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Capodanno: dietro la folla nelle piazze si fa sentire la crisi, che ha fatto calare anche la vendita di fuochi artificiali (ed anche i morti e feriti gravi)

Capodanno fuochiFolla nelle piazze dei concerti – da Roma a Napoli, passando per Genova, Bologna e Firenze – ma per il resto è stato un San Silvestro sotto tono, con poca gente instrada (poco gremita anche piazza Duomo, a Milano, dove i botti sono terminati già intorno all’una), festeggiamenti ridotti rispetto agli anni scorsi, austerità come elemento caratterizzante. Cenoni e brindisi meglio in casa. Un fenomeno comune a molte città italiane, complice anche il maltempo. Secondo l’Osservatorio di Milano è stato un capodanno in austerità soprattutto per effetto della crisi: il numero delle persone che hanno festeggiato è sceso bruscamente rispetto all’anno scorso, così come sono calati i pranzi al ristorante ele persone che hanno scelto le vacanze sulla neve o all’estero. L’80% degli italiani ha passato la mezzanotte a casa – è detto in una nota -. E’ prevalsa la paura sulla speranza. Per otto milioni di italiani c’é l’albero di plastica, la bottiglia di spumante da 1 euro e il panettone da 2 euro a prezzi scontati”.
La città emblematica di questo Capodanno sotto tono è Napoli, dove perfino il mercato dei botti, sempre fiorente, avrebbe risentito della crisi: sono stati venduti soprattutto quelli più economici e, fortunatamente, meno pericolosi. Anche nel capoluogo campano, dunque – a parte la piazza Plebiscito di Renzo Arbore, con i 100 mila annunciati dagli organizzatori – ha vinto la dimensione familiare, con meno gente in strada, meno ai cenoni o in discoteca a ballare. “Le persone – dice dal suo osservatorio privilegiato Massimo di Porzio, presidente dell’Assoristoratori napoletani – hanno preferito rimanere a casa, forse scoraggiate dal tempo ma soprattutto da altre motivazioni. Nei locali c’é stato, stando alle prime segnalazioni, un calo di persone per i cenoni. Quello che è apparso evidente è che sono mancati i grandi gruppi. Ai cenoni si sono viste soprattutto coppie e piccole comitive mentre le famiglie hanno deciso di riunirsi in casa per risparmiare sui costi”.
Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ne ha fatto tema di riflessione durante l’omelia del ‘Te Deum’. Come e più di altre città Napoli, ha detto, avverte i colpi di una “pesante crisi economica che ha provocato disagi e sofferenze, povertà in continuo aumento, disoccupazione crescente. Abbiamo visto uomini e donne per le strade e sui tetti delle fabbriche rivendicare il loro diritto al lavoro. La speranza sembra sia stata ferita a morte, provocando in molti sfiducia, depressione, pessimismo, indifferenza ed egoismo. In questo clima, saturo di veleni, è facile – ed è questo uno degli aspetti più allarmanti – che le organizzazioni criminali, come la camorra, riescano ad aumentare il loro peso specifico, arruolando sempre nuovi adepti e nuova manovalanza, soprattutto tra i giovani”.
Non ha dubbi sul clima da luci spente il rettore dell’Università di Napoli Federico II. “In strada – dice Guido Trombetti – non c’era nessuno. Mi è sembrato che si avvertisse in maniera fisicamente palpabile il senso della gravità dellasituazione finanziaria ed economica. A questo punto dobbiamo solo sperare che il 2010 sia un anno di grande ripresa ma non c’é nessun dubbio che è stato un Capodanno sotto tono”.
Quanto ai botti, “non si è sparato per nulla. Sarebbe un fatto molto positivo ma purtroppo temo che la motivazione non sia legata ad uno scatto di civiltà”.

BOTTI DI CAPODANNO: NESSUNA VITTIMA, 509 FERITI
IN CALO GLI INCIDENTI GRAVI E LE PERSONE FERITE DA ARMA DA FUOCO

Nei festeggiamenti di fine anno non ci sono state vittime causate dai botti. I feriti con prognosi superiore ai 40 giorni sono stati 17; quelli più lievi, con prognosi inferiori ai 40 giorni, sono stati 492. Il numero degli incidenti più gravi è dunque calato rispetto all’ anno scorso, quando ne furono registrati 28. E’ il bilancio stilato dalla Polizia di Stato della notte di San Silvestro. In netta diminuzione i feriti da arma da fuoco: sono stati otto, tutti con prognosi inferiore a 40 giorni, rispetto alle 20 persone registrate nello scorso capodanno. “La rilevante attività di controllo svolta dalle forze di polizia coordinata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – dice una nota – ha visto un forte aumento delle persone denunciate (572) rispetto allo scorso anno (488); 61 il numero delle persone arrestate (64 nel capodanno 2009)”. Le Forze di Polizia hanno sequestrato più di 247 tonnellate di materiale esplosivo illecitamente messo in commercio. “Il risultato – sottolinea il comunicato – si somma all’attività di prevenzione avviata in tutto il territorio nazionale nel corso dell’anno, volta a contrastare il fenomeno dell’illecita immissione in commercio di grandi quantitativi di pirotecnici detenuti illegalmente”.
(ANSA).


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