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Detenuto muore nel carcere di Piacenza, forse suicidio col gas di una bomboletta

carcereUn detenuto tunisino di 27 anni è morto l’altro ieri alle 22.20 nella Casa Circondariale di Piacenza. Era solo in cella. Un agente l’ha trovato a terra e a nulla è valso l’utilizzo del defibrillatore per soccorrerlo. “Si sospetta abbia usato il gas di una bomboletta. Suicidio?'”. A ricordare la vicenda e porre l’interrogativo è Rita Bernardini, deputata radicale in commissione Giustizia. “Ieri il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, – ha aggiunto – rispondendo all’interrogazione radicale sul decesso di Stefano Cucchi, ha detto che non si vede l’utilità di un’indagine conoscitiva sui decessi in carcere perché “da sempre l’Amministrazione se ne occupa”. Questa risposta ci dà una ragione in più per chiedere ufficialmente, come delegazione radicale nel gruppo del Pd, un’indagine conoscitiva secondo quanto previsto da regolamento della Camera”. Il detenuto era stato trovato senza vita durante il controllo delle celle dalla polizia penitenziaria. I primi accertamenti hanno ipotizzato che abbia aspirato gas dal fornello in dotazione per ‘sballarsi’, e che l’inalazione gli sia risultata fatale. L’uomo stava scontando una pena di sette mesi per reati minori. Sarebbe uscito dalle Novate nel marzo 2010″.

IL GARANTE DEI DETENUTI DI BOLOGNA: “MORTI SEGNO DI IMPOTENZA COLPEVOLE”

“Le morti di persone detenute rappresentano ormai la quotidianità e l’impotenza colpevole di un sistema alla rovina”. L’avvocatessa Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Bologna e coordinatrice nazionale garanti territoriali lo scrive in un nota in cui spiega che “i garanti denunciano la paralisi che sembra colpire chi ha responsabilità di governo, politiche e giudiziarie, incapaci tutti di cominciare intanto ad usare gli strumenti già esistenti per invertire la rotta, preoccupati di non incrinare una concezione della sicurezza sociale che alimenta paura e separatezza, e che produce solo sofferenza e disagio”. Per Desi Bruno, è “desolante constatare che il pianeta carcere possa destare interesse solo nel momento in cui accade lo scandalo, solo se succede qualcosa di eclatante, preferibilmente tragico”. Il garante ricorda che nelle carceri italiane “il disumano e sempre più colpevole sovraffollamento rende arduo il lavoro delle professionalità che ruotano attorno al carcere. E se la situazione ancora non esplode è solo grazie al grande senso di responsabilità dei detenuti e allo spirito di servizio e l’abnegazione degli operatori penitenziari”. Servono quindi interventi di riforma strutturali per garantire un approccio tendente alla soluzione del problema “con una risposta punitiva nella forma della carcerazione che dovrebbe riguardare solo quei casi in cui vengono lesi beni di primaria importanza, con una riforma del codice penale tendente al superamento della centralità della pena detentiva, prevedendo una diversa tipologia di sanzioni, tra cui l’utilizzo dei lavori socialmente utili”.
(ANSA).

Foto generica di repertorio


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Un Commento in “Detenuto muore nel carcere di Piacenza, forse suicidio col gas di una bomboletta”

  • Luigi Freschi scritto il 20 agosto 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 0:27

    La situazione del carcere scadente di Piacenza sta sulle responsabilità di medici donne Cristina Fontana e Molinaroli Maria CRistina che non sono motivate ma solo carrierista e falsarie dinanzi a giudici civili per ora ma si è in attesa che il PM sciolga la riserva per querela di falso ideologico a carico della dottoressa Molinaroli che fino ad ora ha abusato del potere chiamando anche il 113 due volte contro il marito inerme e ‘calmo’ e causando un grave danno di parental alienation syndrome alla figliuola.
    Il marito ha anche subìto minacce e ritorsioni da parte dei fratelli Molinaroli la cui sorella e moglie dichiara bellamente anche il falso contro la legge che “non riconosce” e questi sono i risultati non solo contro una famiglia distrutta ma anche nelle sue attività amministrative-

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