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Cecconi: “Di Vaio deve giocare. Il Bologna in casa deve rendere di più”

L’intervista realizzata da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex giocatore e tecnico rossoblù Luca Cecconi, nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari”, in onda su Telecentro-OdeonTv

L'ex giocatore e allenatore rossoblu, Luca Cecconi

Di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto

Luca, c’è chi è dell’idea che sarebbe opportuno far rifiatare Di Vaio e far giocare dal primo minuto Acquafresca. E’ una scelta che ti convince?

“No. Ho già avuto modo di dire, anche quando Di Vaio era meno in forma sul piano realizzativo, che per me è un attaccante straordinario sotto il profilo del movimento e dello smarcamento. Anche domenica, pur sbagliando un gol che avrebbe potuto benissimo fare, ha corso fino all’ultimo, si è smarcato ed è scattato. Anche se non è un ragazzino gode di una condizione atletica e fisica invidiabile, che pochi hanno. Sinceramente non vedo motivi per cui debba rifiatare, visto che il Bologna non è impegnato nelle Coppe. A non farlo giocare il Bologna ci perde, poi ci può stare che un allenatore prenda in considerazione l’idea di dare spazio a chi finora ne ha avuto meno.”

Pioli, ad oggi, dà l’impressione di avere in mano la squadra sia dal punto di vista tattico che psicologico.

“Sì, effettivamente si vede che l’allenatore ha in mano la squadra da entrambi i profili. Forse un difetto è che il Bologna si esprime bene quando gioca di rimessa e sono gli avversari a fare la partita, cosa che solitamente avviene fuori casa, mentre quando deve fare la partita, solitamente avviene in casa, e gli avversari ti aspettano fa un po’ più fatica ad esprimere un gioco offensivo efficace. Immagino che il tecnico ci stia lavorando e probabilmente è ancora alla ricerca, sotto questo profilo, dello schieramento offensivo più giusto.”

Nella Primavera dell’Empoli tu allenavi sia Lodi che Diamanti. Com’erano tatticamente, e chi era più promettente all’epoca?

“Lodi l’ho allenato tre anni e Diamanti solo uno perché era in prestito dal Prato. Erano tutti e due promettenti, Lodi in quel momento prometteva di più perché aveva un senso spiccato del gol e riusciva a segnare sempre spesso, anche quando era più giovane dei suoi compagni. Con Diamanti abbiamo parlato, perché ci siamo ritrovati anche dopo: lo feci giocare anche poco, in relazione al suo valore, proprio perché giocava nello stesso ruolo di Lodi, che in quel momento faceva qualcosa di più. Ma a fine anno avevo chiesto all’Empoli di riscattarlo dal Prato, perché secondo me aveva delle potenzialità importanti, e si trattava solo di aspettarlo, visto che doveva maturare fisicamente: in quel momento era un pochino indietro. Poi il Prato chiese troppi soldi e l’Empoli, all’epoca, non se la sentì di spenderli.”

Al Bologna è stato accostato anche Sansone.  Si tratta di un giocatore che può fare al caso del Bologna?

“Sinceramente 9-10 giorni fa ho visto giocare Insigne, del Pescara, e mi ha colpito molto. Sansone quest’anno non ho avuto modo di vederlo. L’ho visto in passato ed è un giocatore su quella falsariga: un attaccante svelto, rapido e veloce, ed è sicuramente interessante. Insigne, però, mi ha colpito particolarmente.”


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Matteo Fogacci

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