Corioni: “Bologna: Diamanti-Caracciolo? Per 9 milioni si può fare subito”

Intervista al presidente del Brescia, Gino Corioni, nel corso della trasmissione Tempi Supplementari, in onda su Telecentro-Odeon TV

Presidente, uno dei temi caldi degli ultimi giorni è l’inchiesta sul calcioscommesse. Lei che idea si è fatto, specialmente ora che la vicenda sembra essersi progressivamente ridimensionata?
Secondo me, tanto fumo e poco arrosto: questa è l’impressione. Ovviamente, chi fa le indagini conosce meglio le cose, ma l’impressione che si ha da fuori è che non ci siano grosse irregolarità.

Conviene, quindi, con chi, all’interno del mondo del calcio, parla di accanimento di mass media su alcuni dei protagonisti la cui posizione era tutta da verificare?
Accanimento per come sono venute fuori certe notizie. Ma le notizie c’erano e i mass media le devono dare. Quando i mass media traggono delle conclusioni è sbagliato, ma quando la notizia c’è, c’è. Forse era il caso di tenere un po’ più di attenzione sulle intercettazioni. Se io dico di scommettere sul 3-1 di qualche squadra, può anche essere anche una mia idea, una mia convinzione o, come appunto dice il nome stesso, una mia scommessa: non necessariamente c’è qualcosa di sporco.

Esiste ancora la trattativa con il Bologna per Caracciolo?
Caracciolo è il più grande centravanti in vendita che può giocare in serie A e può fare 20 gol in serie A e adesso ha raggiunto anche la necessaria maturità. Lo scorso hanno ne ha fatti 13-14 ma è stato sfortunatissimo: ha preso più traverse che fatto gol, sono gli anni in cui va tutto male. Io in serie B non posso mantenerlo e lui, a 29 anni, è giusto che stia in A.

Quindi con il Bologna la trattativa c’è?
La trattativa c’è, ma anche altri sono interessati.

Le voci secondo cui il valore di Caracciolo si aggira sui 6-7 milioni sono fondate?
Si, sono fondate: il valore del giocatore è quello. Forse anche qualcosa meno, se si fa subito.

Al neo tecnico del Bologna, Pierpaolo Bisoli, piace Diamanti: anche lui è in vendita?
Per forza: come faccio a far star Diamanti in B? Per chi lo capisce, questo non è un campione, è un fenomeno. Da noi è migliorato moltissimo. Fino a qualche tempo gli chiedevo: ma che fai, con la classe che hai? E lui mi rispondeva: presidente, io non ho mai voluto giocare a calcio: mi facevano giocare per forza ma io non volevo. Ora sono due-tre anni che lui vuole giocare a calcio. Nelle prime partite di questa stagione si è fatto squalificare 5-6 volte, adesso questa cosa non ce l’ha più. E’ un bravissimo ragazzo, non è per niente bizzarro e se si riesce a farlo giocare come sa non c’è nessuno in Italia come lui. Se ai tempi di Mazzone e Baggio, Mazzone avesse preteso quello che pretendeva il mio allenatore di quest’anno, e cioè ‘fai come ti dico io’, Baggio non avrebbe mai giocato. Mazzone diceva a Baggio: gioca, stai in quella zona e cerca di fare del tuo meglio. Se a Baggio gli dici, come ai bambini di prima elementare, ‘devi fare l’astina’, Baggio ti manda a quel paese. Il nostro allenatore voleva fare così con Diamanti: o fai le aste o ti mando in panchina. E mandare in panchina certi giocatori è difficile: lo si può fare perché non risolvono un problema di algebra, non per le aste…

Conferma che il Bologna è interessato, quindi, anche a Diamanti? Ed è vera la voce secondo cui il Brescia avrebbe proposto un pacchetto Diamanti-Caracciolo a 10-11 milioni?
Anche meno: se mi vengono dati subito, anche 9 milioni. Ma di Diamanti vendo la metà, non lo vendo tutto.

A lei interessa qualche giocatore del Bologna?
No, niente contropartite tecniche.

Che idea si è fatto dell’ingaggio di Salvatore Bagni come uomo mercato?
Bagni è un bravo ragazzo: per qualche mese, ai tempi, è stato anche un nostro giocatore a Bologna.

Tanti tifosi sono preoccupati per la condizione economica di molte società, dalla serie A fino alle serie inferiori. Anche lei riscontra che questo è un problema attuale del calcio italiano?
Io sono 43 anni che faccio il presidente e sono 43 anni che sono in difficoltà. Spero di superare anche questa.

Una eventuale ristrutturazione del sistema calcio attraverso che cosa passa?
Prima di tutto il ridimensionamento degli ingaggi. E poi la serie A è ricca e gli altri sono poveri, quindi devono comportarsi da poveri. In serie A guadagnano tutti: quelli che sanno fare, non asini come me che retrocedono il primo anno dopo aver preso dei campioni.

Che serie B sarà quella del prossimo anno?
Sentiamo alla fine di maggio dell’anno prossimo…

L’obiettivo è comunque quello di tornare in A.
Si gioca sempre per vincere: però con i ragazzini.

Ha mai pensato di gettare la spugna?
Al momento no: ma nel giro di una trentina d’anni dovrò farlo. (ride, ndr)
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Matteo Fogacci

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