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Confronto a distanza Franceschini-Bersani alla Festa PD. Protesta della Bastico: non rispettata la par condicio interna

bersani_franceschini_5_180209--400x300Confronto finale a distanza fra Franceschini e Bersani, ad un giorno l’uno dall’altro, alla Festa dell’Unità di Bologna. I due principali contendenti alla segreteria del Pd, su una cosa si sono trovati in perfetta sintonia, dicendo quasi le stesse parole: e cioè a prendersela con il ministro Brunetta per le sue dichiarazioni sulla “sinistra del male”. “L’unica brunetta che rispetto – aveva detto il giorno prima Franceschini – è quella dei Ricchi e Poveri”; “Brunetta col popolo? Ma se aiuta i ricchi evasori! – ha continuato Bersani ieri dallo stesso pulpito – Nessuno che dica a Tremonti e Brunetta che stanno dicendo balle. Come quella che in Inghilterra il condono sarebbe anche più buono perché quello italiano è più caro. No. L’Inghilterra lo fa pagare al 40% e non c’è anonimato. La Francia e gli Usa al 50% e non c’è anonimato. L’Italia al 5% e garantisce l’anonimato”.
“Se cade Berlusconi – ha continuato ieri Bersani – diranno che secondo loro sarà un colpo di stato. Se cade Prodi è normale. E chi lo fa per loro il colpo di stato? I poteri forti sostenuti dalla sinistra, dicono. Per questo ci sono stati tutti questi attacchi alle banche, alla sinistra, ai cosiddetti poteri forti. Il pifferaio – ha detto Bersani – deve far vedere che se la prende con i grossi. E’ la deriva populista che serve per precostituire l’alibi nel caso che Berlusconi cada”.
Il giorno prima anche Franceschini, sempre al Festival dell’Unità, aveva espresso un giudizio estremamente severo sullo scudo fiscale: “E’ una vergogna – aveva detto – Corrisponde ad un condono, è una truffa nei confronti di chi ha sempre pagato le tasse. Ora chi non lo ha fatto si trova a pagare solo il 5 per cento”.
Ieri Pierluigi Bersani ha criticato anche gli articoli del quotidiano “Libero” sulla trasferta del capo dello stato in Giappone (definita “una vacanza diplomatica” che avrebbe anche fatto ritardare il rimpatrio delle salme dei caduti in Afghanistan).
“C’è chi usa la stampa e l’informazione brandendola come un bastone – ha commentato Bersani – Già è un modo inaccettabile, ma diventa inaudito e inaspettato quando tocca la più alta carica dello stato. Finchè è dentro la contesa politica, uno può farsene anche una ragione, ma se adesso arriva ad investire anche il capo dello stato, Giorgio Napolitano, che sta gestendo il suo ruolo con un’autonomia ed un profilo di indipendenza ed un senso di responsabilità che tutti riconoscono, è un fatto inaudito”.

Mentre Franeschini e Bersani si confrontavano a distanza dal palco della Festa dell’Unità bolognese, nella stessa provincia si sono avviate le votazioni precongressuali nei circoli del partito democratico. Dopo i primi tre congressi, svolti da venerdì scorso a Trebbo di Reno (Castel Maggiore), Granaglione e Monghidoro, Bersani è in testa per la candidatura alla segreteria nazionale (57 voti, 53,8%) su Franceschini (47 voti, 44,3%) ed Ignazio Marino (2 voti, 1,9%).
Per quanto riguarda invece la segreteria regionale c’è invece una situazione ribaltata: in testa c’è la “franceschiniana” Mariangela Bastico (59 voti, 56,2%) sul “bersaniano” Bonaccini (42 voti, 40%) e su Thomas, rappresentante della mozione Marino (3 voti, 8%).
Dall’imolese giungono invece segnali di “voto bulgaro” per Bersani, che nei primi risultati ha passato l’80 per cento.

MARIANGELA BASTICO (mozione Franceschini) PROTESTA: “BERSANI NON HA RFISPETTATO LA PAR CONDICIO INTERNA DEL PD: UNA SCORRETTEZZA MA ANCHE UN SEGNO DI DEBOLEZZA”

“Uno strappo alla par condicio”, un “episodio grave per il Pd di Bologna” ed infine una “furbata alla quale non si poteva porre rimedio perché era di fatto l’ultima sera della festa”. Mariangela Bastico, candidata alla segreteria regionale dell’Emilia-Romagna, per la mozione Franceschini, non risparmia le parole per protestare per quello che considera una “caduta di stile”. Ieri sera alla fine della sua intervista alla festa dell’Unità di Bologna, Bersani ha chiamato sul palco Stefano Bonaccini, segretario Pd a Modena e candidato per lo stesso Bersani alla segreteria regionale. Bonaccini dunque per alcuni minuti ha parlato a sorpresa alla folla fuori da ogni accordo in un programma che era stato concordato al millimetro davanti ai dirigenti del partito (fra cui Vasco Errani, il sindaco di Bologna Delbono ed il segretario bolognese De Maria). “Lo ritengo grave dal punto di vista degli interlocutori che sono due candidati autorevoli per la segreteria nazionale e regionale – attacca la Bastico – io penso che il rispetto delle regole debba costituire sempre una guida nel comportamento di tutti nel partito ed in particolare di chi si candida”.
“Credo che sia stato un episodio grave – insiste la Bastico – perché il Pd di Bologna non ha garantito la par condicio dei candidati in una realtà come Bologna dove avevamo concordato tutto ed io segnalo di aver rinunciato ad una iniziativa che mi stava a cuore” proprio per rispettare la parità dei tempi. Ma penso che questo episodio – osserva ancora la candidata per la mozione Franceschini – “nasca da un allarme per i risultati a livello regionale. Sono molto differenti rispetto alle aspettative di chi pensava di poter vincere 90% a 10% o 85% a 15% ed invece si trova collocato in un andamento di carattere nazionale e per l’Emilia-Romagna, regione clou per le presenze bersaniane, non è un risultato soddisfacente”.
Insomma un “segno di grande preoccupazione – conclude la Bastico – che ha rafforzato l’idea di un candidato regionale molto ‘referenziato’ cioè molto sostenuto da referenti illustri e ieri sera si è approfittato dell’occasione per rafforzare proprio l’idea che lui è una persona garantita e referenziata”.

(ANSA).


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