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Creato a Bologna da Ivan Dimitrov il “Drappellone” del Palio di Siena

Un applauso convinto, di oltre 2 minuti e mezzo: così le istituzioni della città di Siena con il sindaco Bruno Valentini, le rappresentanze delle Contrade del Palio e un folto pubblico hanno ufficialmente salutato ieri il Drappellone – o ‘cencio’ come lo chiamano i senesi, ovvero l’ambito trofeo di cui si fregerà la Contrada vincitrice il prossimo 16 agosto, realizzato quest’anno da Ivan Dimitrov, artista bulgaro ma bolognese d’adozione approdato in Italia negli anni ’70.
La città di Siena ha scelto Dimitrov anche per una sorta di gemellaggio ben augurante: la Bulgaria e l’Italia esprimeranno a breve una capitale europea della cultura per il 2019. Un bella soddisfazione per il ‘bolognese’ Dimitrov, al quale è stata commissionata appositamente l’opera, succedendo ad illustri artisti cimentatisi nelle edizioni passate.
Il Drappellone in seta, creato in gran segreto in questi mesi nello studio bolognese di Dimitrov in via Santo Stefano e ‘svelato’ solo ieri in pompa magna a Siena, aveva, come ogni anno, un tema assegnato: per il 2014 si trattava di un omaggio a Mario Luzi, nel centenario della nascita del poeta, che proprio qui a Siena ha vissuto e approfondito il suo genio.
Nei due metri e cinquanta per ottanta del drappo, l’artista è riuscito a tradurre con la pittura il respiro simbolico e lirico dell’opera poetica ‘Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini’, denso poema che Luzi dedicò a Simone Martini e soprattutto alla città di Siena. L’opera di Dimitrov raffigura la città in un tempo fermo e ideale, capace di rievocare le atmosfere e le emozioni luziane sul mito di Siena e della sua Festa e sul suo rapporto di partecipazione con il paesaggio circostante.
La prospettiva dell’opera è ‘a volo d’uccello’, una visione dall’alto, dunque, per mostrare sia la città che le colline in lontananza, icone del paesaggio toscano tanto caro a Luzi. La luce è quella del primo mattino, che esalta le sfumature e i colori tipici delle Terre di Siena. La visione portante e il sentito omaggio a Luzi è di rappresentare l’alba e il divenire della giornata del Palio, idea richiamata anche nella poesia di Luzi ‘Mi guarda Siena’, riportata integralmente sul retro del Drappellone.
Nella parte bassa, davanti alla città, in primo piano c’è invece il protagonista assoluto del Palio, il cavallo, ‘surreale’ e di forte impatto che esce dall’oscurità. Colto nel furore del suo spirito sintetizza, grazie al colore rosso e all’espressione marcata, la forza, la lotta e la passione della giornata del Palio.
Al di sopra di tutto, attorniata da una ghirlanda formata dagli stemmi delle Contrade, c’è la Madonna Assunta alla quale è dedicato il Palio di agosto: “ho voluto raffigurare la ‘Maestà’ di Simone Martini, la Madonna vestita di oro e di azzurro che ha ispirato Luzi nella sua poesia della raccolta ‘Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini’ ” ha spiegato Dimitrov. Figura solenne e delicata, dipinta con colori primari abbondanti in una scelta cromatica che trae origine nel percorso artistico di Dimitrov, legato anche all’arte bizantina del suo paese nativo.
Sul retro, semplicemente, come da un libro aperto, appare la poesia ‘Mi guarda Siena’, così piena del forte sentimento che legava Luzi alla città da emozionare Ivan Dimitrov che non ha potuto fare a meno di riprenderla. E altrettanto forte sarà certamente l’emozione del pubblico del Palio che porterà in trionfo il Drappellone del vincitore.


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Barbara Paknazar

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