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Cassintegrato bolognese si impicca con la corda giocattolo della figlia. Un’azienda chiama per un colloquio: troppo tardi, era già morto

Era in cassa integrazione da un anno, con la moglie disoccupata più o meno dallo stesso periodo e due figlie di sei e 13 anni. Un operaio di 44 anni originario del Materano, M.F., si è ucciso impiccandosi nel garage di casa a Marmorta di Molinella, nella Bassa bolognese. Per compiere il proprio gesto disperato ha usato la corda giocattolo per saltare di una delle sue figlie.
A scoprire il corpo è stato ieri, assieme al cognato, un vicino, pure lui dipendente in cassa integrazione della stessa azienda del suicida, la fonderia Renopress di Budrio, che produce ricambi per auto. “Può essere successo solo per colpa del lavoro, non avevamo altri problemi”, ha detto disperata ai carabinieri la moglie, che quando il consorte ha deciso di farla finita stava facendo le pulizie da una signora che abita nella stessa via. Per guadagnare qualcosa, M.F. di sera cantava e animava il karaoke in qualche locale della zona, e intanto aveva spedito diversi curricula alle aziende della zona. Proprio ieri, a quanto si è appreso, una di queste ha chiamato a casa dell’ operaio per proporre un colloquio; ha risposto un familiare dell’uomo, mentre in casa c’erano già carabinieri e sanitari del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso. Ieri mattina l’operaio ha accompagnato la figlia più piccola all’asilo, poi è sceso in garage, ha preso una corda che la bimba utilizzava per saltare e giocare e si è impiccato. Non avrebbe lasciato messaggi, a quanto trapela dagli investigatori. Sull’ipotesi che il suicidio sia stato provocato dalla crisi c’é anche cautela “Sicuramente soffriva e questa situazione non ha aiutato, ma non possiamo dire che sia stata la causa scatenante”, ha commentato un funzionario Fiom della zona di Budrio, Predo Pucci.
Il presidente della Regione, Vasco Errani, in un telegramma ai sindaci di Budrio e Molinella ha sottolineato che “di fronte a drammi come questo le Istituzioni locali e la Regione si sentono impegnate a rafforzare ulteriormente il loro impegno sui temi del lavoro”. La battaglia sindacale alla Nuova Renopress dura dal 2008 e riguarda 106 operai, che di recente hanno raccontato la loro storia a ‘Rai per una notte’ con Michele Santoro, così come le lavoratrici della Omsa. Poco meno di un mese fa la Regione aveva chiesto e ottenuto dalla società il ritiro dei licenziamenti e della mobilità, con la richiesta di utilizzo di un altro anno di cassa integrazione. “Eravamo stati fin dalle prime ore al fianco dei lavoratori Renopress, e questa notizia ci lascia senza parole”, ha commentato Rossella Giordano, segretaria del Prc di Bologna.

DRAGHETTI: ANCORA GUARDIA ALTA PER LA CRISI
ANCHE DAL PUNTO DI VISTA UMANO

La presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, ha espresso profondo cordoglio alla famiglia dell’operaio della Renopress in cassa integrazione che ieri si è tolto la vita a Molinella. “La crisi economica – sottolinea – sta continuando a colpire duramente il nostro territorio. Come istituzioni dobbiamo continuare a tenere alta la guardia e non solo attraverso gli strumenti che ci sono assegnati, come il Tavolo per le crisi aziendali che purtroppo in Provincia si riunisce ormai quotidianamente per seguire le vicende delle tante aziende in crisi. Dobbiamo anche chiederci – prosegue Draghetti – come dare un aiuto alle persone che perdono il lavoro e per le quali la crisi economica si trasforma troppo spesso in grandi fatiche personali e familiari”. (ANSA).

UIL BASILICATA “PAURA DI NON FARCELA”

Il segretario generale della Uil Basilicata, Carmine Vaccaro, in una dichiarazione, ha detto che “il suicidio di un operaio cassaintegrato arrivato in Emilia Romagna dalla Basilicata per lavoro con tanta speranza per il suo futuro, ci addolora profondamente”. “Un suicidio che – ha aggiunto il sindacalista lucano – è maturato in un clima di paura di non farcela ad arrivare a fine mese, tanto più che come accade per numerosi cassaintegrati di tutte le regioni italiane, nonostante un recente accordo al Ministero del Lavoro per la proroga della cig, c’é sempre da aspettare prima di ricevere i soldi”. Per la Uil Basilicata, “i lavoratori che beneficiano degli ammortizzatori sociali non possono vivere con l’ansia di non farcela per le spese quotidiane della famiglia. E’ per questo che il nostro dolore è ancora più lacerante perché uno dei tanti cittadini lucani ha abbandonato il suo paese per conoscere finalmente la dignità del lavoro, quella dignità che gli è stata strappata dopo pochi anni nei quali ha costruito gli affetti di una famiglia. E non si dica che il sindacato non ha messo in guardia sugli effetti psicologi della perdita del lavoro. Lo abbiamo fatto soprattutto quando le proteste degli operai hanno assunto aspetti estremi e di pericolo della vita degli stessi e continueremo a farlo perché si diano serenità e certezza di diritti ai tanti cassaintegrati”.

(ANSA).

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