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Carcere della Dozza: condizioni disumane

“Il carcere della Dozza lavora nella totale illegalità, andrebbe chiuso domani”. Non ci sta il medico del lavoro Vito Totire, a sfogliare il report semestrale sulle carceri fatto dall’Azienda Usl di Bologna e constare che non è cambiato molto dai report precedenti. La situazione è gravissima. Non esistono i requisiti minimi in campo igienico-sanitario. Le cose che non vanno sono molte. Partiamo dal sovraffollamento. Al momento dell’ispezione dell’Ausl i detenuti erano 1008, ma i posti disponibili sarebbero solo 483. E invece gli inquilini sono 952 maschi e 56 femmine. I materassi per terra. Dormono in più di cento nel locale dell’infermeria, concepito per quaranta persone. Ma il problema non è solo il sovraffollamento, che provoca disagi e risse, il vero allarme è il rischio di un’epidemia di tubercolosi. Sono 8 i casi sospetti di tbc e si è registrato anche un caso di sospetta scabbia. Ci sono poi 235 detenuti tossicodipendenti, 16 affetti da Hiv, 52 da epatite C e 3 da epatite B.
Nel report dell’Ausl c’è scritto: “presenza di blatte nelle sezioni sia maschile che femminile” e poi ci sono i topi che abitano tra il canale Navile e il carcere: sono attratti dai rifiuti che circondano la Dozza in tutto il suo perimetro. Gabbiani e piccioni asfaltano di deiezioni cortili e vasche.
In favore dei detenuti della Dozza serve poi un “piano di piena occupazione”, suggerisce Totire, visto che il numero di lavoratori a Bologna è particolarmente basso rispetto ad altre carceri, anche dell’Emilia-Romagna. E poi, altra nota critica: il Cie, che secondo l’Ausl non rientra nella competenza del dipartimento dio sanità pubblica. Il Centro di Identificazione ed Espulsione “E’ un carcere a tutti gli effetti”, sostiene il medico del lavoro, che lamenta il troppo silenzio delle istituzioni sul centro di via Mattei. “Nessuno, dal presidente della Repubblica al ministro dell’Interno, dalla Regione all’Ordine dei medici -si sfoga Totire- ha risposto sul diritto degli stranieri rinchiusi nel Cie di nominare un medico di fiducia”.


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