Calciomercato: il punto a poco più di un’ora dalla chiusura delle trattative
La crisi c’è, questo lo sapevamo già, ma che ne fosse tanto coinvolto anche il mondo dei superpaperoni del calcio, francamente non ce lo aspettavamo.
A pochi minuti dalla chiusura delle trattative (con la possibilità per le società di piazzare colpi last minute ai quali crediamo poco) l’esito di una settimana di chiacchiere, voci, conferme e smentite ha lasciato agli archivi (quali nomi più roboanti) i passaggi di Cissè al QPR e quelli di Thiago Motta al Paris SG e conseguente approdo in nerazzurro di Palombo, che non più tardi di 6 mesi fa giurava amore eterno, fra le lacrime, ai colori blucerchiati appena retrocessi in cadetteria..
Con tutto il rispetto, poca roba, pensando ad esempio ai Tevez che avrebbero potuto materializzarsi a Milano mentre, invece, le ultime 48 ore hanno visto protagonisti giocatori come Munari, De Silvestri, Mesto, Bojinov e Bogdani, fresco di passaggio al Siena dopo il gran rifiuto di Pippo Inzaghi.
Onesti mestieranti, perdipiù trasferiti (al 90% abbondante) con la formula del prestito secco, a certificare che il tempo dei bagordi è finito e che col bilancio di fine anno (COVISOC docet) non si scherza più.
Vedendola in chiave rossoblù, c’è da essere moderatamente sereni: no si saranno riusciti a piazzare tutti i gli esuberi ma è vero anche, al contempo, che le avversarie non si sono rinforzate più di tanto.
I già citati Bojinov, Bogdani e Iaquinta fanno meno paura di qualche stagione fa e l’aver mantenuto un Bologna con troppi elementi in rosa non ci porta, al momento, a criticare il lavoro della società, complicato dai numerosi rifiuti ricevuti e da pretese altrui, evidentemente, non conciliabili con le esigenze di Zanzi e soci.
Meglio concentrarsi sulla Fiorentina (semprechè si giochi domani), cercando di capire se, fin dai primi allenamenti, il giovane Belfodil potrà rivelarsi un valore aggiunto, magari pronto all’uso.


