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Congressi PD: alla Bolognina vince Bersani (61%). A Bellaria Marino supera Franceschini

pierluigi_bersaniIl cuore della Bolognina, la storica sezione bolognese del Pd, dove venti anni fa avvenne la svolta di Achille Occhetto, batte per Pier Luigi Bersani. La sua mozione si è infatti aggiudicata il congresso del circolo con 77 voti su 126 votanti, pari al 61,1%. Gli altri due candidati, Dario Franceschini e Ignazio Marino, hanno ottenuto rispettivamente 31 e 18 voti, ovvero il 24,6% e il 14,3%. Favorevole al candidato che sostiene Bersani, Stefano Bonaccini, la consultazione per il segretario regionale. Per lui 69 voti (56,1%), contro i 31 (25,2%) della ‘franceschiniana’ Mariangela Bastico e i 23 (18,7%) di Thomas Casadei, sostenuto dalla mozione di Marino. Per l’elezione del segretario regionale ci sono state anche tre schede bianche.(ANSA).
I più anziani, molti dei quali partigiani, invitano i giovani a pensare al futuro. E si appassionano a discutere di mozioni, di speranze e di sogni, dicendo: “Siete voi che adesso dovete percorrere la strada, l’importante, però, è rimanere uniti”. Il circolo Pd della Bolognina, popoloso e popolare quartiere di Bologna, che ha tenuto il suo congresso (premiando Bersani con il 61,1%% del voto degli iscritti) per la scelta del segretario, non è un circolo come un altro. Qui la storia c’é passata almeno un paio di volte. Nell’ autunno del 1944 è stato uno dei luoghi più simbolici della resistenza partigiana: quasi l’intero quartiere era mobilitato, vecchi, donne, bambini. Le camicie nere non ci entravano, perché dalle finestre volavano le pallottole. In ogni strada c’é una lapide che ricorda un episodio, una fucilazione, un rastrellamento. Il 15 novembre 1944 ci fu una battaglia dove furono uccisi una decina di partigiani. Dopo 45 anni la storia (almeno quella della sinistra italiana) ci ripassò, tornando da Berlino, dove era appena caduto il muro. L’allora segretario comunista Achille Occhetto, andò proprio da quei partigiani, per dire all’Italia che era l’ora di chiudere la storia del Pci. Fu la ‘Svolta della Bolognina’, che fece nascere, due anni dopo, il Pds. Il ricordo di quella giornata pervade ancora queste strade. Elio si iscrisse subito al Pds, ora fa parte del Pd e sostiene Bersani. Ma di quella giornata preferisce non parlare, “lasciamo perdere”, perché gli vengono le lacrime agli occhi.
Recentemente l’attuale segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, è stato proprio qui per ricordare come quello “strappo” sia stato fondamentale per la nascita poi dell’Ulivo ed ora dello stesso Partito Democratico. Da Roma Occhetto l’ha ringraziato per l’apprezzamento, aggiungendo con un punta di polemiche che c’è voluto un “ex democristiano” (per l’appunto Franceschini, che in gioventù ha militato nello scudo crociato facendo riferimento alla corrente di De Mita) per riconoscere l’importanza della sua svolta.
Le idee, quelle che si scrivono non solo con la ‘i’, ma con tutte le lettere maiuscole, non si possono distruggere, neanche in vent’anni. “Ma furono proprio i partigiani – ricorda Duccio Campagnoli, oggi assessore regionale alle attività produttive – che allora ci spronavano a guardare avanti”. Ma quella domenica di novembre c’é anche chi la ricorda con grande gioia. “Quando Occhetto disse quelle cose – racconta Amedeo – per molti fu una tragedia. Ma io fui contento: non si poteva tornare indietro, era giusto mettere una pietra tombale sul Pci. Adesso però serve un Pd all’altezza”. E i candidati di oggi? “Mi piacciono tutti e tre: Franceschini e Marino sono due persone in gamba, importanti per il nostro partito. Ma il mio preferito è Bersani”.
Franceschini nei giorni scorsi ha visitato il circolo e non c’é nessuno che si azzarda a parlarne male. Ma ha raccolto consensi soprattutto fra gli iscritti che provengono dalla Margherita, fermandosi al 24,6%.
Anche Ignazio Marino, alla Bolognina, ha un non piccolo nucleo di sostenitori: per lui il 14,3%. Ma, il cuore della Bolognina batte per Pier Luigi Bersani. Un buon numero di iscritti (126) ha votato: giovani e anziani, fra loro anche una leggenda del basket come Renato Villalta. C’é chi, come Pierluigi, ha 19 anni, nel 1989 non era ancora nato. “Scelgo Bersani – rivendica e argomenta – il Pd adesso deve avere una linea, altrimenti si perdono milioni di voti”. Un vecchio esce dalla sezione dopo aver votato, sorreggendosi su un bastone, gli dà una pacca sulla spalla, severo quasi lo rimprovera con lo sguardo: “Ragazzino, ora tocca a te, qui si fa sul serio. Questa è la nostra storia, questa è la tua, la vostra storia. Se ve la dimenticate, se la gettate via sarete una generazione disgraziata”. (da un servizio di [email protected]).

CONGRESSI PD: PRODI VOTA NEL CIRCOLO GALVANI, MA NON DICE PER CHI

Anche Romano Prodi ha partecipato al congresso del circolo del Pd al quale è iscritto. Nel pomeriggio di ieri è infatti andato, insieme alla moglie Flavia e al figlio Giorgio, a votare per la scelta del segretario al circolo Galvani di via Orfeo, nel centro di Bologna, poco lontano da casa sua. Anche dopo aver votato, però, non ha voluto rivelare a quale dei tre candidati sia andata la sua preferenza.

PD: A BELLARIA VINCE BERSANI (42%), MARINO E’ SECONDO (34%)

Nel congresso del circolo Pd di Bellaria ha vinto Bersani col 42% (31 voti), Marino è secondo e vicino con il 34% (25) e Franceschini terzo con il 24%. “Sono eccezionali i risultati ottenuti dalla mozione congressuale Marino nella assemblea congressuale dei circoli Pd di Bellaria e Igea Marina – ha sottolineato Alga Franciosi, coordinatrice locale della mozione -. A Bellaria, in particolare, Marino supera largamente il segretario Franceschini ed ottiene uno dei migliori risultati in regione. Anche l’11% di Igea Marina per Marino (che sale al 15% per la mozione regionale collegata di Casadei) è positivo e migliore del dato medio regionale. Sapevamo di esprimere una posizione condivisa da molti iscritti ma la fiducia verso la nostra mozione è stata superiore ad ogni attesa. Per la prima volta, da tempo immemorabile, gli iscritti sono stati coinvolti in un confronto vero – ha osservato -. Ci fa piacere che abbia partecipato al voto la metà degli aventi diritto a fronte del 40% della media regionale. Finalmente il dibattito è uscito da un ristretto consesso. A nessuno permetteremo più di agire nel Pd in modo autoreferenziale ed esclusivo. Ci siamo riappropriati di un ruolo significativo nel partito ma non ci basta. Ora all’elettorato democratico chiediamo di partecipare alle primarie del 25 ottobre dando a Marino i consensi perché diventi segretario: ce la possiamo fare”.
(ANSA).


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