato per avere un’alternativa gratuita (il pedaggio autostradale) a una situazione di disagio che di certo le comunità non hanno creato e che oggi è ancora presente; lottare per avere una struttura funzionale e sicura, e anche solo per avere un’adeguata informazione”.

Il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, ha replicato a Reggi (che nei giorni scorsi aveva accusato la società di aver tenuto “un comportamento da farabutti”): “Siamo gente per bene, gente leale, non certo farabutti, il sindaco Reggi è giovane e ha detto cose che non pensava. Abbiamo mantenuto le promesse fatte a maggio e l’inaugurazione di oggi è la miglior risposta a qualsiasi accusa”. Sollecitato sull’inchiesta giudiziaria relativa al crollo del vecchio ponte che vede dirigenti Anas indagati dalla Procura di Lodi, Ciucci ha detto di non voler commentare “per rispetto della magistratura”. Ha però ribadito che il crollo, secondo Anas, ” è da addebitarsi a una concomitanza di fatti straordinari, eventi che possono sembrare semplici, ma concantenati tra loro possono generare una realtà molto più complicata di quanto possa sembrare”.

Il collegamento provvisorio tra le due sponde del Po, complessivamente lungo 1.300 metri, è aperto alla circolazione dalle 5 alle 23, ma con il divieto di transito a pedoni e biciclette.
(ANSA).




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