Dagli alberi ultracentenari… alle pere più buone d’Italia (Con i piedi per terra 21:00)
- martedì, 22 dicembre 2009, 0:15
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Nella nuova puntata di Con i piedi per terra che andrà in onda questa sera alle 21:00:
Olivi, ciliegi, castagni, mandorli ma anche peri: sono oltre 1000 gli alberi pluricentenari dell’Emilia-Romagna, veri e propri “patriarchi” vegetali. Alberi da frutto sopravvissuti a guerre, siccità e calamità atmosferiche d’ogni tipo in secoli di storia,
censiti dall’Associazione forlivese “Patriarchi della Natura” e catalogati in due volumi editi dall’Assessorato regionale all’Agricoltura. A contendersi il primato di longevità in Emilia Romagna sono un castagno modenese ed uno bolognese. Entrambi hanno circa 800 anni. Il primo si trova a Monteombraro, in provincia di Modena: ha messo radici in epoca matildea, è cresciuto durante tutto il medioevo, ha allargato le sue fronde durante il rinascimento ed ha fatto ombra a uomini e donne che hanno poi vissuto il risorgimento, due guerre mondiali ed ha superato la soglia del terzo millennio. L’altro castagno “matusalemme” si trova invece a Camugnano, in provincia di Bologna: lo chiamano “Osteria del bugeon” perché al suo interno è stata ricavata una panca in cui si possono sedere ben 12 persone. Anche questo castagno ha attraversato tutto il secondo millennio e la sua linfa vitale continua a scorrere anche nel nuovo millennio. Sul terzo gradino del podio dei “patriarchi verdi” dell’Emilia Romagna, dopo due castagni, troviamo un “nocciolo turco”, a Sogliano sul Rubicone. Si tratta anche in questo caso di un esemplare plurisecolare, che rappresenta un piccolo rebus scientifico per i naturalisti. Il suo tronco ha raggiunto i 25 metri di altezza, un fatto inconsueto per questo genere di pianta che di solito si dipana in più fusti. L’Enea lo sta studiando attentamente.
E poi ancora…
L’Emilia-Romagna è la culla europea della produzione di pere: vi si coltiva il 70% delle pere italiane. In particolare le aree riconosciute dall’Indicazione Geografica Protetta (ottenuta dall’UE nel 1998) sono le province di Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e Ravenna. Unicità e tipicità: sono solo quelle coltivate secondo uno specifico disciplinare di produzione, che ne esalta i requisiti di qualità e salubrità, sancisce che possono essere coltivate solo nelle aree riconosciute , sono a produzione integrata nel rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore, sono raccolte solo quando hanno raggiunto un certo grado di maturazione, possono essere commercializzate solo quando hanno raggiunto un certo grado zuccherino, sono riconoscibili grazie al bollino IGP e certificate da Check Fruit, un organismo accreditato dal Ministero delle Politiche Agricole. La pera è un prodotto che può essere definito merceologicamente maturo, con una gamma varietale consolidata e stabile da anni. Il prodotto vanta molte similitudini con le mele: è facilmente stoccabile ed è presente sui mercati 12 mesi l’anno; ma è anche è un frutto dall’epidermide molto delicata. È sufficiente una pressione troppo forte o una manipolazione non troppo accurata per segnare pesantemente il frutto che per questo viene spesso commercializzato in una fase di maturazione non troppo avanzata.
Nella puntata visiteremo il Ristorante Il Sole, Antica Locanda del Trebbo, proprio alle porte di Bologna, reduce, tra l’altro, da una bella vittoria con il gruppo Chef to Chef.
Ci sposteremo poi ad Assisi dove, sul piazzale antistante la Basilica inferiore, appena scende il buio si accende l’albero di Natale dell’agricoltura italiana…
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