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Da Rimini il grido di dolore degli stabilimenti balneari italiani. Futuro incerto per le nuove regole UE

untitledGli imprenditori balneari italiani manifesteranno in novembre a Roma per il rinnovo delle concessioni demaniali, messo in forse dalle norme Ue sulle gare d’appalto. Circa mille gestori di stabilimenti si sono incontrati al Sun, il Salone dell’Outdoor in corso alla Fiera di Rimini, provenienti da tutte le regioni d’Italia. Giorgio Mussoni, presidente Oasi Confartigianato, ha espresso preoccupazione per il “momento molto incerto per l’adeguamento alle normative europee“. Anche Riccardo Borgo, presidente di Sib-Confcommercio, ha chiesto riferimenti certi: dal prossimo gennaio le concessioni saranno soggette a gara pubblica. Le Regioni, ha ricordato, stanno cercando soluzioni al problema, ma il Governo ha recentemente impugnato la legge dell’Emilia-Romagna davanti alla Corte costituzionale, ritenendola non in linea con le norme europee, per la proroga della concessionefino a vent’anni dal rilascio. Per Borgo “é necessario un coordinamento tra le azioni di tutte le Regioni e le sigle sindacali devono promuovere una grande manifestazione nazionale per sostenere le oltre 25.000 imprese balneari italiane“. I deputati romagnoli Sergio Pizzolante (Pdl) e Gianluca Pini (Lega nord), si sono fatti garanti di un intervento verso il Governo per sbloccare la situazione. Guido Pasi, assessore dell’Emilia-Romagna al Turismo, ha sottolineato che la Regione, nonostante il ricorso costituzionale, continuerà ad applicare la propria legge fino al pronunciamento della Consulta,rinnovando i contratti e concedendo le proroghe.

ASSOBALNEARI VUOLE RICONOSCIMENTO UE PER STABILIMENTI “DOC”

Riconoscimento europeo degli impianti balneari italiani ‘doc’, rideterminazione dei canoni marittimi, riduzione dell’Iva di 13 punti percentuali. Sono le richieste che arrivano dai gestori di stabilimenti balneari riuniti sotto l’egida di Assobalneari Italia, associazione che riunisce circa 800 imprenditori aderenti al sistema Federturismo-Confindustria, e il cui consiglio si è riunito oggi al Sun, il salone internazionale dell’esterno a Rimini. Alla Commissione Europea, Assobalneari chiede di riconoscere la balneazione italiana come ‘prodotto Doc’, con ‘Albo degli impianti balneari’ per quelle realtà che per storia, tradizione e organizzazione imprenditoriale, spiega l’associazione “non possono andare a bando, pena la cancellazione di un prodotto di punta del Made in Italy“. Il turismo balneare italiano – ha spiegato il presidente di Assobalneari Renato Papagni é stato, fino a pochi anni fa, tra le punte di diamante del nostro Paese, anche in termini economici. Oggi non lo è più, causa una perdurante politica del non-fare e del non-decidere che, se portata all’estremo, potrebbe tradursi nel fallimento di oltre 20 mila aziende balneari“.

STESSO BAGNO, STESSO MARE… E’ COSI’ PER IL 70% DEI VACANZIERI: LO RIVELA UN’INDAGINE SIB-LA SAPIENZA

italo_tedescaPulizia della spiaggia, professionalità degli operatori, sicurezza, privacy, presenza del bar: sono i principali motivi per cui un turista sceglie lo stabilimento balneare italiano. Quasi il 70% è fedele alla stessa struttura, il 22% frequenta solo la spiaggia libera. Restano ovviamente irrinunciabili docce e servizi igienici, attrezzature per disabili e la comodità di lettino e ombrellone. In media ad essere più soddisfatti sono gli over 60, seguiti dai giovani fino a 25 anni. Lo dice la prima indagine sulla soddisfazione dei clienti realizzata dall’Università La Sapienza di Roma con il Sib, il Sindacato Italiano Balneari (aderente a Confcommercio) che associa circa 10.000 imprese del settore. La ricerca, ad agosto su 3.200 intervistati in oltre 20 località di 15 regioni, ha sondato gli umori negli stabilimenti (73% dei questionari) e sulle spiagge libere (27%). Per quanto riguarda i costi dei servizi, li ritiene molto adeguati l’11% degli intervistati, abbastanza adeguati il 50% e poco adeguati il 24%, mentre un 8% li giudica inadeguati. Quasi il 30% è molto soddisfatto della qualità del mare, il 54% soddisfatto, l’11% poco soddisfatto. Oltre l’80% dei villeggianti ritiene di aver ricevuto un’accoglienza che giudica molto soddisfacente o soddisfacente, e un 11% si ritiene per nulla o poco soddisfatto. Ad attrarre sono tranquillità del luogo (26%), mare ed arenili puliti (16%), divertimento serale (12%), sicurezza (11%), divertimento diurno (9%), buona cucina (7%). I prezzi convenienti incidono solo per il 7%. Solo il 4,4% è attratto da bellezze naturali o artistiche della zona. Il 61% degli intervistati ha trascorso i 15 giorni medi della sua vacanza frequentando sempre lo stesso stabilimento balneare e il 22% ha spiegato di essere stato solo sulla spiaggia libera.

(ANSA).


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