Crisi, un italiano su 5 rinuncia all’automobile
- mercoledì, 14 dicembre 2011, 12:25
- Attualità, Primo Piano
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L’automobile? Un italiano su cinque ne fa a meno o quasi. Una scelta dettata da convinzioni ambientaliste? No, o comunque non del tutto, visto che sono le ragioni economiche a spingere un patentato su cinque a ridurre drasticamente l’uso della propria autovettura. Si tratta di un cambio di abitudini dettato dalla crisi che da tre anni a questa parte non molla la presa sul nostro paese. A fotografare il rapporto degli italiani con l’automobile è il diciannovesimo rapporto Aci-Censis. Per comodità o necessità l’automobile resta il mezzo preferito dagli italiani anche se cresce il ricorso a mezzi alternativi. Tra pieno, assicurazione e parcheggio per molti l’automobile è diventato un lusso. Mantenere un auto in Italia costa in media 3287 euro all’anno. Quasi la metà della cifra, 1530 euro, viene spesa per il carburante, l’assicurazione costa in media 715 euro e la sosta 218, con un incremento del 5,3% rispetto all’anno precedente. Non bisogna, inoltre, dimenticare che in Italia nel 2011 si è assistito a cinque aumenti delle accise. La crisi spinge a risparmiare sulla manutenzione ordinaria facendo però crescere i costi di quella straordinaria.
Se usare l’auto costa troppo, gli under 30 ripiegano su autobus e scooter mentre tra gli over 45 cresce l’abitudine ad andare in bicicletta o a piedi. Non cresce, invece, il ricorso ai mezzi pubblici. Un dato su cui pesano i tagli al trasporto pubblico locale. Tra le novità viene segnalato anche il farsi strada del car sharing cresciuto del 66% in tre anni con una media di 30.000 utilizzatori al mese.
L’aumento dei costi di gestione dell’automobile incide anche sul mercato dell’auto. Dal 2009 ad oggi le immatricolazioni sono calate del 17% e il parco circolante ha un età media di oltre nove anni.
Sul versante della sicurezza stradale emerge un forte aumento delle multe dovuto agli aumentati controlli. Nonostante questo però aumenta anche il numero di coloro che ammettono di trasgredire al codice della strada. Un dato su cui incide la probabilità di farla franca e la convinzione di non incappare nei tutor grazie alle segnalazioni di navigatori e smarthphone.
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