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Champions: crollo Juventus senza alibi

Un tonfo che risuonerà in tutta Europa. La Juventus scivola in Europa League, demolita a domicilio da un Bayern Monaco privo di Ribery e con Robben a mezzo servizio: è la vittoria di Louis Van Gaal, troppo più esperto e abituato a questi livelli rispetto a Ferrara, che non trova contromisure al dominio bavarese iniziato al primo minuto e conclusosi solo al fischio finale dello svizzero Busacca. Faranno discutere le scelte del tecnico partenopeo, che opta per il rombo contro una squadra abilissima nel far girare palla verso le corsie.

PERLA TREZEGOL – Mossa a sorpresa dell’allenatore juventino: Trezeguet al posto di Amauri vicino a Del Piero, mentre dall’altra parte c’è la conferma per Muller nel ruolo di esterno destro di centrocampo del 4-4-2. Sin dall’avvio il Bayern prende possesso del match: Schweinsteiger spreca già al quinto, mentre al 12′ Buffon deve ringraziare il palo alla sua sinistra che ferma l’incornata di Olic. Solo un pasticcio degli ospiti può far sorridere la Juventus, ed è quel che avviene al 19′. Diego soffia la sfera a Demichelis e serve Marchisio, il cui cross mancino trova Trezeguet solo al limite dell’area. Il francese non ci pensa su due volte: destro al volo in acrobazia e Butt è trafitto dal centro numero 168 del bomber di Rouen in maglia bianconera.

ASSALTO BAYERN – I bavaresi riprendono a macinare gioco come se nulla fosse accaduto. Schweinsteiger e Olic impensieriscono nuovamente Buffon, ma la svolta arriva alla mezz’ora. Caceres stende ingenuamente il centravanti croato, sul dischetto si presenta Butt, portiere goleador che fredda il collega italiano. Strano a dirsi, ma per l’estremo difensore tedesco è il terzo gol in carriera contro la Juventus. Passano soli due minuti e Felipe Melo si inventa un colpo di tacco al limite della propria area che scatena il sinistro di Schweinsteiger, deviato in angolo. Sugli sviluppi del corner Gomez ha la chance per l’immediato 1-2, ma la sua girata aerea è fuori misura. Il forcing prosegue fino all’intervallo, dove Ferrara cerca, senza riuscirci, di riordinare le idee: dal tunnel non esce Del Piero ma Poulsen, il 4-4-2 a rombo diventa così un 4-5-1 con Diego nell’inedita e inadatta veste di esterno sinistro.

DOMINIO BAVARESE – Parvenza di risveglio dei padroni di casa nei primissimi minuti, ma è una vana illusione. Al 6′ Diego regala a Pranjic il pallone al limite dell’area, un minuto dopo Olic punisce la corta respinta di Buffon, arrivata in seguito ad un colpo di testa di Van Buyten lasciato colpevolmente solo da un disastroso Felipe Melo. Mancherebbero 38 minuti alla fine del match, ma la Juventus non dà mai nemmeno l’idea di poter riagguantare la situazione. Al 20′ Ferrara richiama in panchina Diego per Amauri: dagli spalti piovono fischi. Il cambio sembra però sortire effetti: 60 secondi dopo l’avvicendamento Caceres mette in mezzo per Trezeguet, che stavolta non è preciso e spara in curva. Cannavaro e Legrottaglie salvano in almeno tre occasioni Buffon, ma devono capitolare al 38′. Corner da destra, Van Buyten trova la spizzata sul primo palo che mette in crisi l’estremo bianconero, bravo comunque a salvare. Ma come in occasione del secondo gol, non tarda la zampata vincente in respinta: è il turno di Gomez. E’ la rete qualificazione, cui si aggiunge in pieno recupero il siluro di Tymoschuk che fissa il risultato sull’1-4 che vuol dire ottavi di Champions per il Bayern e “retrocessione” in Europa League per la Juventus.

L’AMAREZZA DI FERRARA – Non cerca alibi il tecnico juventino, che analizza il pesante ko. “Tanta delusione, per il sottoscritto e per l’ambiente. Uscire così fa male, ma se nelle ultime due partite non abbiamo raccolto punti vuol dire che non siamo in grado di gestire determinate situazioni. Ci sono stati superiori in tutto, tecnicamente, tatticamente e nella corsa, mettendoci in crisi non solo sulle corsie ma anche tra le linee”. Ferrara difende Diego e Felipe Melo, ferocemente fischiati dal pubblico. “E’ sbagliato colpevolizzarli, è stata la prestazione di tutti ad essere di basso livello”. (fonte www.repubblica.it)David_Trezeguet


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Maurizio Rizzi

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