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Buskers Festival: a Ferrara il più grande raduno di musicisti di strada del mondo

aE’ iniziato ieri, Venerdì, con un anteprima a Comacchio, per poi trasferirsi da oggi fino al 30 Agosto nella sua cornice abituale: le stradine e le piazze del centro storico di Ferrara, per riempirle di musica, come avviene da 22 anni a questa parte. E’ il Buskers Festival di Ferrara, la nuova Woodstock dei musicisti di strada, la più grande adunaza di questi artisti che vi sia al mondo. Saranno più di mille quelli di quest’anno, provenienti da 34 nazioni, di tutti i 5 continenti. In dieci giorni daranno vita a 304 differenti concerti di strada, fra quelli dei gruppi accreditati e quelli delle formazioni invitate ufficialmente. Ogni anno, infatti, gli organizzatori del Buskers Festival (tutto cominciò negli Anni Ottanta, da un’idea di Stefano Bottoni, artigiano del ferro battuto e cantautore) girano il mondo alla ricerca dei musicisti e dei gruppi più originali, ed ogni anno designano una nazione “ospite d’onore” del Festival. Quest’anno sarà un paese balcanico, la Croazia, presente a Ferrara con quattro gruppi, i suoi musicisti di strada più quotati, ed anche con un gruppo di pittori di Koprivnica, che tributeranno un omaggio a “Ferrara, città del Buskers’ Festival”, dipingendo sul posto un grande uovo nel loro tradizionale e caratteristico stile naif.

QUANDO ANCHE LUCIO DALLA FECE IL BUSKER

FERRARA_bigUn festival che ha l’impareggiabile suggestione di poter far ascoltare ritmi e musiche da tutto il mondo, semplicemente passando da una stradina all’altra, da una piazzetta all’altra, della Ferrara medievale e rinascimentale, con un pubblico “fluido” di migliaia di persone che scorre lungo la città, seguendo il richiamo delle note da un punto all’altro, da un gruppo musicale all’altro, avvolgendo letteralmente ogni artista, in tanti incontri ravvicinati, in tanti capannelli che si formano e si disfano continuamente. Aggiungendo a tutto questo la suggestione delle antiche strade ferraresi di sera, se ne ricavano emozioni davvero uniche, sia per il pubblico, che per gli stessi artisti. Ed è capitato, negli anni scorsi, che anche un grande musicista come Lucio Dalla, abbia voluto sperimentare, “vivere”, questa sensazione, unica del Festival di Ferrara, suonando proprio come un comune busker in una piazzetta secondaria di Ferrara, davanti ad un pubblico neanche tanto numeroso (Dalla si era presentato in incognito, nessuno sapeva della sua presenza, ed aveva scelto uno degli angoli più remoti – ma suggestivo – della città-vecchia) che non credeva ai propri occhi ed alle proprie orecchie. Anche questa è una delle tante storie del Buskers Festival. E non è detto che storie simili non si ripetano anche in questa edizione.

SUONI E COLORI DA TUTTO IL MONDO

ferrara“Strade Unite del Mondo”: è questa la nazione di tutti i musicisti che si sono dati convegno, come ogni anno, a Ferrara. Basta scorrere le schede illustrative degli organizzatori per rendersi conto della ricchezza e della varietà dei suoni e dei colori offerti da questa Onu della musica:
Dal Brasile, la samba-de-roda proposta dai Barlavento, che evocano le atmosfere del Recôncavo di Bahia, tra villaggi di pescatori, piantagioni di tabacco e di zucchero, mentre il Fred Menendez Trio – di ritorno al Festival grazie al voto del pubblico nella precedente edizione – è l’anima musicale del Carnevale di Bahia che si ripropone direttamente sulle strade di Ferrara.
Dal Sud America, arriva anche l’altro gruppo richiamato a furor di popolo: dall’Argentina, Violentango, ripresenta il ritmo e le deformazioni di una musica sensuale rivisitata in grado di sedurre qualsiasi orecchio.
Amarins & Le Gatte Negre portano da Amsterdam un folk/pop dolce e versatile, mentre il combo americano-tedesco Buffalo Bill & his Bavarian Beerhunters si fa portavoce di un sorprendente e scatenato Texas Swing.
La Croazia, fra tradizione e musica del diavolo, tira fuori dal cilindro quattro formazioni straordinarie: se lo stile dei Kom3dija spazia dal rockabilly al blues, attraverso il pop fino alle folli corse ska e punk addolcite dal jazz, Tambura Band Debitanti è un ensemble di giovanissimi e talentuosi musicisti innamorati degli strumenti tradizionali, come tambura e brac.
Se da un lato il Trio Martiniæ & Iva Curtila, si esibisce in una performance con circa 30 differenti strumenti, ed ha in organico un bambino di 11 anni; dall’altro c’è chi si presenta con vari ultrasettantenni nel gruppo: è il TS KUD-a Gorjanac, storico collettivo dedito alle canzoni e alle danze popolari della regione di Osijek-Baranja.
Dalla Polonia arriva il Cracow String Quartet che riunisce nel proprio repertorio Vivaldi, Bach, Mozart, Brahms, Strauss, Rossini e Piazzolla, brani di musica popolare e temi di famose colonne sonore, mentre Hosoo Transmongolia dà voce alla steppa e alla natura della Mongolia Occidentale.

