Continua la protesta dei tir. Blocchi a Piacenza e Fiorenzuola

La rivolta degli autotrasportatori ha la sua prima vittima: un manifestante travolto e ucciso da un camion guidato da una donna tedesca che cercava di aprirsi un varco tra i mezzi ad Asti. L’incidente non ferma la protesta dei camionisti che da ieri stanno bloccando i caselli impedendo ai loro colleghi di accedere in autostrada. Per Viabilità Italia la situazione della circolazione sta migliorando ma presidi e blocchi continuano a creare disagi in tutto il paese. In Emilia- Romagna i mezzi pesanti continuano a bloccare i caselli di Piacenza nord e di Fiorenzuola. Nonostante i tentativi della Polizia stradale di limitare i disagi sulla circolazione la protesta ha ha avuto ripercussioni sul traffico della Via Emilia. La situazione resta critica anche nel ravennate dove oltre 400 autoarticolati sostano sulla statale Romea.
Le conseguenze dello sciopero però iniziano ad andare oltre quelle alla circolazione stradale e questa mattina a causa dei blocchi molti stabilimenti Fiat sono rimasti chiusi. A Napoli manca la benzina e in Calabria si teme per il rifornimento dei negozi di alimentari. “ L’Italia deve garantire la libera circolazione delle merci” e il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri “ha assicurato che il governo farà tutto il necessario” ha detto all’Ansa il vicepresidente della della Commissione europea Antonio Tajani. Le rassicurazioni non bastano però al Codacons che punta il dito contro il Viminale e chiede “cosa debba succedere ancora prima che il ministro dell’Interno si decida a precettare i camionisti”. A tal fine l’associazione dei consumatori ha anche chiesto l’intervento dei prefetti, tra cui quello di Piacenza. Le manifestazioni dei camionisti che protestano contro il rincaro del gasolio e dei pedaggi autostradali preoccupano anche la Coldiretti. “Sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili al giorno che quotidianamente dalle aziende agricole e le stalle raggiungono i mercati e le industrie di trasformazione per arrivare sugli scaffali di negozi e supermercati”, spiega l’organizzazione che denuncia anche il rischio di effetti speculativi sui prezzi di frutta e verdura. Aumenti di prezzo che in alcune città sono stati già registrati.
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Francesca Mozzi

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