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Dopo il battesimo resta il segno della croce sulla fronte. I genitori si rivolgono all’avvocato. La curia sospende l’uso di quel tipo di olio consacrato

battesimominiUna volta, forse, si sarebbe gridato al miracolo. Adesso invece finisce tutto ad avvocati e carte bollate. Segno dei tempi. Questi i fatti: qualche domenica fa un bambino di tre mesi, figlio di cesenati, è stato battezzato in una parrocchia. Dopo un paio di giorni i genitori hanno notato sulla fronte del piccolo una macchia scura a forma di croce, ancora evidente secondo quanto sostengono. Sottoposto a visite specialistiche, è stata evidenziata ‘iperpigmentazione alla fronte da fotosensibilizzazione’ in conseguenza del segno della croce lasciato dal parroco. La famiglia e l’avv. Yario Giovannini hanno annunciato che tuteleranno il bambino nelle sedi giudiziarie. Sostengono che sia “stato appurato che da qualche tempo le parrocchie di Cesena utilizzano nel battesimo come olio santo un’essenza di bergamotto calabrese diluita in olio d’oliva che ha sostituito il vecchio olio rosa”. L’avvocato precisa che per quella macchia “la famiglia sta vivendo anche dal punto pratico un disagio rilevante per non poter esporre il piccolo al sole, quindi di uscire di casa con lui, insomma è stata alterata la quotidianita”. Lo stesso legale ripercorre poi come tale essenza venga usata dai sacerdoti cesenati: “Viene acquistata in quantità consistente in una farmacia di Cesena e successivamente diluita e conservata e diffusa nelle varie parrocchie da un apposito sacerdote incaricato”. Secondo quanto afferma il legale che rappresenta la famiglia, in questi giorni é emerso che anche un altro bambino battezzato quel giorno e nella stessa parrocchia presenta il medesimo segno sulla fronte anche se in modo meno accentuato. L’ufficio stampa della Diocesi di Cesena-Sarsina ha fatto sapere nel pomeriggio che da ora sospende l’utilizzo dell’olio al bergamotto: “Abbiamo preso atto della reale difficoltà che la famiglia interessata sta vivendo. Fin dall’inizio il parroco ha seguito da vicino sia gli interessati che l’evolversi della situazione. Alla trepidazione dei genitori del bimbo si unisce anche quella del vescovo Antonio Lanfranchi. Un caso del genere non si è mai verificato in nessuna altra parrocchia della Diocesi nei numerosi battesimi celebrati dal giovedì santo (9 aprile 2009, giorno in cui il crisma viene benedetto dal vescovo) ad oggi. Nessuno fra coloro che erano incaricati della preparazione degli olii santi sapevano delle controindicazioni derivanti dall’uso del bergamotto impiegato in percentuale minima e solo come essenza profumata. Intanto viene immediatamene sospeso, in via prudenziale, l’utilizzo dell’olio in oggetto per l’amministrazione del battesimo”.
(fonte ANSA).

Foto generica di repertorio (non si riferisce alle circostanze descritte nell’articolo)


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Un Commento in “Dopo il battesimo resta il segno della croce sulla fronte. I genitori si rivolgono all’avvocato. La curia sospende l’uso di quel tipo di olio consacrato”

  • storiedicronaca scritto il 4 marzo 2010 amgiovedìThursdayEurope/Rome 9:11

    La storia di don Giorgio Panini:

    Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio.

    Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme.

    Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito.

    Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo.

    Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.

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