Dagli USA, Spring mescola le influenze di Carole King, Joan Armatrading e Joni Mitchell in un suono profondo e sincero che è contemporaneo e senza tempo, così come l’One Man Band australiano Juzzie Smith propone un tuffo nel blues, nel folk e nel country, per riemergere in un mondo completamente mutato e personale.
Lars Vegas & The Love Gloves, creatori del Deltabilly, sono stati definiti il più autorevole ed influente acoustic blues trio tedesco, mentre dall’Inghilterra alla Danimarca fino alla Francia, The Blue Genes è una ‘two family band’ che da anni gira il mondo come busker…
Se dalla Germania Leiermann & Elfenklang riscoprono le melodie di ogni angolo della terra con ghironda, violino, cornamusa, chitarra e canto, dalla Spagna lo stile unico de Los Widow Makers riflette ogni genere che spinga le radici nel terreno dell’America, con un repertorio dall’Old School Punk Rock fino a leggendari e cupi brani dagli anni Cinquanta e composizioni originali con un tocco di folk americano.
Il Manzella Quartet rappresenta l’ossimoro fra rumore e musica, la lite tra una chitarra e il suono di bidoni, riloghe delle tende, assi da lavare, cestini dell’immondizia. Anche se influenzati dai pionieri della cultura reggae giamaicana, gli ungheresi Rootskompakt non disdegnano ridefinire i lineamenti di hit contemporanee secondo il loro stile. Infine, dalla Serbia , Zbogom Brus Li combina l’essenzialità e l’impatto del punk con la musica etnica, ottenendo uno stile unico che è la band stessa a definire punk tamboura o semplicemente punkboura.
Anche quest’anno sarà possibile votare i gruppi grazie alla scheda allegata alla guida ufficiale del Festival. Da Sabato 22 a Domenica 30 agosto, dopo l’anteprima di Comacchio, gli artisti saranno attivi dalle 18 alle 24 nei giorni feriali e dalle 17 alle 20 domenica 23 e domenica 30 (di seguito , a partire dalle ore 21.00, concerti on stage al Ferrara Music Park con i musicisti del Festival). E dopo mezzanotte la festa continua con Buskernight, al Ferrara Music Park e alla Buskershouse

Tra gli eventi collaterali, confermata la piccola scuola di circo per bambini dai 5 ai 12 anni – affidata ancora una volta alle note capacità della compagnia Microcirco, riconosciuta a livello nazionale come circo didattico (per iscrizioni scrivere ad: [email protected] ponendo in oggetto “scuola di circo”) e, l’iniziativa di solidarietà il Grande Cappello, quest’anno a favore della Compagnia il Draghetto dell’Aquila, che ha visto la sede e gran parte del proprio materiale di scena distrutto dal terremoto. Con il contributo del Ferrara Buskers Festival e dei suoi spettatori (il 5% delle offerte libere sarà devoluto alla compagnia), si vuole aiutare il “Draghetto” a far tornare il sorriso, con i suoi spettacoli, ai bambini abruzzesi. Molte infine le iniziative dedicate alla fotografia con mostre, laboratori e concorsi.

Dal lato del pubblico, prezzi molto speciali per i pernottamenti grazie alla convenzione con alcuni alberghi ferraresi (per info:www.ferrrabuskers.com ) e il concorso “Vinci con Buskercard”: i possessori della tessera sconto, oltre ad avere condizioni di favore presso gli esercizi convenzionati e per l’ingresso ai civici musei, potranno vincere un soggiorno a Ferrara di una settimana nel corso della prossima edizione del Festival o vedersi rimborsati (sotto forma di buono acquisto) i soldi spesi presso le attività “amiche” del FBF, hotel inclusi.

Schede illustrative e note organizzative tratte dal sito “sesto potere”


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