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Cecconi: “Bologna, la chiave tattica contro l’Inter: non farsi schiacciare troppo”

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto a Luca Cecconi, ex tecnico rossoblù, nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” (in onda su Telecentro-OdeonTv)

L'ex calciatore e allenatore del Bologna, Luca Cecconi

Di UGO MENCHERINI e VITTORIO LONGO

Mister, quale può essere la chiave tattiva del match tra Bologna  e Inter?

“Penso che tutto sommato la chiave tattica sia semplice, nel senso che l’Inter tenterà di vincere provando a prendere in mano il gioco e cercando di spingere mentre il Bologna, al quale questo va benissimo, avrà quindi gli spazi per poter agire di rimessa. La chiave tattica per i rossoblù sarà non schiacciarsi troppo e rubare palla anche a metà campo, perché se dovesse subire troppo il gioco poi non riuscirebbe a fare ripartenze pericolose: rubare palla sulla loro costruzione del gioco, allora diventerebbe pericoloso e fare male”.

Dal punto di vista tattico, il Bologna farebbe bene a schierare i due trequartisti larghi in fase difensiva, in modo da fermare sul nascere i terzini nerazzurri, Maicon e Nagatomo?

“Se i due trequartisti facessero questo, di fatto sarebbero ali: nessuno dei due ha queste caratteristiche. Gli avversari verrebbero fermati, ma non si sfrutterebbero le qualità tecniche di Diamanti e Ramirez. Probabilmente sui terzini agiranno, scambiandosi un po’ il compito, l’esterno e la mezzapunta, ma non sarà facile, visto il modulo dell’Inter. Ultimamente il Bologna gioca con i tre difensori, quindi o rimane così anche in questo caso, dicendo a turno a uno dei centrali di uscire su Sneijder, ma è una soluzione che potrebbe dare qualche rischio, oppure si passa a quattro, con due centrali sulla punta avversaria, e portando un centrocampista basso su Sneijder. Credo che l’allenatore possa avere questo dubbio, perché il modulo adottato dal Bologna nelle ultime partite, non si sposa con il modulo che dovrebbe adottare l’Inter”.

In casa Bologna ci sono due ballottaggi: Garics-Pulzetti e Diamanti-Taider: cosa cambierebbe, in un caso o nell’altro?

“Fra Garics e Pulzetti è una scelta fatta in base alle caratteristiche: Pulzetti è più rapido e svelto e quindi sul breve potrebbe essere meno ‘saltabile’ mentre Garics dà più forza fisica e magari sulle palle alte può dare una mano in più. Inoltre, Pulzetti viene da una lunga assenza e c’è anche questo tipo di considerazione da fare. Fra Taider e Diamanti, il primo è più un centrocampista che assicura maggiore attenzione tattica in fase difensiva mentre il secondo è più attaccante, pur facendo il trequartista e pur facendo bene, da trequartista, la fase difensiva”.

Con Pulzetti si potrebbe pensare a una difesa a quattro?

“Quella è una scelta che prescinde da questo aspetto: si potrebbe allargare Raggi a destra, al di là del fatto che lui si trova meglio al centro. In questo caso, Raggi si troverebbe su Forlan: a quel punto si potrebbe portare davanti a lui Garics o Pulzetti. O ancora si potrebbe togliere un difensore centrale, e far fare il terzino proprio a Pulzetti invece che a Garics. Si potrebbero fare modifiche o di uomini o di schieramento difensivo”.

Alla vigilia del match Pioli senza mezzi termini ha parlato della possibilità di fare bottino pieno a San Siro. Come leggi queste sue dichiarazioni?

“Il Bologna ha fatto in trasferta le sue migliori partite, soprattutto giocando di ripartenza quando gli altri hanno dovuto fare la partite. Con l’Inter l’attenzione e la concentrazione vengono da sé, e su questo tasto non occorre spingere. I nerazzurri vorranno vincere, dovendo riscattarsi e giocando in casa, e quindi prenderanno in mano il pallino del gioco. A mio avviso, l’obiettivo è stato quello di trasmettere alla propria squadra anche pubblicamente un messaggio: non facciamoci schiacciare, non pensiamo solo a difenderci ma ricordiamoci che dobbiamo, anzi, essere pronti a contrattaccare. Pioli, secondo me, ha voluto caricare questo concetto: appena rubiamo palla dobbiamo essere pronti ad attaccare, senza rimanere dietro e lasciare soli gli attaccanti”.

Che ruolo ha avuto Ulivieri nella tua carriera da allenatore? Penso che possa aver influito negativamente in qualche mancato approdo su qualche panchina?

“Bisognerebbe vedere come ha reagito chi ha subito pressioni o certi consigli. So per certo, perché me lo hanno detto, che ci ha provato o che comunque era nei suoi desideri: poi non so quanto possa essere stato influenzato chi ha ascoltato”.


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Matteo Fogacci

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