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Cocoricò: Alfano annuncia la linea dura contro la droga nei locali notturni

Non si arrestano le polemiche dopo la chiusura per 120 giorni del Cocoricò di Riccione. Il Ministro dell’Interno Alfano ha annunciato la linea dura contro la droga e lo spaccio nei locali. Da uno degli azionisti della discoteca viene rilanciata la proposta del Daspo per le discoteche.

Tolleranza zero contro quello che viene definito lo sballo che uccide: ad annunciarla, tornando sulla questione della chiusura per 4 mesi del Cocorico’ è il Ministro degli Interni Angelino Alfano. “Continueremo a prendere provvedimenti severi in materia di prevenzione e repressione-ha detto- ma su un punto voglio essere chiaro: non esiste linea dura contro le discoteche, ma contro la vendita e la cessione di droga nelle discoteche”. Per il titolare del Viminale i controlli a tappeto nei locali sono la strategia più efficace. Tornando poi sulle reazioni alla chiusura del Cocoricò e alle proteste dei gestori, che reputano il provvedimento troppo severo, il ministro conferma: “Abbiamo il dovere di seguire la linea dura”.

Duro il commento del deputato e Segretario della Lega Nord Romagna Gianluca Pini o che accusa il ministro di ipocrisia e parla di ‘operazione ocurantista’. Apertura invece viene dal Silb, il sindacato locali da ballo Emilia-Romagna che rappresenta 400 imprese di cui 50 nella provincia di Rimini. “Bene l’iniziativa del Governo e un plauso alle parole del ministro Alfano, ma proprio al ministro al quale ieri abbiamo chiesto un incontro, proporremo una modifica dell’articolo cento del Tulps che penalizza i locali per cose che non dipendono da loro”-ha detto il segretario Gianni Indino. “Anche noi – dice – siamo in prima linea contro lo sballo”.”

Fabrizio de Meis, uno dei cinque azionisti del Cocoricò ha invece dichiarato: “c’è una proposta di legge ferma da tempo in Parlamento che prevede l’istituzione di un Daspo per le discoteche. Il sistema è analogo a quello che vige negli stadi di calcio. In altre parole chi commette reati all’interno di un locale notturno non ci deve più mettere piede. La proposta è ferma da un anno alla Camera e, a questo punto, è arrivato il momento di riprenderla in mano”. “Chiediamo anche la possibilità di eseguire tamponi sulla saliva dei clienti all’entrata e all’uscita dal locale. Così potremmo facilmente individuare chi fa uso di sostanze stupefacenti prima o durante la permanenza in discoteca. Attualmente abbiamo anche un problema legato alla privacy che ci impedisce di fare perquisizioni a tappeto sugli avventori”. Per De Meis, l’ordinanza della Questura di Rimini, che ha imposto la chiusura “è un provvedimento inutile che non risolve il problema dello spaccio di droga. Faremo ricorso al Tar – conferma – e, se verrà respinto, chiuderemo definitivamente i battenti. In questo periodo dell’anno non potremmo sopravvivere a una chiusura di 120 giorni”. ”


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Vittorio Pastanella

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