Denuncia lo stupro e finisce al Cie. Chiesto un permesso di soggiorno per motivi umanitari
- lunedì, 28 novembre 2011, 11:46
- Cronaca, Primo Piano
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Adama si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare i soprusi a cui veniva sottoposta dal convivente. Si è rivolta ai carabinieri per denunciare di essere stata picchiata e violentata, ma non aveva i documenti in regola ed in quanto clandestina è finita al Cie di Via Mattei. Una storia iniziata tre mesi fa a Forlì e finita sul tavolo del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. L’ex commissario straordinario del capoluogo ha chiesto all’ufficio immigrazione della questura di Bologna tutti i carteggi relativi al caso della giovane senegalese.
Intanto sotto le due torri è stato lanciato un appello. “Concedetele un permesso di soggiorno straordinario per motivi umanitari”. É stato il legale Andrea Ronchi a formulare la richiesta consegnata oggi in Piazza Galileo. L’associazione Trama di Terre di Imola, dopo aver condiviso in rete l’appello per la sua liberazione lanciato da Migranda, è pronta ad accoglierla e prendersi cura di lei. Alla base della richiesta di un permesso di soggiorno per motivi umanitari ci sono anche le condizioni di salute della donna. Per il medico che l’ha visitata circa un mese fa il suo stato psicologico sarebbe incompatibile con la detenzione all’interno della struttura. Le ragioni che hanno comportato il trattenimento della donna, sono state definite dall’avvocato Ronchi, prive di attualità. La storia di Adama è divenuta in breve una vicenda simbolo.
“Una vergogna per un paese che si definisce civile e democratico” l’ha definita il sindaco Virginio Merola. Chi si sta mobilitando per la sua liberazione punta il dito conto la legge Bossi- Fini, la stessa che l’aguzzino della donna, un suo connazionale, utilizzava come arma di ricatto per far si che non denunciasse le violenze a cui ogni giorno la sottoponeva.
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