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Crisi Battistero e Marazzi: qualche spiraglio, ma prosegue presidio dei lavoratori

panettone1“La comunicazione della parziale apertura di credito delle banche, vincolate al rispetto di quanto annunciato dalla proprietà e dai finanziatori di Battistero, l’industria dolciaria di Parma, è un primo, positivo, passo verso il recupero di questa importante realtà industriale di Parma”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila Uil, secondo cui “questi seppur parziali affidamenti permetteranno alla campagna dei panettoni di mettersi in moto, ma il percorso da seguire è ancora tutto in salita”. “Si tratta comunque di un risultato importante, decisivo per la sopravvivenza dell’azienda, reso possibile dalla straordinaria mobilitazione dei lavoratori e dal pressing istituzionale di Provincia e Comune di Parma. Ora manterremo il presidio in azienda per restare sul pezzo giorno dopo giorno e affinché per il medio termine venga preparato un vero piano industriale che riguardi imprenditori del settore interessati a sviluppare le produzioni di Battistero. Se qualcosa ci hanno insegnato questi giorni di manifestazioni e presidi è che il lavoro può tornare ad essere protagonista, lì sono le radici del benessere che si è costruito negli anni, al di là e oltre gli speculatori e i finanzieri. Ci auguriamo anche che le latte sbattute sotto i Portici del Grano abbiano risvegliato una città a volte distratta da shopping e arie verdiane”. (ANSA).

MARAZZI: I SINDACATI DICONO NO AL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA

Il coordinamento sindacale del gruppo Marazzi ha confermato il giudizio negativo espresso da Femca-Cisl, Filcem-Cgil, Uilcem-Uil di Modena, Reggio ed Emilia-Romagna su piano di riorganizzazione dell’azienda, che “non garantisce sviluppo e prospettiva”. Il coordinamento sindacale dice no alla chiusura di due stabilimenti, all’esclusione dalla trattativa di lavoratori somministrati e cooperative, no alla revisione dei trattamenti contrattuali e al taglio di oltre 360 occupati. I presidi davanti agli stabilimenti proseguiranno; ulteriori iniziative di lotta verranno decise in funzione del proseguimento del confronto con l’azienda, lunedì prossimo. Il coordinamento sindacale ha espresso poi, soddisfazione per l’adesione allo sciopero di lunedì. (ANSA).

MARAZZI GROUP SMENTISCE LE INDISCREZIONI SUL NUMERO DEI LICENZIAMENTI, E CONFERMA 960 MILIONI DI INVESTIMENTI SENZA DELOCALIZZAZIONI

Marazzi group – tra i leader mondiali della produzione di piastrelle di ceramica – in una nota afferma che le cifre sugli esuberi “circolate tra le parti e sulla stampa (360 secondo le organizzazioni sindacali,ndr) non trovano alcun riscontro nel percorso proposto dall’ azieneda ai sindacati”. L’ azienda spiega che il piano a medio-lungo termine prevede investimenti in nuove tecnologie nel distretto ceramico per oltre 90 milioni e l’ accorpamento in cinque siti a Sassuolo, Fiorano e Finale Emilia.
Il piano – sottolinea – “non é volto a una delocalizzazione dell’ attività, concentrando la produzione negli stabilimenti esteri, ma ha l’obiettivo di qualificare ulteriormente la produzione italiana del gruppo” e mantenerne competitività e leadership. “Volontà di Marazzi Group – spiega la nota – è trovare un accordo con le parti sociali, anche in relazione alla cultura e alla credibilità acquisite negli anni dal Gruppo nella gestione delle risorse umane, per garantire soluzioni positive in tempi brevi per i lavoratori coinvolti dal piano”. L’ azienda annuncia che è stato convocato per lunedì 19 un tavolo sul piano di sviluppo nella sede di Confindustria Ceramica a Sassuolo con vertici del gruppo e parti sindacali. Inoltre, l’azienda “intende dar corso alla richiesta di cassa integrazione straordinaria e ha già presentato ai sindacati un percorso che comporta una serie di cambiamenti nella gestione interna di tutte le fabbriche che dovrebbe portare, nell’arco di 12-24 mesi, a riassorbire una parte significativa delle maestranze coinvolte”.(ANSA).


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2 Commenti in “Crisi Battistero e Marazzi: qualche spiraglio, ma prosegue presidio dei lavoratori”

  • maurizio scritto il 28 dicembre 2009 pmlunedìMondayEurope/Rome 22:07

    per me senza il “battistero”il natale non è natale.Mi dispiace tanto ma le belle tradizioni stanno scomparendo giorno dopo giorno.Mi auguro che la crisi di questa azienda si risolva presto,poichè io da bambino mi rallegravo nel vedere lo “scatolo rosso”che da solo riempiva le vetrine.Oggi sono triste…..non sapevo nulla della crisi di questa azienda e così fino ad oggi avrò fatto qualcosa come cento chilometri per trovare il “mio panettone”.Vi prego fate qualcosa per salvare il Natale di tante famiglie,parlo degli impiegati in questa azienda,ma soprattutto,(non me ne vogliate)il mio.Oggi ho 42 anni e proprio non riesco a rassegnarmi nel non trovare il “PANETTONE”per i negozi di Napoli.Mi auguro che queste poche righe possano smuovere ‘anche un pò’ le coscienze di qualcuno o siano utili in qualche modo a far si che il mio Natale continui così come comiciò nel 1968.Grazie.

  • Pasquale scritto il 31 dicembre 2009 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 16:58

    Ha ragione il sig. Maurizio perchè anche per me senza il “Battistero” il Natale non è Natale

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