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Caso Delbono: per il Pm l’ex sindaco per coprire la vacanza nello Yucatan con Cinzia (quando sarebbe dovuto essere ad un convegno a Città del Messico) finse anche la perdita dei biglietti

Nel luglio del 2005 disse che era stato a Città del Messico per un convegno, mentre era in un villaggio turistico nello Yucatan insieme alla sua compagna di allora, Cinzia Cracchi. In più, finse di aver perso il biglietto aereo per un importo di 980 euro ma ottenne lo stesso il rimborso (1.480 euro, compresa l’indennità di missione all’estero) ‘ripagandosi’ quindi gran parte della vacanza. Così, secondo il pm Morena Plazzi che ha firmato gli avvisi di fine indagini inviati ieri, l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono avrebbe truffato la Regione Emilia-Romagna di cui all’epoca era vicepresidente. E’ questa una delle ipotesi di accusa rivolte al successore di Cofferati, insieme ai reati di peculato, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e offerte fatte alla Cracchi perché tacesse. Tra peculato e truffa aggravata, il valore complessivo degli importi è di circa 20.900 euro, di cui oltre 18 mila riguardano il peculato. Nei capi di imputazione sono elencate le spese di sette viaggi istituzionali (veri o presunti) fatti da Delbono dal 2004 al 2008 prima con la Cracchi e poi con Stefania Barresi, sua successiva fidanzata. Per questi il peculato consisterebbe nel fatto che Delbono pagava le sue spese di viaggio e soggiorno con la carta di credito della Regione o con acconti, ma poi spacciava come ‘spese di rappresentanza’ quelle sostenute per il soggiorno delle due donne, e ovviamente ne chiedeva il rimborso alla Regione. Inoltre, in quattro casi di truffa aggravata, Delbono, sempre secondo l’accusa, non chiedeva il rimborso di vitto e soggiorno dicendo che erano stati gratuiti. Tuttavia non rinunciava al rimborso di alcune spese-viaggi né all’indennità di missione, visto che ufficialmente in quel momento era ospite di convegni. In realtà, era nell’albergo ‘A Pazziella’ di Capri (sempre lo stesso per tre estati consecutive, dal 2005 al 2007) anziché incontri con amministratori locali a Napoli e Salerno, oppure in un villaggio a Santo Domingo (maggio 2007) e sempre in compagnia di Cinzia. Le altre due ipotesi di accusa sono le stesse rivolte a Luisa Lazzaroni, ex assessore al welfare anche lei indagata per il ‘Cinzia-gate’. Delbono e Lazzaroni, quindi, avrebbero intralciato la giustizia perché, da metà giugno a novembre 2009 quando l’inchiesta era contro ignoti e la Cracchi era solo una persona informata dei fatti, hanno fatto pressioni alla donna perché tacesse alcuni particolari agli inquirenti o smentisse alcune accuse. In cambio l’ex fidanzata avrebbe potuto avere soldi (in tutto 50 mila euro) offerti da Delbono verbalmente e, dopo il 29 dicembre 2009 quando entrambi furono indagati, su un foglio scritto. A inchiesta chiusa sarebbe arrivato anche un lavoro in Comune, ma non prima. “Oggi sarebbe uno schiaffo al tribunale – aveva scritto l’ex sindaco – E siamo nella stessa barca, mi pare, giusto?”. Il ruolo dell’ex assessore riguarderebbe il cosiddetto “supporto concreto” fornito a Delbono, soprattutto “coinvolgendo direttamente la Cracchi” nell’elaborazione del testo di una convenzione che prevedeva anche la creazione di un ufficio del Cup2000 (dove lavora attualmente Cinzia) in Comune “cui sarebbe stata destinata la stessa Cracchi”. Aspetto, quest’ultimo, che l’ex assessore disse di non ricordare durante l’interrogatorio in procura. Anche per questo le viene contestato l’articolo 371 bis. Intanto, in attesa di un eventale rinvio a giudizio, in procura approdano altre accuse sulla scia del ‘Cinzia-gate’. Il parlamentare del Pdl Enzo Raisi ha consegnato un esposto che chiama in causa la presidenza della Regione Emilia-Romagna e l’assessorato alle attività produttive per consulenze e altre questioni.
(Servizio di Michela Suglia – Ansa)


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