Il giudizio di CNA Emilia-Romagna sulla manovra: non aiuta la crescita e peserà sui più deboli
Una manovra che pesa sulle fasce più deboli e sul ceto medio, che manca di riforme strutturali e che non ha avuto il coraggio di agire su uno dei fardelli del Paese: il costo della politica e del funzionamento della macchina pubblica. Nel giorno dell’approvazione al Senato delle misure anti crisi, che dovrebbero dare una boccata d’ossigeno ai conti nazionali, arriva la bocciatura da parte del mondo dell’artigianato e delle piccole imprese dell’Emilia-Romagna. Nel mirino c’è l’aumento dell’Iva che di certo non stimolerà la ripresa dei consumi ma c’è anche un ragionamento più complessivo. Tanti tira e molla sul testo da approvare, tensioni interne e indecisioni che di certo non hanno dato l’immagine di un Paese in grado di ragionare con serietà sul proprio futuro.
Piazza Affari questa mattina si è svegliata con una ripresa del 3%. Anche l’Europa sembra guardare con benevolenza a questa nuova versione della manovra, modificata dopo il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, davanti a mercati finanziari nel baratro, aveva invocato misure più efficaci. A dare ottimismo alle Borse è stata anche però anche la decisione della Germania di dare il via libera al fondo salva stati. E nella manovra italiana, che vale ora 54,2 milioni di euro per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, pesa come un macigno l’assenza di misure orientate alla crescita.
Dal maxiemendamento è intanto spuntata una riduzione dei tagli alle indennità dei parlamentari. Ulteriore prova dell’incapacità di smantellare privilegi e autorefenzialità.
Nel video intervista a: Gabriele Morelli, segretario CNA Emilia-Romagna
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