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Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero accusata di truffa aggravata

La Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero è nel mirino della Procura di Bologna che ha aperto un fascicolo dopo l’accusa di truffa aggravata commessa ai danni della Regione Emilia Romagna. Gli inquirenti vogliono fare luce sui criteri di assegnazione dei fondi ad associazioni e istituti in Italia e all’estero.

Tre indagati con l’accusa di truffa aggravata per le spese della Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero, l’organismo creato dalla Regione nel 2006 e guidato fin dalla sua nascita da Silvia Bartolini (PD).
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La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per indagare sui finanziamenti ottenuti da alcune associazioni per attività destinate ai corregionali che ora abitano fuori dai confini italiani. Si tratterebbe di associazioni che non avrebbero avuto i requisiti utili per ottenere i fondi. Ma quanto costa alla Regione la Consulta per gli emiliano-romagnoli all’estero? Oltre 170mila euro all’anno. A finire nel mirino sono soprattutto i due istituti Fernando Santi di Reggio Emilia. A loro era rivolto l’esposto anonimo giunto in Procura e sul quale sta lavorando la pm Morena Plazzi con la Squadra mobile. Il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Alfredo Bertelli ha dichiarato che la Regione potrebbe costituirsi parte lesa. “Voglio ricordare – ha aggiunto – che sul ruolo e il funzionamento della Consulta è aperta da tempo una discussione e i gruppi consiliari hanno giustamente preso l’impegno di giungere a formulare una proposta di riforma, la più condivisa possibile. L’indagine ha riacceso le polemiche sulla funzionalità e utilità dello stesso organismo. “E’ dalla scorsa legislatura che ne chiedo l’abolizione”, ricorda la consigliera regionale dell’Udc Silvia Noè, rilevando che “da oltre un anno si aspetta, invano, che la Giunta proponga la riforma dell’ente”. Liana Barbati dell’Idv spara da tre giorni sulla Consulta: “Ho chiesto l’abolizione, ritengo che sia ora di verificare in maniera più puntuale e veloce la validità delle iniziative. Per essere vicini, davvero, agli emiliano-romagnoli lontani è arrivato il momento di pensare ad una formula più adatta”. Barbati sottolinea che dal 2008 al 2013 su circa mezzo milione di finanziamenti, ben 303 mila sono stati concessi a tre associazioni, per 27 progetti. Tra i beneficiari, per 161mila euro, gli Istituti Fernando Santi.
Secondo Giovanni Favia la Consulta è una “struttura costosa e piena di sprechi che serve solo per raggranellare voti all’estero, mascherata da ente per la promozione culturale”. Il Pd invece la difende: “Non mi accodo al coro di demagogia e sono contraria alla sua abolizione — ha detto Anna Pariani, capogruppo—perché ho capito da molte associazioni e imprese quanto sia uno straordinario veicolo di relazione nel mondo per la nostra Regione”.


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